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    NON E' MAI TROPPO TARDI PER VIVERE APPIENO UNA VITA: PAROLA DI JACK NICHOLSON E MORGAN FREEMAN

    L'OMAGGIO di 'CelluloidPortraits' al RITORNO al CINEMA di JACK NICHOLSON dopo sette lunghi anni di assenza e un paventato pensionamento - Ben tornato Jack!

    "La generazione dei baby boom, in particolare, sta realmente iniziando a esaminare e valutare la propria vita in modo più profondo e i temi toccati da 'Non è mai troppo tardi' ('The Bucket List') sono famigliari. Quelli di noi che hanno genitori o nonni avanti con gli anni possono apprezzare cosa significa guardare al passato, pensare al futuro e riflettere su ciò che vogliamo fare con il tempo che abbiamo. Questo è un soggetto che volevo assolutamente affrontare ora. E’ una storia che ha un tocco di umorismo, ma parla dei sentimenti più intimi delle persone e poi c’è questa grande avventura che porta i due uomini in giro per il mondo e dimostra cosa ha bruciato dentro di loro per tutta la vita... (La sfida era) ... bilanciare l’umorismo e la commozione della storia, per renderla appetibile, senza però banalizzarla. E’ un argomento serio e volevamo affrontarlo con il rispetto che merita, ma, nello stesso tempo, c’era tanto potenziale comico e l’energia di questi due attori che fanno scintille insieme, una vera gioia per gli occhi".
    Il regista Bob Reiner

    "Tutti possono avere una lista. Come non c’è nessun essere umano sulla terra che non desideri essere amato, così non esiste nessuno che non abbia, in un angolino della mente, delle idee che vorrebbe realizzare. Ma spesso rimaniamo incastrati nel quotidiano e prendiamo direzioni che non avevamo previsto. 'Non è mai troppo tardi' ('The Bucket List') parla di due persone che hanno il coraggio di inseguire i loro sogni, il che, purtroppo, è raro che avvenga".
    Lo sceneggiatore Justin Zackham

    "Sono sempre le cose che non hai fatto nella vita che rimpiangi di più, non quelle che hai fatto".
    L'attore Jack Nicholson

    "Ti leghi a persone con cui hai qualcosa in comune e i due protagonisti hanno in comune un elemento molto importante: ciò che gli rimane da vivere è nelle loro mani e lo sanno bene. Quando Carter incontra Edward, per la prima volta ha l’opportunità di fare cose diverse, di partire. Per un uomo che sente di aver dedicato la vita a cercare il meglio per gli altri è un’occasione straordinaria".
    L'attore Morgan Freeman

    (The Bucket List USA 2007; commedia; 96'; Produz.: Storyline Entertainment/ Two Ton Films/Zadan/Meron); Distribuz.: Warner Bros. Pictures Italia)

    Locandina italiana Non è mai troppo tardi

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    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: Non è mai troppo tardi

    Titolo in lingua originale: The Bucket List

    Anno di produzione: 2007

    Anno di uscita: 2007

    Regia: Rob Reiner

    Sceneggiatura: Justin Zackham

    Cast: Jack Nicholson (Edward Cole)
    Morgan Freeman (Carter Chambers)
    Sean Hayes (Thomas)
    Beverly Todd (Virginia Chambers)
    Rob Morrow (Dr. Hollins)
    Rowena King (Angelica)

    Musica: Marc Shaiman

    Costumi: Molly Maginnis

    Scenografia: Bill Brzeski

    Fotografia: John Schwartzman

    Scheda film aggiornata al: 13 Febbraio 2017

    Sinossi:

    "... Molti anni addietro, quando Carter Chambers era al primo anno di filosofia, il professore aveva suggerito agli studenti di compilare una 'lista' di tutte le cose che volevano fare, vedere e sperimentare nella vita.
    Ma mentre Carter stava ancora cercando di definire i propri sogni e i propri progetti, la realtà si è imposta. Matrimonio, figli, una miriade di responsabilità e, soprattutto, un lavoro come meccanico per oltre quarant’anni, hanno lentamente modificato il suo concetto di 'lista' in poco più di un ricordo, dolce e amaro nello stesso tempo, di opportunità perdute e di un esercizio mentale che gli capita occasionalmente di fare mentre lavora sotto il cofano di una vettura.
    Invece il miliardario Edward Cole (Jack Nicholson) non ha mai visto una lista senza un utile netto. E’ sempre stato troppo impegnato a fare soldi e a costruire un impero per pensare a quali fossero le sue vere priorità, oltre alla prossima grande acquisizione o a una tazza di caffè da intenditore.
    Ma la vita ha qualcosa di inaspettato e di urgente in serbo per loro.
    Carter e Edward si ritrovano a condividere una stanza d’ospedale e tanto tempo per pensare a ciò che potrebbe succedere – e quanto questo dipenda da loro. Malgrado tutte le apparenti diversità, i due scoprono presto di avere due cose molto importanti in comune: il bisogno fino ad ora insoddisfatto di venire a patti con se stessi e le scelte che hanno fatto e il desiderio di trascorrere il tempo che rimane loro per fare tutto quello che avrebbero sempre voluto fare.
    La lista non è più solo un esercizio mentale. E’ un’agenda.
    Così, andando contro gli ordini del medico e il semplice buonsenso, questi due virtuali estranei lasciano l’ospedale e iniziano insieme il viaggio della loro vita – dal Taj Mahal al Serengeti, dai migliori ristoranti alle più malfamate botteghe di tatuaggi, dalle macchine da corsa d’epoca agli aerei, a guidarli la loro passione per la vita.
    Mentre ammirano la bellezza e la grandiosità del mondo, la loro lista si arricchisce e si complica con domande difficili e risposte ancora più difficili che affliggono tutti noi. E, senza neppure rendersene conto, diventano amici. Con umorismo, intuito, cuore… e una buona dose di carattere.
    A volte si ha bisogno di un termine massimo per mettere in moto la propria vita".

    Dal >Press-Book< di Non è mai troppo tardi.

    Nota: Si ringrazia Valerio Roselli (Ufficio Stampa Warner Bros.)

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    E’ SORPRENDENTE IL RISULTATO CUI E’ APPRODATO IL REGISTA ROB REINER CON UN SOGGETTO TERRIBILMENTE SCOMODO COME QUESTO, LA’ DOVE VECCHIAIA E MALATTIA SENZA POSSIBILITA’ DI APPELLO COSTRINGONO AD UN BILANCIO FORZATO DELLA PROPRIA ESISTENZA DUE PERSONE. MA NON SI TRATTA DI DUE INDIVIDUI QUALSIASI: MORGAN FREEMAN (CARTER) E JACK NICHOLSON (EDWARD) SONO QUI UN TANDEM INSUPERABILE NEL FAR PALPITARE VISCERALMENTE DUE CONTRAPPOSTI UNIVERSI INTROSPETTIVI, TRA DRAMMA VERO, NON PRIVO PERO’ DI SCHEGGE UMORALI PARADOSSALMENTE ADERENTI COME UN GUANTO A STORIA E PERSONAGGI (NESSUNO MEGLIO DI NICHOLSON AVREBBE IN TAL SENSO SAPUTO ‘GIOCARE’ CON LO SCRIPT E RIUSCIRE A FARLO FUNZIONARE IN TAL MODO). QUANDO HOLLYWOOD AFFRONTA TEMI COME QUESTI C’E’ DA GUARDARSI ALLE SPALLE CON LA DOVUTA CIRCOSPEZIONE. MA NON E’ QUESTO IL CASO. E PER GIUNTA, IL FINALE CI RISERVA UNA GENIALE ‘TROVATA’ CHE LASCIA INTRAVEDERE FEDE E SPIRITUALITA’ COME CONCRETO BALUARDO DELL’UOMO

    E’ raro trovare una magia

    del genere in un film che ha peraltro il coraggio di affrontare un tema così drammaticamente spinoso come lo spettro del ‘capolinea’, per usare l’espressione metaforica della sceneggiatura. Spettro legato peraltro all’anzianità, il tempo dei bilanci di una vita per eccellenza, nonchè alla malattia, quella popolarmente indicata già nel Novecento come ‘malattia del secolo’, che, purtroppo, sembra invece perdurare e vincere nella stragrande maggioranza dei casi ancora oggi. Un tema del genere trattato da Hollywood poteva davvero rischiare di scivolare in uno scorcio paradossalmente idilliaco-visionario così come a suo tempo lo è stato, a nostro avviso, Nemiche amiche (1998) di Chris Columbus, con protagoniste Susan Sarandon e Julia Roberts. Quel film che, lontano dal tema della vecchiaia, affrontava però il tema della malattia senza scampo per una madre con figli (Sarandon) che si ritrova a fare appello ad eroico spirito di sacrificio proprio per amore dei suoi bambini. Film d’altra

    parte reso in modo davvero poco realistico e banalizzato dalla stessa struttura oltre che dalla sceneggiatura e dalla resa emozionale dei personaggi, per quanto la debolezza primaria fosse imputabile alla radice nella resa del soggetto, più che alla performace delle due grandi interpreti.
    Nel caso di The Bucket List (Non è mai troppo tardi) è comunque tutto ben diverso: dietro la macchina da presa c’è Rob Reiner (Harry ti presento Sally, 1989; Misery non deve morire, 1990; Codice d’onore, 1992) e davanti ci sono due strabilianti attori come Morgan Freeman e un Jack Nicholson che qui sembra toccare l’apice del suo inconfondibile e profondo potenziale in materia di universo introspettivo. E può farlo grazie alla solidità di regia e sceneggiatura, di questa nobile trasposizione cinematografica, tra le più eleganti e profonde che se ne possano trovare: la sfida, ben riuscita, di trattare il dramma non rinunciando allo humour nero e all’ironia

    appuntata sulla sorte e sul destino dell’individuo. Registro che va ben oltre le straordinarie trasformazioni operate dal make up per lasciarci sbirciare fin dentro le viscere di un uomo. Il tandem Nicholson-Freeman è qui impareggiabile e regge il film dall’inizio alla fine, facendoci commuovere e sorridere in modo sempre opportuno, salvo forse un minimo cedimento, appuntato sulla reale, concreta, possibilità dei due protagonisti di affrontare plausibilmente, date le condizioni di salute, il temerario viaggio con le altrettanto temerarie performances con cui daranno spettacolo di sé. Cedimento o, per meglio dire, concessione, cui si affida il ruolo chiave per l’estremo recupero di schegge di vita altrimenti irrimediabilmente perdute in una sorta di purgante percorso di redenzione per entrambi. Per questo cedimento/concessione il film potrebbe perdere un punto di valutazione, ma il coraggio e la fluida incastonatura dell’insieme meritano tutta la compresione possibile.
    Un tema del genere sarebbe stato trattato sicuramente molto bene

    anche da un regista come Krysztof Zanussi (Persona non grata, 2005) ma ne sarebbe sicuramente derivato un dramma pieno, alla polacca. Qui Rob Reiner ha il coraggio di proporre il dramma non rinunciando a qualche scheggia di leggerezza e di umana ironia, per quanto sfumata su note melanconiche - ed è questa un’operazione più facile a dirsi che a farsi - sfuggendo a banali zollette al miele floreale per addolcire la pillola, innescando la marcia di riflessioni profonde e scorci di un vissuto, là dove, scartando dal melodramma, si può riconoscere realisticamente e integralmente il bagaglio interiore di due persone estremamente diverse tra loro, quanto inconsapevolmente bisognose l’uno dell’altro e, soprattutto utili, necessarie, l’uno all’altro, dacchè il destino ha deciso di accomunarle e di metterle entrambe alle corde.
    Il regista Rob Reiner, con lo sceneggiatore Justin Zackham, hanno guardato alle fondamenta prima che all’edificio e il risultato è garantito pure

    con il nobile decoro di un vezzo geniale per originalità e significato, legato alla voce fuori campo con cui apre la storia e ne puntualizza alcuni tratti focali durante lo svolgimento. Di chi è quella voce lo scoprirete subito, ma quale sia la sua sorprendente entità, perché sia quella a parlare e non l’altra, lo apprenderete solo alla fine. E’ questa una nota molto bella e inusuale, per non dire inedita, dacchè non se ne ha memoria in altri film prima d’ora, e comunque, di focale importanza per tracciare una linea, un ponte, in direzione di una Fede e di una spiritualità tutte da recuperare indipendentemente dalla ‘marca’ del Credo.

    Commenti del regista

    La lista di Carter:

    "... era un esercizio per pianificare il futuro. Intendeva spingere i giovani a concentrarsi su quello che ritenevano fosse veramente importante per loro e cosa volevano raggiungere nella vita. E’ un concetto che Carter, piuttosto introverso di natura, ha spesso ripreso e affinato, senza dargli seguito e ha continuato a giocarci durante il riposo forzato in ospedale. Visto che Carter non ha mai preso in considerazione la possibilità di rispettare le priorità della lista, non si aspetta davvero di farlo ora e lo dice, quando Edward per caso la vede e vuole saperne di più".

    A proposito di Edward, il personaggio di Jack Nicholson:

    "Edward è miliardario, ha sempre ottenuto quello che voleva. Vive per fare soldi e ha profuso tutte le sue energie negli affari a spese della sua vita personale. Ha anche trascorso la maggior parte della sua vita in ufficio, solo che non se ne rende conto".

    Commenti dei protagonisti:

    MORGAN FREEMAN (Carter) sull'indole contrapposta del suo personaggio, Carter, e di quello di Jack Nicholson, Edward:

    "L’approccio di Edward è pratico, ci sono delle cose da fare. Mentre i desideri di Carter sono più spirituali, come 'essere testimoni di qualcosa di maestoso' e 'aiutare un estraneo per il bello di farlo', Edward vuole scariche di adrenalina, lanciarsi da un aereo e baciare la più bella ragazza del mondo".

    E, sul suo personaggio, Carter:

    "E’ deluso… o almeno crede di esserlo. C’erano cose che voleva fare nella vita, ma le circostanze glielo hanno impedito e il suo senso del dovere gli ha fatto cambiare direzione. Ha lavorato, si è sposato, ha mandato i figli a scuola e ora, anche se la famiglia è tutto per lui, sente di aver perso il treno. Molta gente si trova nella situazione di Carter. Se sono fortunati, possono pensare che dopo tutto hanno fatto ciò che volevano. Non credo che se ci venisse offerto di tornare indietro faremmo scelte diverse, perché quasi tutte erano basate su ciò che volevamo o di cui avevamo bisogno in quel momento".

    Altre voci dal set:

    Il produttore ALAN GREISMAN:

    "E’ la storia di una amicizia e di come si può scoprire cosa è veramente importante nella vita. Suscita tante emozioni, ma allo stesso tempo si ride, e credo che in fin dei conti dica qualcosa di significativo sulla condizione umana".

    Il produttore NEIL MERON:

    "Nel corso del viaggio, il rapporto tra loro cambia profondamente. All’inizio per Edward era un po’ uno scherzo, ma il modo di pensare di Carter lo influenza. A poco a poco Edward inizia a esaminare la propria vita come non aveva mai fatto prima e diventa una persona più ricca emotivamente. Anche se, ovviamente, ha ancora molta strada da fare. Il punto è che non è mai troppo tardi decidere cosa è importante e cercare di ottenerlo, vale per tutti, non è una questione di età o di situazione".

    Il produttore CRAIG ZADAN:

    "... non sono le circostanze, ma il modo in cui vengono affrontate che fa la differenza. Ed è questo che illumina 'Non è mai troppo tardi' ('The Bucket List)'. E’ una storia di sentimenti, di calore umano, di ottimismo. E’ piena di vita".

    Links:

    • Rob Reiner (Regista)

    • Jack Nicholson

    • Morgan Freeman

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    Galleria Video:

    Non è mai troppo tardi (versione originale).mov

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