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    Home Page > Movies & DVD > La promessa dell'assassino

    ECCO UN ALTRO 'TRAFFICO UMANO' NELLA LONDRA CONTEMPORANEA DALL'EUROPA ORIENTALE: UNA STORIA DI 'FRATELLANZA CRIMINALE' DEI NOSTRI GIORNI

    (Il film è dedicato alla memoria di Lisa Parker 1967-2007)

    "Ho scritto 'Dirty Pretty Things' perché ero interessato alle storie dell’”altra Londra”, la città nascosta, la Londra dei nuovi immigrati. Si tratta di un argomento che, a mio avviso, non poteva esaurirsi in un solo film. 'Dirty Pretty Things' parlava di un africano e di un turco mentre 'Eastern Promises' penetra in un’altra comunità e racconta un’altra esperienza... La realtà è così bizzarra e inquietante che ho dovuto sminuirla per il copione. Qui si parla di una schiavitù perpetrata alla luce del sole, sulle strade urbane; una situazione di cui nessuno si accorge ma che ci circonda. Allo stesso modo è stata una rivelazione per me il modo in cui persone di nazionalità diverse, quali russi, cinesi e turchi, si uniscono creando fra loro legami molto stretti. La polizia ha difficoltà a penetrare questi mondi nascosti, eppure questi gruppi che permeano il tessuto londinese, si autogestiscono in maniera brillante, cercando di non creare troppi antagonismi al loro interno".
    Lo sceneggiatore Steve Knight

    "Negli ultimi venti anni Londra è diventata una società poliglotta. 'Eastern Promises' è uno dei primi film che ne parla. Lo considero un film che porta avanti il precedente lavoro di Steve: anche qui una Londra pressoché sconosciuta diventa teatro di un thriller".
    Il produttore Paul Webster

    (Eastern Promises, UK/CANADA/USA 2007; Thriller; 100'; Produz.: Serendipity Point Films/BBC Films/Focus Features/Kudos Film and Television/Scion Films Limited; Distribuz.: Eagle Pictures)

    Locandina italiana La promessa dell'assassino

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    Trailer

    Titolo in italiano: La promessa dell'assassino

    Titolo in lingua originale: Eastern Promises

    Anno di produzione: 2007

    Anno di uscita: 2007

    Regia: David Cronenberg

    Sceneggiatura: Steve Knight

    Cast: Viggo Mortensen (Nikolai Luzhin)
    Naomi Watts (Anna)
    Sinéad Cusack (Helen)
    Vincent Cassel (Kirill)
    Armin Mueller-Stahl (Semyon)
    Jerzy Skolimowski (Stepan)
    Joseph Altin (Ekrem)
    Mina E. Mina (Azim)
    Aleksander Mikic (Soyka)
    Sarah Jeanne Labrosse (Tatiana)
    Lalita Ahmed (Cliente)
    Badi Uzzman (Farmacista)
    Dona Croll Infermiere)
    Raza Jaffrey (Dottor Aziz)
    Tatiana Maslany (Voce di Tatiana)
    Cast completo

    Musica: Howard Shore

    Costumi: Denise Cronenberg

    Scenografia: Carol Spier

    Fotografia: Peter Suschitzky

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    Il misterioso e carismatico russo Nikolai Luzhin (Mr. Mortensen), è l’autista di una delle famiglie esteuropee più famigerate di Londra, che fa parte della fratellanza criminale nota come “Vory V Zakone”. La famiglia è capeggiata da Semyon (Armin Mueller-Stahl, attore nominato all’Oscar), l’impeccabile proprietario dell’elegante ristorante transiberiano, la cui cortesia nasconde in realtà una natura fredda e brutale; le sue fortune sono amministrate dal figlio Kirill (Vincent Cassel), un uomo capriccioso e instabile, che è in realtà più legato a Nikolai che non al suo vero padre.
    La vita di Nikolai, da lui condotta con estrema prudenza, viene scossa quando, il giorno di Natale, incontra per caso Anna Khitrova (Naomi Watts, nominata all’Oscar), un’ostetrica di un ospedale a nord di Londra. Anna è molto turbata dalla tragica vicenda di una adolescente morta dando alla luce il suo bambino, e intende rintracciare la famiglia d’origine della ragazza affinché si prenda cura del piccolo orfano. Il diario personale della ragazza, scritto in russo, potrebbe aiutare Anna nella sua ricerca della verità.
    La madre di Anna, Helen (Sinéad Cusack) non la scoraggia, mentre l’irascibile zio russo Stepan (Jerzy Skolimowski) le raccomanda prudenza, e ha ben ragione di farlo: frugando nel passato della ragazza, Anna scatena involontariamente la furia dei Vory.
    Mentre Semyon e Kirill serrano i ranghi e Anna continua con le sue indagini, Nikolai prova, per la prima volta, sentimenti contrastanti. La famiglia stringe la morsa intorno a lui: di chi può, di chi deve fidarsi? Molte sono le vite in gioco – compresa la sua – in una spirale di crescente violenza, in cui delitti efferati, inganni e vendette si consumano nei meandri del suo ambiente e della città stessa.

    Dal >Press-Book< de La promessa dell'assassino

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    FILM-DENUNCIA DA ELETTROSHOCK CHE, TOCCANDO REGISTRI DI UNA VIOLENZA INAUDITA, ‘DA MACELLERIA’, D’ALTRA PARTE NON GRATUITA, MIRA AD AFFONDARE LA LAMA IN UNA PIAGA SOCIALE PER ALTRI VERSI SONDATA DA GIUSEPPE TORNATORE CON ‘LA SCONOSCIUTA’. UN’OPERA PERFETTA QUESTA NUOVA PELLICOLA DI DAVID CRONENBERG, SEMPRE FERMAMENTE DECISO A CHIAMARE LE COSE CON IL LORO VERO NOME. MA QUESTA VOLTA VEDRETE CHE SEGUIRLO NEL SUO DISCORSO NON SARA’ UNA PASSEGGIATA. NELLA SUA PUR MACABRA DIMENSIONE, ‘LA PROMESSA DELL’ASSASSINO’ SPICCA COME OPERA CINEMATOGRAFICA DI GRAN LIVELLO, SIA COME STRUTTURA NARRATIVA CHE COME RECITAZIONE: DALLA CAMALEONTICA NAOMI WATTS ALL’ICEBERG IN NOIR DI ARMIN MUELLER-STAHL, FINO AD INTERPRETI DA OSCAR COME LA COPPIA VIGGO MORTENSEN-VINCENT CASSEL, CHE CI ACCOMPAGNA IN QUESTO VIAGGIO ATTRAVERSO GLI INFERI, NEI MEANDRI PIU’ OSCURI E PROFONDI DELL’INTERIORITA’ DI PERSONAGGI ESTREMAMENTE COMPLESSI, PER PORTARCI A RAGGIUNGERE, CON ACCRESCIUTA CONSAPEVOLEZZA, LA VISIONE D’INSIEME DI QUESTO TERRIBILE AFFRESCO: LA RIPRODUZIONE NECESSARIA DI REALTA’

    CHE SAREBBE MORALMENTE INACCETTABILE SOTTACERE

    Più che un film si direbbe un elettroshock. Se avessero esteso il veto ai minori di diciotto anni, anziché di quattordici, forse sarebbe stato meglio. Ma era davvero necessaria tanta violenza? E non stiamo parlando del genere di violenza a livello di qualche ‘scazzottata’ come si deve o derivati, e neppure del tipo di violenza consumata da David Cronenberg nella sua precedente pellicola, A History of Violence. No, non si tratta di violenza accennata, ma del tipo in cui la m. d. p. non risparmia proprio niente: non si fa scrupolo di registrare in versione integrale sequenze che per la loro cruenta natura potremmo definire ‘da macelleria’. Non si glissa affatto su sgozzamenti in diretta con le carni sventrate in primo piano, su stupri in piena regola o su deturpazioni di corpi umani già cadavere. Stiamo parlando del genere di violenza che, per alcune sequenze

    - e grazie a Dio solo per alcune sequenze perché l’architettura della storia de La promessa dell’assassino ha struttura e radici ben più profonde ed estese - diventa scomoda protagonista assoluta, al punto da costringere chi è delicato di stomaco o comunque abbastanza sensibile, a distogliere lo sguardo, almeno finchè l’obiettivo della m. d. p. non passa ad altro. Vi sembrerà un paradosso, ma uno dei climax di questo genere di violenza, è dato anche dalle lunghe sequenze che vanno ad incastonare il nudo integrale di Viggo Mortensen. Ma state pur tranquilli che sarà tutt’altro che edificante: a tutto penserete men che a quello, tanta e tale è l’anima cruenta del tranello teso all’impavido Nikolai/Mortensen, obbligato per difesa personale in un massacrante corpo a corpo nel bel mezzo della sua seduta in un bagno turco.

    A questo punto vi starete già chiedendo com’è che abbiamo dato il massimo punteggio ad

    un film che ora diamo quasi l’impressione di voler affondare. Per sua natura David Cronenberg non è certo regista che quando deve dire qualcosa va tanto per il sottile, o che è solito pronunciarlo tra i denti. Sappiamo che la sua verità è semplicemente la verità e che non ha mai avuto intenzione alcuna di addolcire la pillola che ha scelto. E’ solo che questo genere di verità è di quelle che fanno male, sul serio e in profondità. Dunque siete avvisati, con questo film-denuncia non uscirete fuori dal cinema illesi, ma sicuramente arricchiti di uno sguardo più consapevole su una delle tante drammatiche realtà che non è moralmente accettabile sottacere, né cercare di vedere con occhi diversi, smussando certi angoli, perché così farebbe più comodo.

    Lo sconvolgente diario di Tatiana, una quattordicenne tra le tante migrate da un paesino della Russia per il miraggio di una vita migliore, per

    finire di fatto in un tristissimo e impietoso giro di prostituzione con tanto di imprevista prole in arrivo, forzata carcerazione e assunzione di eroina, verrà registrato a pelle dallo spettatore attraverso la sua voce fuori campo che apre e chiude questo drammatico spaccato sociale. Voce che incarna il perno, la motivazione da cui parte e su cui ruota tutta la storia, attraverso la quale scopriamo però anche l’intima natura dei vari altri personaggi, tra cui la combattiva e delicata levatrice Anna, interpretata da una Naomi Watts sempre all’altezza di ogni diversa situazione, e l’anima più nera di questo ‘macabro’ affresco, il padre padrone della ‘fratellanza criminale’ Semyon, ritratto da Armin Mueller-Stahl, attore non a caso già nominato all’Oscar.

    Così, malgrado tanta disgustosa violenza, dobbiamo ammettere che questa non è gratuita, ma piuttosto funzionale a penetrare anima e corpo certe situazioni, speculari a certi personaggi di determinati ambienti, là dove si affonda

    la lama nel genere di piaga sociale per cui, per altri versi e toccando registri forse più addomesticati ma pur sempre aspri, con La sconosciuta Giuseppe Tornatore aveva già spezzato la sua lancia. Del resto ognuno ha la propria cifra stilistica per raccontare qualcosa di terribile. Ad ogni buon conto, suo malgrado, La promessa dell’assassino resta un’opera perfetta, di gran livello, sia come storia che come recitazione. I personaggi sono assolutamente centrati e la coppia Mortensen-Cassel supera ogni più pretenziosa aspettativa. In particolare, Viggo Mortensen ha trovato per il suo ambiguo e cripticamente misterioso personaggio, ben più complesso di quanto non ci si possa immaginare fin dalle prime battute del film, una stratificazione interiore ricchissima di sfumature, per un risultato davvero impeccabile, e per il quale non sarebbe esagerato pensare all’Oscar. Del resto, almeno la Nomination al Golden Globe l’ha appena ottenuta.

    Commenti del regista

    A proposito di VIGGO MORTENSEN-NIKOLAI:

    "Quando ho lavorato con Viggo Mortensen in 'A History of Violence', ho notato che il suo aspetto ricordava uno slavo o un russo. In effetti Viggo ha origini danesi. Dopo l’esperienza al suo fianco in 'A History of Violence', volevo lavorare di nuovo con lui. Quando ho letto il copione di 'Eastern Promises' ho pensato subito che sarebbe stato perfetto nel ruolo di Nikolai: Viggo è un attore brillante, più di quanto non si pensi, e credo che con questo film avrà modo di dimostrarlo ancora di più... Il suo personaggio stavolta è molto preciso e controllato e assai prudente. Nikolai a prima vista sembra un malvivente, ma possiede anche una certa morbidezza e quindi risulta forte e delicato al tempo stesso... Viggo ha persino imparato il russo piuttosto bene, per questo ruolo. Nel film parla inglese con l’accento russo, il ché modifica leggermente il tono della sua voce; nonostante questa trasformazione riesce a regalare a Nikolai intensità e umorismo. Si può dire che Viggo riesce sempre a trasformarsi totalmente quando interpreta un ruolo; ad esempio qui non c’è più traccia dei due personaggi che aveva interpretato in 'A History of Violence'".

    A proposito di ANNA-NAOMI WATTS:

    "Anna è una donna vulnerabile che ha sofferto a causa di una perdita che le provoca ancora molta sofferenza. Mentre indaga sulla vita privata della ragazza morta durante il parto, entra in contatto con il mondo dei russi. Anche lei è di origine russa, suo padre infatti era emigrato in Inghilterra, e resta affascinata dall’intenso stile di vita di questa comunità, forse perché la sua è una vita monotona e triste. Nikolai la spaventa, ma allo stesso tempo è molto attratta da lui. Forse è il suo tentativo di provare nuovamente emozioni. Naomi (Watts) interpreta i cambiamenti e sentimenti di Anna con una grazia del tutto unica".

    Riguardo al personaggio di VINCENT CASSEL, Kiril:

    "Penso a Kirill come al figlio di Saddam Hussein: troppo potere, troppa poca profondità e tante insicurezze, una miscela molto pericolosa. Al contrario di Nikolai, Kirill è passionale ed emotivo, quindi i due formano una strana coppia".

    Riguardo a SINEAD CUSACK (Helen):

    "Non volevo che la madre di Anna sembrasse una nonna; volevo che fosse una donna ancora attraente, così come suggerisce Steve nel copione. Queste due donne, che vivono insieme all’ombra di una doppia tragedia – la morte del padre russo di Anna e la morte del figlio – costituiscono un intenso nucleo familiare, specialmente quando appare sulla scena l’orgoglioso zio russo Stepan".

    Commenti dei protagonisti:

    VIGGO MORTENSEN (Nikolai Luzhin):

    "Nikolai è un uomo pieno di segreti. E’ arrivato a Londra attraverso le montagne degli Urali, una zona a est di Mosca, ai confini della pianura siberiana. Ne ha viste tante ed essendo molto amico di Kirill, è l’uomo di punta della famiglia... Poter ripensare a ciò che avevo visto, aver potuto visitare i luoghi da cui vengono quei personaggi, ha contribuito all’autenticità delle scene che abbiamo girato. E se il protagonista è convicente, aiuta anche gli altri attori".

    NAOMI WATTS (Anna):

    "... un thriller molto riuscito, una finestra su un mondo di cui si sa ancora poco. Anna ha sempre rinnegato la sua appartenenza alla cultura russa e all’inizio del film si trova in un momento piuttosto difficile della sua vita. Il lavoro per lei è anche un modo per sfuggire alla sua famiglia che le ricorda traumi irrisolti. Mi piace molto il suo timore nei confronti di una situazione pericolosa: la sua relazione con Nikolai, che rappresenta un po’ il lupo cattivo che la intriga e la seduce, la fa sentire di nuovo viva. Tuttavia nel corso del film diventa chiaro che Anna si sta introducendo in un mondo tentacolare, che non riesce a fronteggiare, e che dovrà rivolgersi alla sua famiglia per riuscire a uscirne".

    Ancora un altro 'cattivo' per VINCENT CASSEL (Kirill):

    "... Tuttavia questo personaggio era molto sfaccettato e complesso. Kirill è una vittima di una infanzia molto difficile. E’ violento e pericoloso ma al contempo è suscita un sentimento di compassione, perché tutto ciò che conosce è ‘la famiglia’, i suoi loschi affari e un padre padrone. Il suo rapporto con Nikolai tocca diversi livelli e arriva anche a generare della gelosia. La difficoltà maggiore per me è stata quella di risultare credibile come russo, infatti ho lavorato molto per impadronirmi dell’accento e della lingua russa".

    ARMIN MUELLER-STAHL (Semyon):

    "Questa è una storia veramente ‘noire’. Semyon è un uomo molto brutale e il mondo è pieno di gente come lui. Un mostro che non si nota all’esterno, ma che lo è internamente. I Vory mantengono la segretezza perché non escono alla luce del sole. Ma è importante mostrare i vari lati di questi mostri. Semyon ha una calda relazione sentimentale con sua nipote e si appassiona di musica russa. Esiste una certa tradizione del boss criminale sul grande schermo, e io spero di essere riuscito a interpretarne uno secondo il mio stile".

    SINEAD CUSACK (Helen):

    "... chiunque legga il giornale non può ignorare l'attualità di questo argomento e cioè il traffico di esseri umani dalla Russia".

    Altre voci dal set:

    Lo sceneggiatore STEVE KNIGHT:

    Sul personaggio di Semyon:

    "Il personaggio di Semyon è ispirato al vero proprietario di un ristorante di New York. Il personaggio di Anna è invece un omaggio alla ostetrica che ha fatto nascere il mio figlio maggiore al Whittington Hospital, il luogo che, fra l’altro, abbiamo utilizzato per l’esterno dell’ospedale del film... Il personaggio di Anna è una londinese convenzionale che viene trascinata in questa realtà nascosta. Due mondi che in genere non si incontrano mai, ma che nel film entrano in contatto attraverso l’ostetrica e la quattordicenne ridotta in schiavitù".

    Sul personaggio Nikolai, di Viggo Mortensen:

    "All’inizio del film Nikolai è un uomo morto dentro. Vive nella violenza e anche lui è un violento. Nasconde però un lato gentile che sorprenderà Anna... Viggo (Mortensen) si è voluto immergere totalmente in quel mondo, trascorrendo il suo tempo con la gente russa, persino con individui assai poco raccomandabili! Le battute del personaggio le ho scritte io, ma il cuore e l’anima di Nikolai sono una creazione di Viggo".

    Sul personaggio di Vincent Cassell, Kirill:

    "Kirill è come un fuoco d’artificio che esplode. E’ capace di gesti di efferata violenza ma anche di dimostrazioni di grande affetto. La sua energia è pura così come il suo entusiasmo e, malgrado le sue azioni, è un personaggio che ispira simpatia".

    Il produttore PAUL WEBSTER:

    "Il traffico sessuale è un’industria molto florida in Gran Bretagna”, afferma Webster. “I registri della polizia dimostrano che viene gestita principalmente da criminali di origine est-europea".

    Sul personaggio di Anna (Naomi Watts):

    "Il viaggio di Anna segue sì le tracce della ragazza sconosciuta e del piccolo orfano, ma è più profondamente un viaggio interiore che costituisce il centro emotivo della storia. Naomi infonde empatia e un pizzico di ostinata durezza al suo personaggio, perciò lo spettatore percepisce il tentativo di Anna di uscire da una condizione di stasi nonché la sua determinazione a non avere paura".

    Sul personaggio di Vincent Cassell, Kirill:

    "E’ sorprendente vedere Vincent passare dal reprobo al ruolo del figlio piagnucoloso di un padre severo. E’ bravissimo nel rivelare i sentimenti più reconditi di Kirill. Ogni qualvolta suo padre compare sulla scena, Kirill si trasforma in un ragazzino intimorito, e in questo è stato senza dubbito aiutato dalla imponente presenza di Armin Mueller-Stahl che possiede una grande attitudine al comando".

    Links:

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