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    Home Page > Movies & DVD > Mare Dentro

    LEONE D'ARGENTO ALLA 61A MOSTRA DI VENEZIA: MARE DENTRO - NON UN GIUDIZIO, UNA RIVENDICAZIONE, SOLO UNA RIFLESSIONE SU UN DRAMMA UMANO, SPECCHIO DI MOLTI ALTRI NEL MONDO, NELLA PERSONALE VISIONE DI RAMÓN SAMPEDRO

    I bellissimi di ‘CelluloidPortraits’
    "La morte è un tema ricorrente nei miei film, ma se The Others era una visione della famiglia a partire dal lato oscuro, dalla morte, Mare Dentro è una visione della morte a partire dalla vita, dalla quotidianità, dal naturale, da un lato molto luminoso… Mare dentro …vuole essere innanzitutto un viaggio. Un viaggio verso la vita e verso la morte. Un viaggio in Galizia, nel mare e nel mondo interiore di Ramón Sampedro".
    Alejandro Amenábar

    (SPAGNA/ITALIA, 2004; drammatico; 125’; Produz. Himenóptero e Sogecine (Spagna), Lucky Red (Italia); Distribuz. Lucky Red)

    Locandina italiana Mare Dentro

    Rating by
    Celluloid Portraits:




    Titolo in italiano: Mare Dentro

    Titolo in lingua originale: Mar Adentro

    Anno di produzione: 2004

    Anno di uscita: 2004

    Regia: Alejandro Amenábar

    Sceneggiatura: Alejandro Amenábar, Mateo Gil

    Soggetto: La storia vera di Ramon Sampedro, dibattiti tra un filosofo spagnolo e un rappresentante della Chiesa

    Cast: Javier Bardem (Ramón Sampedro)
    Belen Rueda (Julia)
    Lola Dueñas (Rosa)
    Mabel Rivera (Manuela)
    Celso Bugallo (José)
    Clara Segura (Gené)
    Joan Dalmau (Joaquín)
    Alberto Jiménez (Germán)
    Tamar Novas (Javi)
    Francesc Garrido (Marc)
    José Maria Pou (Padre Francisco)

    Musica: Alejandro Amenábar

    Costumi: Sonia Grande

    Scenografia: Benjamin Fernandez

    Fotografia: Javier Aguirresarobe

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    Il film si ispira a una storia vera, di grande risonanza soprattutto nella Spagna di alcuni anni fa: la storia di Ramón Sampedro, da trent’anni reso tetraplegico da un incidente e dunque costretto a vivere in un letto e a dipendere completamente dagli altri, toccando il drammatico tema dell’esistenza intesa, secondo la personale visione di Ramón, come diritto a viverla con dignità e non come un obbligo, nonché della sua libertà di porvi fine qualora vengano meno queste condizioni.

    La testa tra nuvole, uno sguardo alla sua ragazza, un tuffo in mare da uno scoglio in un giorno di risacca, e in pochi secondi si guadagna la tragica nuova condizione della propria esistenza, resa ancor più pesante dal fatto di essersi imbarcato all’età di diciannove anni su una nave norvegese con l’intenzione di viaggiare e conoscere il mondo. Quando Ramón ha il tragico incidente di anni ne ha appena venticinque e resta inesorabilmente paralizzato dal collo in giù, torna a casa dalla famiglia con la ferma intenzione di porre fine alla propria vita ma è evidente che non è in grado di farlo da solo in quelle condizioni. Decide così di avviare una pratica legale per raggiungere il suo scopo, cosa che fa scoppiare il caso sul piano internazionale, trascinando la questione per lunghi anni senza risoluzione. Ramón nel frattempo scrive un libro con la bocca (Cartas Desde El Infierno) e diverse poesie di cui il titolo di questo film prende in prestito un frammento di verso, “Mar Adentro”, e si trova ad interagire con i componenti della propria famiglia, ognuno con la propria visione, la cognata che lo accudisce, estremamente rispettosa delle sue volontà, il fratello che non vuol saperne di sentir parlare di suicidio e vi si oppone con tutte le sue forze, Julia (Belén Rueda), l’avvocatessa a sua volta gravemente malata e dunque ben disposta a sostenere legalmente e moralmente la sua richiesta, Rosa (Lola Dueñas), una giovane donna del paese, anch’essa inizialmente contraria, che per un atto di amore alla fine lo aiuterà materialmente a riuscire nel suo intento. In tutto questo percorso l’unica finestra sul mondo per Ramón sarà la finestra della sua stanza con la vista su quel mare che lo ha portato in giro per il mondo che gli ha stroncato la gioventù, che gli ha penetrato le viscere e se lo porta dentro, in fondo all’anima.

    Commento critico (a cura di Patrizia Ferretti)

    Non un giudizio di parte sull’eutanasia, ma uno spaccato di cronaca sulla drammatica, estrema decisione che portò il tetraplegico Ramón Sampedro a porre fine alla sua vita, alcuni anni fa in Spagna, superando annose controversie legali e religiose in nome della personale visione di difesa della vita con dignità, della vita come diritto e non come obbligo: un dramma che nella trasposizione in celluloide vede la strabiliante performance del trasformista Javier Bardem, l’anima portante del film capace di far rivivere l’essenza del vero Ramón.

    Il rapporto dell’uomo con la morte sembra esser diventata una predilezione tematica del regista Amenábar, per quanto involontaria, non ricercata di proposito (Abre los Ojos e The Others). Ma questa volta riesce a parlarne in una maniera ‘luminosa’ e positiva, scaldando per mezzo di una, desueta e sorprendente, date le circostanze, e pur autentica, verve umoristica di Ramón, una realtà estremamente tragica, rimarcata nel comportamento e nelle

    parole dal personaggio del film: “Quando si dipende costantemente dagli altri si impara a piangere ridendo”.
    Che il film scarti dall’entrare nel merito delle disquisizioni filosofiche sull’argomento privilegiando le tragiche note dell’aspetto umano è abbastanza delineato dal personaggio ma anche dalle persone di famiglia che si aggirano, con ruoli diversi, intorno al letto di Ramón, per un’incredibile performance di Javier Bardem (Tacchi a spillo, Carne tremula…), un iceberg di trasformismo veramente spiazzante che ne consacra la fama di “mostro sacro della recitazione”. Il film non vuole rispecchiare l’opinione del regista in merito ma intende portare sullo schermo l’emblema di un dramma particolare vissuto realmente da una persona in particolare, specchio di altre realtà simili viventi nel mondo che da questo esempio prendono voce.
    Il film è notevole non solo per tema toccato, forse il più doloroso e carico di responsabilità morale, umana e spirituale che si conosca, ma anche per la cifra

    stilistica adottata da Alejandro Amenábar nel dare corpo visivo ai pensieri di Ramón, ai suoi desideri, al mondo interiore della sua persona, di fatto impossibilitata a deambulare perché non può muoversi e che invece la m. d. p., sulle note di quella musica che consentiva a Ramón di evadere per inventare le sue storie e scrivere, riesce a far spaziare al di fuori della propria stanza, facendoci entrare nella sua intimità più profonda, facendolo camminare o letteralmente spiccare il volo fuori dalla finestra planando sul mare, su paesaggi campestri, carezzare e baciare sulla spiaggia Julia, la donna avvocato, a sua volta gravemente e inesorabilmente malata, e per questo più in grado di comprendere il suo dramma personale, assurta ad emblema, una sintesi per esigenze cinematografiche, di altre donne ruotate intorno alla vita di Ramón nella realtà. La risposta cinematografica ideale per visualizzare e capire il mare come componente essenziale del

    suo essere, il mare inteso come “sensazione di fuga”, il suo viaggio emotivo verso un orizzonte infinito.


    IN D V D (Commento a cura di PAOLO LOMBARDI)

    NOTE TECNICHE: - 1 solo disco
    - Formato video: Anamorfico 16/9 1.85:1;
    - Audio: Italiano - Dolby Digital 5.1; Italiano DTS; Spagnolo 5.1
    - Lingue: Italiano, spagnolo; sottotitoli: italiano e italiano per non udenti;


    CONTENUTI SPECIALI:

    - Making of
    - Intervista a Alejandro Amenábar
    - Intervista a Javier Bardem
    - Intervista a Bélen Rueda
    - Segreti dal Set
    - La Premiazione a Venezia
    - Galleria Fotografica
    - Filmografie
    - Trailer Italiano
    - Trailer Originale


    Un film “necessario” che tutti dovrebbero vedere e rivedere: un viaggio nella Galizia, al mare e nel mondo interiore di Ramon Sampedro

    Mar Adentro (Mare dentro) di Alejandro Amenábar non è un film qualsiasi, è un capolavoro della cinematografia internazionale e un trampolino irrinunciabile per tuffarsi in un caleidoscopio di

    riflessioni di un genere tabù, su cui non si ha mai tempo o voglia di imbarcarsi.
    Per questo il DVD di Mare Dentro non può mancare nella videoteca di casa, per il film in sé - che può considerarsi anche il fiore all’occhiello, a questo momento della sua carriera, del giovane regista Amenábar - e a maggior ragione per il carnet di contenuti speciali sottotitolati al completo, di sicuro interesse se si desidera essere orientati verso l’approfondimento di universali tematiche a carattere esistenziale, come la scelta di vivere o morire, appuntate su circostanze del tutto particolari, nonché sulle diverse reazioni dei personaggi di fronte all’eutanasia.
    Le interviste al regista Alejandro Amenábar e agli attori protagonisti Javier Bardem e Bélen Rueda rappresentano dunque un viatico di scavo sulle scelte interpretative di ruoli non facili che aprono anche alle opinioni personali su questi stessi nodi cruciali di ordine morale. Si fa ovviamente perno,

    come parametro di valutazione, sul genere di visione della vita secondo il personaggio principale Ramon Sampedro, ispirato ad un caso reale e ben noto in Spagna, la vita intesa come tale e degna di essere vissuta solo se nella sua completezza.
    Le interviste sono anticipate da un significativo Making of (Dietro le quinte) del film incentrato su interventi di ciascun attore del cast e del produttore Fernando Bovaira, la cui testimonianza rivela titubanze e scetticismo iniziali prima della decisione di imbarcarsi nel progetto, stimolata dalla visualizzazione di una vasta documentazione sul caso, in grado di far capire come questa storia valesse la pena di essere raccontata. Una storia che focalizza il dramma interiore di un uomo semplice, un marinaio che, a seguito di un fatale incidente (un tuffo in mare mal calcolato), divenuto tetraplegico, con tenacia e determinazione riesce a costruirsi una cultura, a leggere e a scrivere elegìe sulla

    vita e sulla morte, servendosi di un umorismo malinconico come indispensabile chiave di sopravvivenza. Amenábar non è certo estraneo a questa tematica ma, come sottolineato da lui stesso, “Se in “The Others” avevo portato all’estremo l’oscuro, qui tratto di nuovo il tema della morte ma nel quotidiano, in modo naturale e luminoso. E tanto per rimanere sul registro della scelta, per Amenábar è anche questa l’occasione per spiegare il perché abbia optato per Javier Bardem come interprete per il personaggio protagonista, apparentemente il meno indicato sia sul piano fisico, perché particolarmente atletico e molto più giovane di quanto sarebbe stato necessario, ma anche … un fenomeno nell’interpretazione e il miglior attore in Spagna”.
    Tra i vari aspetti considerati dal giovane regista, di particolare rilievo è quanto sottolinea a proposito della musica, che nel film svolge un ruolo da protagonista a tutti gli effetti, in grado di conferire vitalità alla pellicola

    e di far immergere lo spettatore nell’atmosfera della Galizia (sfruttando anche il contributo di Carlos Nuñez). Nello speciale Segreti dal set potrete rendervi conto, tra le altre cose, di come si sia arrivati ad ottenere un simile risultato sul piano musicale nel film, con l’utilizzo anche di strumenti particolarmente inconsueti. Ma tra le varie argomentazioni non poteva mancare di certo l’importanza di un concetto che torna più volte nella storia e che è quello della “finestra”. Quella finestra ‘virtuale’ da cui Ramon Sampedro esce con la forza della mente e che il regista Amenábar ha reso visibilmente palpabile sul grande schermo perché lo spettatore non fosse limitato ad un racconto ristretto tra quattro mura. L’idea più geniale che potesse avere, peraltro con una resa straordinaria dal punto di vista cinematografico.

    Voto al DVD: *****/5

    Links:

    • Alejandro Amenábar (Regista)

    • Javier Bardem

    • Belen Rueda

    • Lola Dueñas

    • Mar Adentro (Interviste)

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