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    Home Page > Movies & DVD > Un amore senza tempo

    UN AMORE SENZA TEMPO: PER IL PRIMO LUNGOMETRAGGIO IN LINGUA INGLESE DI LAJOS KOLTAI UN CAST STELLARE, CON MERYL STREEP E VANESSA REDGRAVE, ENTRAMBE CON LE RISPETTIVE FIGLIE, E GLENN CLOSE

    "Il romanzo esplora i ricordi di una donna giunta in età avanzata, circondata ed accudita dalle proprie figlie che standole accanto scoprono tanti segreti legati al passato della madre. Spesso le persone che sono giunte ormai alla fine dei loro giorni si spingono con la mente e con i ricordi in luoghi nei quali i loro figli non riescono a penetrare. A quel punto nei figli si crea un fortissimo desiderio di accompagnare i genitori in quei luoghi della memoria per cercare di capire meglio cosa stia succedendo all’amato genitore. Ma probabilmente è una cosa impossibile perché si tratta di un’intera vita e i figli sono costretti loro malgrado ad accettare il fatto di essere soltanto uno dei tanti elementi che compongono quella vita".
    Il produttore Jeffrey Sharp

    "La lettura della sceneggiatura è stata un vero dono del cielo perché toccava argomenti che riguardano tutti noi: il bisogno di sicurezza; la ricerca dell’amore, e in che modo le decisioni che prendiamo resteranno con noi per il resto della nostra vita e condizioneranno anche le vite dei nostri figli. E nel momento in cui i nostri figli si faranno strada nel mondo, sapranno quali sono stati i momenti decisivi nella nostra esistenza? E impareranno da ciò che abbiamo o non abbiamo fatto? Negli anni 1950, Ann Grant ha vissuto un suo momento speciale ed è un qualcosa che
    resterà con lei per sempre, anche se con gli anni le prospettive e le cose sono cambiate decisamente in meglio sia per lei sia per le sue figlie
    ".
    Il regista Lajos Koltai

    (Evening USA/GERMANIA 2007; drammatico; 117'; Produz.: Hart-Sharp Entertainment/MBF Erste Filmproduktiongesellschaft; Distribuz.: Medusa Film)

    Locandina italiana Un amore senza tempo

    Rating by
    Celluloid Portraits:




    Titolo in italiano: Un amore senza tempo

    Titolo in lingua originale: Evening

    Anno di produzione: 2007

    Anno di uscita: 2007

    Regia: Lajos Koltai

    Sceneggiatura: Susan Minot e Michael Cunningham

    Soggetto: Da un romanzo di Susan Minot

    Cast: Meryl Streep (Lila Wittenborn)
    Glenn Close (Mrs. Wittenborn)
    Vanessa Redgrave (Ann Lord)
    Toni Collette (Nina Mars)
    Patrick Wilson (Harris Arden)
    Claire Danes (La giovane Anna)
    Hugh Dancy (Buddy Wittenborn)
    Natasha Richardson (Constance Lord)
    Mamie Gummer (Lila Wittenborn)
    Eileen Atkins (L'infermiera di notte)
    Ebon Moss-Bachrach (Luc)
    Barry Bostwick (Mr. Wittenborn)
    Ralph Haverford (David Furr)
    Sarah Viccellio (Lizzie Tull)

    Musica: Jan A. P. Kaczmarek

    Costumi: Ann Roth

    Scenografia: Caroline Hanania

    Fotografia: Gyula Pados

    Scheda film aggiornata al: 18 Gennaio 2013

    Sinossi:

    IN BREVE:

    Un dramma che esplora il romantico passato e le emozioni del presente di Ann Grant e delle due figlie, COnstance e Nina. In punto di morte Ann ricorda e si commuove quando parla alle figlie riunite dei momenti più importanti della sua vita dicinquant'anni prima, quando ancora era una giovane donna. Harris è l'uomo che Ann ha amato negli anni Cinquanta e che non ha mai dimenticato...

    A drama exploring the romantic past and emotional present of Ann Grant and her daughters, Constance and Nina. As Ann lays dying, she remembers, and is moved to convey to her daughters, the defining moments in her life 50 years prior, when she was a young woman. Harris is the man Ann loves in the 1950s and never forgets...

    IN DETTEGLIO:

    "'Evening' è una storia molto commovente che racconta l’amore senza fine tra una madre e le due figlie, ripercorrendo l’intera vita della madre a cominciare dagli anni della gioventù, pieni di ottimismo e spensieratezza, passando per l’età adulta e giungendo poi alla fine. Due coppie di madri e figlie nella vita reale – Vanessa Redgrave e Natasha Richardson, e Meryl Streep e Mamie Gummer – interpretano rispettivamente, una madre e sua figlia e la migliore amica della madre in diverse fasi della sua vita. Travolta dalla potenza dei ricordi, Ann Lord (Vanessa Redgrave) rivela alle figlie - Constance (Natasha Richardson), madre e moglie soddisfatta e Nina (Toni Collette), una single irrequieta - un segreto tenuto nascosto per tanto tempo. Le due donne sono al capezzale della madre quando la sentono pronunciare ad alta voce il nome dell’uomo che ha amato più di ogni altro nella sua vita. Ma chi è questo 'Harris', si chiedono le figlie e che cosa è stato per la loro madre? E mentre Constance e Nina tentano di fare un bilancio della vita di Ann e della loro, la madre viene accudita da un’infermiera notturna (Eileen Atkins) che segue il viaggio nella memoria dell’anziana donna, che la riporterà con la mente ad un fine settimana di circa cinquanta anni prima quando si chiamava ancora Ann Grant (Claire Danes)… ed era una ragazza di New York che si reca a Newport per fare da damigella d’onore alla sua più cara amica del college, Lila Wittenborn (Gummer) in occasione delle sue nozze. La sposa è agitata e si rivolge all’amica piuttosto che alla madre (Glenn Close) affinché la sostenga e l’aiuti a superare i nervosismi prematrimoniali. Ann naturalmente sta molto vicina all’amica ma forse anche di più all’irreprensibile fratello di questa, Buddy (Hugh Dancy). Ma quando Ann conosce uno degli invitati al matrimonio, Harris Arden (Patrick Wilson), amico di lunga data della famiglia Wittenborn, viene travolta da sentimenti a lei sconosciuti e assolutamente inattesi. L’amore di Ann per Harris cambierà per sempre la sua vita e naturalmente anche quella delle sue figlie".

    Dal >Press-Book< di Un amore senza tempo

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    Sarebbe stato un film straordinario, più per ricercatezza e profondità delle tematiche affrontate, peraltro in una cornice difficile e scomoda, che per originalità strutturale, se non fosse per quel ricorso esasperatamente frammentato, in un continuo alternarsi di passato e presente, di spaccati reali spesso intrecciati alle visioni tipiche di chi prima di lasciare questo mondo, naviga attraverso una sorta di dimensioni parallele. Un alternarsi e un intrecciarsi che sfocia di fatto in un andamento quasi vorticoso e, comunque, disciplinato in tempi un po’ troppo stretti, soprattutto all’inizio della storia, prima di concedersi dilatazioni narrative tali da restituire ad ogni scheggia il respiro necessario per sopravvivere. Una dinamica sufficiente a smorzare, almeno nella prima parte del film, il palpito emotivo di un’aura che già fin dalle prime battute si intuisce carica di intensa e drammatica atmosfera. Per Lajos Koltai, già candidato all’Oscar (Fateless, 2005) come direttore della fotografia, qui al

    suo primo lungometraggio in lingua inglese come regista, Evening (Un amore senza tempo) - ispirato al romanzo di Susan Minot (co-sceneggiatrice del film con il Premio Pulitzer (The Hours) Michael Cunningham) - deve aver rappresentato di certo una sfida non di poco conto. Quale sfida maggiore di questa poteva esserci per indurre lo spettatore alla riflessione collettiva su schegge di vita universalmente riconoscibili? La sfida di dare a queste schegge corpo e anima, mirando all’apice dello spessore introspettivo, usando tutta la potenza dei ricordi di una donna ormai anziana sul letto di morte, già madre di due figlie molto diverse tra loro. Prende così vita un racconto indiretto, ripercorso per frammenti, seguendo il filo di un pensiero ormai ondivago tra sfere pluridimensionali, là dove la consapevolezza sosta sul piano dell’intermittenza. Se poi a restituirci visioni e schegge di ricordi trasognati tra le velature di una vita che se ne sta

    andando è un’interprete ‘da paura’ come Vanessa Redgrave, potete ben immaginarvi quale capolavoro ne possa esser derivato. E il cast stellare assoldato da Koltai per Un amore senza tempo ha fatto di certo la differenza. Intorno al satellite pilota Redgrave girano difatti, magari solo come camei, e pure fulgidi come non mai: Glenn Close, nelle vesti dell’aristocratica e sofisticata Signora Wittenborn, più tardi letteralmente stroncata dalla drammatica morte del figlio Buddy (Hugh Dancy), che una sequenza tanto breve quanto travolgente per climax rende indimenticabile, e la monumentale Meryl Streep (la vecchia amica Leila che da giovane è interpretata da Mamie Gummer, sua figlia nella vita reale). Meryl Streep giunge solo verso la fine ed è determinante, anche per il significato di tutta la storia. Giunge difatti a tirare le fila, in poche essenziali sequenze - chi potrà più dimenticarla sul quel letto a fianco della stessa Redgrave? - sul significato

    di un’esistenza, quella dell’amica Ann, ancora per certi versi misteriosa per le figlie: Constance, (Natasha Richardson, figlia della Redgrave nella vita reale), ma soprattutto per Nina (Toni Colette), che cresce d’un tratto e finalmente trova il coraggio di affrontare sul serio la vita, proprio in questi drammatici frangenti. Ma qui, in definitiva, si tirano le fila del significato che ognuno deve trovare per la propria esistenza. Stiamo parlando del grado di importanza che ciascuno conferisce alle proprie scelte, alquanto mutevole a seconda della prospettiva da cui si guarda, soprattutto nei diversi momenti della vita stessa, al significato e al peso che queste scelte hanno per altre persone, di famiglia o comunque affettivamente vicine. Si tratta dell’amore senza tempo e del sacrificio personale di ogni donna nei confronti dei propri figli, pur nella consapevolezza che quasi mai è una passeggiata. Estremamente eloquente, in tal senso, considerate le ambizioni di aspirante cantante

    professionista della giovane Ann, (illuminante per farci penetrare nei chiaroscuri dell’animo del suo personaggio un’ottima Claire Danes), la sequenza che la ritrae con le due figlie piccole mentre sta cucinando, quando sopraggiunge infuriato il marito che pretende di lavorare in pace lamentando le frequenti, inopportune, intromissioni. Ambizioni consumate tra le lacrime amare di sacrifici quotidiani, pronte a farsi da parte quando decide di cantare per calmare le sue bambine, incantate quasi fossero ipnotizzate. Quanto basta a mandare al diavolo fornelli e ogni altra urgenza presunta. Un amore senza tempo, limiti e confini, da sempre.

    Commenti dei protagonisti:

    CLARE DANES (la giovane Anna):

    "Credo che sia il romanzo sia la sceneggiatura siano meravigliosi e devo dire che il romanzo è stata una preziosa fonte di ispirazione per me. Al contempo l’adattamento è stato fatto in maniera magnifica per portare tutta la bellezza del libro sul grande schermo, ma facendo del film un qualcosa di indipendente dal romanzo, pur restando fedele al suo spirito. Credo che il film sia partito da questa domanda: 'Quale é il senso della vita? Siamo tutti esseri umani e la nostra vita è una continua ricerca'... Il mio personaggio sta vivendo un’esperienza molto importante e sta cominciando a prendere decisioni che influenzeranno la sua vita. Ed è sempre emozionante interpretare una persona che sta subendo una trasformazione, e quando va a casa dei Wittenborn per il matrimonio, la sua vita cambierà per sempre. Per gli standard dell’alta società alla quale appartiene la sua amica, Ann è leggermente anticonvenzionale. E’ una ragazza molto idealistica e ambiziosa, non in maniera cinica, ma diciamo che sa cosa vuole o cosa si aspetta dalla vita. Sta già cercando di realizzare il suo sogno di essere indipendente e di avere una famiglia. E’ attratta dall’idea di diventare madre ma vorrebbe anche recitare. Di conseguenza, la Ann Grant che interpreto è totalmente diversa da quella che interpreta Vanessa".

    NATASHA RICHARDSON (Constance Lord):

    "Mia madre (Vanessa Redgrave) ed io abbiamo detto allo sceneggiatore: ‘Questa sarà probabilmente la prima e ultima volta che saremo madre e figlia sullo schermo e quindi vogliamo sfruttare al meglio questa opportunità.’ E così Michael (Cunninghan) ha aggiunto una bellissima scena apposta per noi. E’ stata una vera gioia interpretare un film che affronta questo argomento e nel quale abbiamo potuto attingere moltissimo al nostro rapporto e
    alla nostra storia personale. Inoltre ero molto elettrizzata all’idea di lavorare con lei ma chi
    non lo sarebbe stata? Anche se non fosse stata mia madre, stiamo parlando di Vanessa
    Redgrave. Nel film, interpreto la 'figlia brava’, quella che ha una vita normale, una casa e una famiglia. Il mio personaggio che si chiama Constance, ha un rapporto molto affettuoso con
    la sorella minore, Nina anche se a volte le salterebbe alla gola. Constance e Nina non sono sempre d’accordo su tutto, ma si vogliono molto bene come capita a tantissime sorelle
    ".

    MAMIE GUNNER (Lila Wittenborn):

    "Lila viene da una famiglia molto ricca, dell’alta borghesia ma si sente in trappola in quel mondo. Sarebbe disposta a rinunciare a tutto in un batter
    d’occhio se l’uomo che ama veramente – e che non è quello che sta per sposare – glielo
    chiedesse. Sono stata attratta dalla sua tristezza, e dal fatto che la storia esplorasse il tema del conflitto tra amore e convenzioni sociali, che è vecchio quanto il mondo. Ann Grant e Lila non hanno molte cose in comune, ma ciononostante sono amiche per la
    pelle e si amano in maniera incondizionata. Si sono conosciute e hanno fatto amicizia al college e da allora sono come due sorelle...
    ".

    GLENN CLOSE (Mrs. Wittenborn):

    "Lajos (Koltai) ed io siamo rimasti amici, ma a parte questo se ti propongono una storia come questa, con personaggi così complessi e ben scritti, sapendo poi che c’è un’attrice straordinaria come Vanessa Redgrave tra i protagonisti, credo che chiunque
    avrebbe accettato. Trovo sempre molto commovente vedere i personaggi quando sono più
    giovani, e pieni di speranze su come sarà la loro vita e poi vederli dopo, quando si guardano indietro. 'Evening' parla della famiglia e di come le scelte di una generazione ricadano sulle generazioni successive. Mi piace la signora Wittenborn perché somiglia a tante donne che ricordo bene essendo cresciuta in Connecticut. La sceneggiatura è riuscita a catturare alla perfezione anche il tipo di acconciature che avevano. La signora Wittenborn è molto più preoccupata dell’etichetta e delle convenzioni sociali di quanto non lo sia delle questioni famigliari. E’
    la classica donna con la ‘puzza sotto il naso’
    ".

    Altre voci dal set:

    Lo scrittore e co-sceneggiatore MICHAEL CUNNINGHAM:

    "Il romanzo raccontava la storia di una madre giunta alla fine della propria vita che si guarda indietro e si chiede se abbia commesso o meno degli errori. Per caso, la lettura del romanzo ha coinciso con un’epoca in cui mia madre stava molto male il che mi è sembrato molto di più di una semplice coincidenza. Susan (Minot) è una scrittrice per la quale nutro una profonda ammirazione. Ho adorato il suo romanzo, ma ho capito sin da subito che per portarlo sul grande schermo sarebbero stati necessari dei grandi cambiamenti. Nel romanzo ci sono dozzine di personaggi, tutti descritti in maniera impeccabile, ma sapevo che non sarei stato in grado di farli entrare tutti nel film. Prima di impegnarmi con il progetto però, ho chiamato Susan e le ho detto quanto avessi amato il suo romanzo e quanto mi sentissi onorato di lavorare alla sceneggiatura e gli ho detto anche che avrei dovuto apportare dei grandi cambiamenti e ho concluso chiedendole: ‘Ma se tu non sei d’accordo, dimmelo sinceramente e non lo farò, perché il mio primo obbligo è nei confronti dello scrittore!’ E Susan mi ha risposto: ‘Vai avanti e vediamo cosa ne esce fuori.’ E allora mi sono messo all’opera".

    Links:

    • Lajos Koltai (Regista)

    • Glenn Close

    • Meryl Streep

    • Vanessa Redgrave

    • Patrick Wilson

    • Claire Danes

    • Mamie Gummer

    • Toni Collette

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