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    Home Page > Movies & DVD > Prospettive di un delitto

    'PROSPETTIVE DI UN DELITTO': QUANDO LA VERITA' DIPENDE DAL PUNTO DI VISTA

    "Se si segue soltanto una storia, non si scoprirà mai la verità su quello che è accaduto realmente. Se invece si osservano tutte le vicende, si vede qualcos’altro che prima non si conosceva. E’ solo quando si arriva alla fine che si può capire quello che è successo veramente... Ci sono otto persone differenti, otto modi diversi di vedere il mondo, otto pezzi di un puzzle. Per un regista è un sogno: non è possibile risolvere il mistero che circonda questo film senza vedere il mondo dal punto di vista di tante persone differenti. E’ una storia che solo il cinema può raccontare. Un film sul modo in cui vediamo le cose è assolutamente affascinante!... Quando si è trattato di montare la pellicola, ci siamo assicurati che ogni storia rimanesse in sospeso. Soltanto alla fine, tutte le storie si concludono e possiamo capire quello che è successo veramente".
    Il regista Pete Travis

    (Vantage Point USA 2007; Thriller drammatico; 90'; Produz.: Original Film/Relativity Media/; Distribuz.: Sony Pictures Realeasing Italia)

    Locandina italiana Prospettive di un delitto

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    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: Prospettive di un delitto

    Titolo in lingua originale: Vantage Point

    Anno di produzione: 2007

    Anno di uscita: 2007

    Regia: Pete Travis

    Sceneggiatura: Barry Levy

    Cast: Forest Whitaker (Howard Lewis)
    Matthew Fox (Kent Taylor)
    Dennis Quaid (Thomas Barnes)
    Sigourney Weaver (Rex Brooks)
    William Hurt (Presidente Ashton)
    Edgar Ramirez (Javier)
    Zoe Saldana
    Richard T. Jones

    Musica: Atli Örvarsson

    Costumi: Luca Mosca

    Scenografia: Brigitte Broch

    Fotografia: Amir M. Mokri

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Durante un discorso a Madrid, il Presidente degli Stati Uniti è vittima di un attentato e contemporaneamente una bomba uccide decine di persone. L'attentato viene visto da diverse prospettive, incluse quelle degli agenti segreti e degli attentatori stessi.

    IN DETTAGLIO:

    "... Otto estranei, da otto punti di vista differenti, cercano di scoprire l’unica verità dietro il tentativo di assassinare il Presidente degli Stati Uniti. Thomas Barnes (Dennis Quaid) e Kent Taylor (Matthew Fox) sono due agenti dei servizi segreti che hanno l’incarico di proteggere il presidente Ashton (William Hurt) durante un fondamentale summit sulla guerra globale al terrorismo. Quando il presidente viene colpito da alcuni spari dopo il suo arrivo in Spagna, si scatena il caos e diverse vite si incrociano per dare la caccia al colpevole. Tra la folla c’è Howard Lewis (Forest Whitaker), un turista americano che pensa di aver inquadrato il cecchino con la sua videocamera mentre riprendeva l’evento per i suoi ragazzi rimasti a casa. Sul luogo, a raccontare questo storico evento a milioni di telespettatori in tutto il mondo, c’è la produttrice giornalistica americana Rex Brooks (Sigourney Weaver). Quando loro e altre persone rivelano le storie che hanno vissuto, i pezzi del puzzle iniziano ad andare al loro posto e diventa chiaro che dietro a questi eventi si nascondono dei segreti scioccanti".

    Dal >Press-Book< di Prospettive di un delitto

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    L’AMERICA DI OGGI SI RACCONTA E SI CONFRONTA CON LA DESTABILIZZAZIONE INNESCATA DAL TERRORISMO ISLAMICO APPUNTATO SULLA MASSIMA PUNTA ISTITUZIONALE STATUNITENSE, CERCANDO ALMENO AL CINEMA IL MANCATO RISCATTO NELLA REALTA’. MA TRA I PROTAGONISTI DI UN CAST STELLARE – SIGOURNEY WEAVER, DENNIS QUAID, WILLIAM HURT, MATTHEW FOX E FOREST WHITAKER – LA VERA PRIMA DONNA DI ‘PROSPETTIVE DI UN DELITTO’ SI RIVELA L’INGRANAGGIO STRUTTURALE DEL FILM STESSO, CHE MIRA AD UN EVENTO CIRCOSCRITTO PER AVERE TUTTO IL TEMPO DI TORNARVI SOPRA PIU’ VOLTE, INQUADRANDOLO DA ANGOLATURE SEMPRE DIVERSE. AD OGNI GIRO DI BOA SI AGGANCIA QUALCHE NUOVA MAGLIA CHE PORTERA’ DRITTO IN BOCCA AL QUADRO D’INSIEME DEL DRAMMATICO MOSAICO. UN CALEIDOSCOPIO DI TECNICHE DIVERSE E UN NOTEVOLE PRESSING DI MONTAGGIO SERVONO ALLO SCOPO E INNERVANO LA PELLICOLA DI UN FASCINO DEL TUTTO PARTICOLARE

    Quando si parla di protagonismo in un film, si fa solitamente riferimento agli attori. E nel caso di

    Prospettive di un delitto (Vantage Point) non fa certo difetto il cast stellare che ne fa parte integrante: in prima linea c’è Sigourney Weaver, cui tocca il compito di aprire la storia, nelle vesti della produttrice giornalistica televisiva Rex Brooks, a cui non manca il determinato cipiglio necessario per dirigere con il tocco tipico del comando a bacchetta sul filo del tempo che incalza e che non si discute, tutte le video camere CNN locate sulle dirette di eventi internazionali. La segue a ruota, per dominare poi l’intera situazione, frammentata in un caleidoscopio che muta continuamente il punto di vista, Dennis Quaid, l’eroe protagonista, qui nei panni dell’agente dei servizi segreti, Thomas Barnes, adibito a guardia del corpo del Presidente degli Stati Uniti Ashton, nientemeno che William Hurt, nello sdoppiato ruolo del personaggio originale e del suo sosia. Coronano il poker di star Matthew Fox, il collega di Quaid Kent

    Taylor, con insito nel suo personaggio un prevedibile rovescio di medaglia che il film peraltro lascia intedere piuttosto presto ed esplicitamente fin dalle prime battute, e Forest Whitaker, spettatore dell’evento in cerca di emozioni e di distrazioni da un privato non troppo appagante, che si ritrova invischiato in un imprevisto e classico ruolo di eroe per caso, tipicamente americano: l’uomo comune catapultato in situazioni straordinarie che finsice per contribuire in maniera determinante al bene collettivo, sventando il dramma nel dramma.
    Quadra tutto, salvo il fatto che questa volta la vera ‘prima donna’ della storia si rivela piuttosto l’ingranaggio strutturale che muove il motore di questa storia, volutamente molto circoscritta dal punto di vista narrativo, legata al drammatico evento che vede in primo piano l’attentato terroristico al Presidente degli Stati Uniti, proprio in occasione di un summit internazionale di Pace in Spagna.
    Un ingranaggio che gira su se stesso per ben

    otto volte, tanto quanti sono i punti di vista presi in considerazione. E’ ad ogni nuovo giro, sempre con l’occhio puntato sullo stesso evento, che man mano si agganciano nuove maglie, quelle che, pian piano ci porteranno ad avere la visione completa del mosaico con la verità sull’accaduto. Ma ci sarà concesso il meritato respiro solo cavalcando l’epilogo, dopo essere stati ostaggio di un affascinante pressing di montaggio, reso emotivamente vibrante da un generoso e sapiente uso congiunto di tecniche diverse con cui si gestiscono lenti, pellicole e luci, ma soprattutto, modi variati nel girare con camere a mano, steadicam, dolly e così via. Eccellente risultato che serve ad illustrare in modo originale, il perno contenutistico del film: quello che vede ancora una volta l’America di oggi a tu per tu con l’ombra nera del terrorismo islamico, aiutato da infiltrati dall’interno, un America che continua a farsi coraggio sull’onda dell’autocelebrazione

    di un possibile riscatto, almeno al cinema, terapeutico per una malattia divenuta cronica. Da qui spuntano inevitabili, anche alcuni clichè hollywoodiani, dalla performance, a tratti macchiettistica, di Dennis Quaid, peraltro un po’ ristretto in un personaggio solo tratteggiato nei risvolti dei suoi drammatici trascorsi, e tanto deferenziale nei confronti del Presidente degli Stati Uniti quanto gli anglosassoni nei rispetti della loro regina.

    Commenti del regista

    "Quando si vede un evento più di una volta, noi cercavamo sempre di assicurarci di mostrare qualcosa di diverso. Per esempio, quando vediamo per la prima volta la piazza, la mostriamo dalla prospettiva delle telecamere dei mass media, con un sacco di cineprese, che sono lontane e statiche o vicine e tenute a mano, nel modo in cui girerebbero dei veri reporter televisivi. Quando invece la vediamo dal punto di vista di un agente segreto, è come entrare in un anfiteatro e sentire un rumore strano, che non avevi colto prima. La folla, che prima sembrava amichevole, fornisce un’impressione diversa ad un uomo dei servizi segreti che sta tornando al lavoro dopo essere stato colpito un anno prima. Ogni volto nella folla è un potenziale assassino, ogni sventolio di bandiera potrebbe essere un segnale per qualcuno. Ho cercato di girarlo mostrando quello che prova, così che la storia sembri sempre differente".

    A proposito dello specifico ruolo dell'azione, tesa ad evidenziare le idee presenti nel film:

    "Quello che è eccitante dell’azione, è che mostra qualcosa in un modo che non avevi mai visto prima. Diventa parte integrante del punto di vista. C’è un’energia viscerale e movimentata nella macchina a mano, perché l’idea è di renderla partecipe dell’azione. Quando le persone corrono, le cineprese li seguono; quando la gente va in una stanza, la cinepresa è dietro di loro. Durante l’inseguimento automobilistico, quando la macchina viene colpita e la cinepresa gira attorno alla vettura, è il nostro magnifico coordinatore degli stunt, Spiro Razatos, che sta reggendo la camera e che viene colpito... In un certo senso, è una questione di punti di vista. Quando osserviamo Dennis Quaid che guida, con la cinepresa dietro di lui e che mostra quello che ha davanti, non si tratta soltanto di vederlo inseguire qualcuno. In realtà, stai lì con lui, partecipi all’inseguimento e quindi tutto diventa più realistico ed eccitante".

    Riguardo al personaggio Howard Lewis interpretato da Forest Whitaker:

    "A differenza degli altri personaggi, Howard Lewis è un tipo normale. La maggior parte di noi non sarà mai il presidente, un agente dei servizi segreti e neanche un produttore giornalistico. Lui è un uomo comune, che non è mai stato in Spagna e non si è mai trovato così vicino al presidente, quindi è eccitato di poterlo filmare e portare le foto a casa dai figli, ma all’improvviso si ritrova ad essere una piccola pedina al centro di questa enorme scacchiera. E’ il tipo che non veniva mai scelto per far parte della squadra di football e vuole disperatamente diventare un eroe. Questa è la sua possibilità".

    Riguardo al Presidente degli Stati Uniti, il personaggio di William Hurt:

    "Io non sono un americano, ma è il tipo di presidente per cui voterei. Non dipende dalle sue idee politiche, che non conosco e a cui non sono interessato, ma si tratta di una persona rispettabile, intelligente, dotata di una sua moralità e che vuole fare le cose per la ragione giusta. E’ quello che amo di lui, perché la nostra storia pone quest’uomo di fronte ad un enorme dilemma morale. Questo è il momento decisivo della sua presidenza e della sua carriera, quindi il suo futuro dipende da un’unica decisione. William ha rappresentato perfettamente questa situazione".

    Commenti dei protagonisti:

    DENNIS QUAID (Thomas Barnes):

    "C’è il modo in cui ci vediamo e quello in cui ci vedono gli altri. Io interpreto il mio personaggio in un certo modo quando la storia viene raccontata dalla mia prospettiva, ma quando la prospettiva del film si sposta al punto di vista di un altro personaggio, io lo interpreto nella maniera in cui quel personaggio mi vede e cambio anche per gli altri protagonisti. Nessuno viene visto allo stesso modo da due persone diverse... Questo film è un puzzle e se togli un pezzo, non puoi vedere tutto il quadro generale".

    E, a proposito del suo personaggio:

    "Barnes si è preso una pallottola per salvare il presidente e questo è il primo giorno in cui torna in azione. Lui sente una grande trepidazione per il suo ritorno, cosa che lo rende nervoso e pronto a reagire. Eccessivamente pronto, come scopriremo, perché talvolta il suo istinto si sbaglia. Ma in fondo, se alla fine scopri di aver avuto ragione, allora non sei paranoico".

    MATTHEW FOX (Kent Taylor):

    "La storia di Dennis e Matthew, in un certo senso, è un rapporto tra fratelli. Questi due uomini hanno bisogno l’uno dell’altro. Taylor sostiene il suo mentore, che sta vivendo dei momenti difficili durante il suo ritorno dopo essere stato colpito. Tutto cambia quando qualcuno spara al presidente, perché in quel momento il loro rapporto viene osservato al microscopio... Quando il film torna indietro e si può vedere cosa sta facendo veramente il mio personaggio, il tuo punto di vista cambia completamente. Pensi ‘o mio Dio, è tutta un’altra cosa!’ Per un attore è eccitante. Ogni volta che si ha la possibilità di giocare con aspetti diversi della propria interpretazione, come le emozioni o i modi di fare, per fornire ad una scena dei significati diversi, è veramente gratificante. In questo film, è una cosa implicita, perché è una caratteristica specifica della storia".

    WILLIAM HURT (Il Presidente degli Stati Uniti); (A tu per tu con Bill Clinton per prepararsi al ruolo):

    "Io ero consapevole che il suo tempo era prezioso e non volevo sprecarlo, così sono stato molto diretto. Il Presidente Clinton si è mostrato decisamente aperto ed onesto. Io gli ho chiesto come ci si sente sapendo di essere qualcuno che molte persone vorrebbero veder morto. Lui mi ha risposto che, se non sei pronto ad affrontare questa situazione prima di tentare di ottenere l’incarico, allora non dovresti fare il passo successivo. Io gli ho chiesto anche cosa significhi accettare la grande responsabilità insita in questo incarico. Lui mi ha detto che è più semplice farlo se si vive ‘sopra al negozio’. Ed è proprio questo il caso, perché il presidente scende quando va al lavoro... Quando gli altri lo guardano, è interessante vederlo mentre cammina attraverso una folla di persone, alcune delle quali lo apprezzano, altre che lo odiano, ma tutte mischiate insieme. Ci vengono mostrate le due esperienze ed entrambe sono accurate. In questo film, che esamina il dualismo della realtà, era importante evidenziare entrambi i ruoli che la folla può vedere".

    SIGOURNEY WEAVER (La produttrice televisiva Rex Brooks):

    "Lei è decisamente una drogata di notizie... Rex è una visionaria dell’informazione molto decisa ed ispirata. Quando si trova nel cuore di questo attacco, è come un ragazzino in un negozio di dolci. Lei dirige la scena e sistema le inquadrature: è decisamente una maniaca del controllo per quanto riguarda quello che va in onda".

    Altre voci dal set:

    Lo sceneggiatore BARRY LEVY:

    Tutti conoscono solo quello che vedono davanti agli occhi e quello che possono capire, fatto che limita la comprensione generale di quello che sta avvenendo. Solo quando il pubblico vede tutte le otto storie che rappresentano altrettanti pezzi del puzzle, si capisce quello che è successo veramente. Alla fine, il film è una storia singola, il viaggio di un eroe, ma raccontato attraverso otto punti di vista diversi".

    Il produttore NEAL H. MORITZ (Sui metodi per differenziare le storie):

    "Attraverso lenti, pellicole o luci diverse, così come con differenti modi di girare con camere a mano, Steadicam, dolly e tanti altri trucchi, abbiamo cercato di rendere particolare ognuna di queste storie, in modo da mantenere l’interesse del pubblico nelle svolte e nelle sorprese che avvengono nelle storie di ciascun personaggio".

    Links:

    • William Hurt

    • Sigourney Weaver

    • Dennis Quaid

    • Zoe Saldana

    • Forest Whitaker

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