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    Home Page > Movies & DVD > La leggenda di Beowulf

    FIABA MITOLOGICA D'AVANGUARDIA CON IL 'BEOWLF' DI ROBERT ZEMECKIS: MA OLTRE L'ESTETICA RESTA PROTAGONISTA 'UNA STORIA MOLTO SOFISTICATA E PIENA DI UMANITA'

    "Francamente, niente del poema originale mi affascinava. Mi ricordo che dovevo leggerlo come compito a scuola e non ero in grado di capirci niente perché era scritto in inglese arcaico. Era una materia orribile da studiare. Non ci ho mai ripensato sul serio dopo di allora, non ho mai considerato l’ipotesi che potesse essere materiale per una storia interessante. Ma quando ho letto la sceneggiatura che Neil Gaiman e Roger Avary hanno scritto, ne sono rimasto subito colpito. Ho chiesto loro ‘Cos’è in questa sceneggiatura che rende la storia così affascinante rispetto al poema che per me era così noioso?’ E la loro risposta è stata ‘Beh, vediamo, il poema è stato scritto pressappoco tra il VII e il XII secolo. Ma la storia era stata raccontata per secoli già prima di allora. Le sole persone in grado di scrivere nel VII secolo erano monaci. Perciò possiamo ritenere che loro abbiano fatto un sacco di modifiche’. Neil e Roger hanno analizzato il testo più a fondo, leggendo tra le righe, cercando di colmare i vuoti delle fonti, e riportando alla luce quello che loro ritengono che i monaci abbiano eliminato (o aggiunto) e il perché. Sono riusciti a mantenere l’essenza del poema, ma lo hanno reso più accessibile per un pubblico moderno, facendo, lungo il percorso, delle scoperte rivoluzionarie. Questo dovrebbe stimolare un po’ il dibattito negli ambienti accademici... Una volta che sono stato incuriosito dalla sceneggiatura, ho deciso di rileggere il poema, ho parlato con gli studiosi di Beowulf e mi sono immerso nella leggenda. Molti dei temi presenti in Beowulf sono tratti dalla Bibbia – il viaggio di un uomo eroico, la lotta tra il bene e il male e il prezzo della gloria. E ti rendi conto che Beowulf è alla base della costruzione di tutti gli eroi moderni, da Conan a Superman fino all’Incredibile Hulk... Alla fine spero che sia un film per tutti. E’ una storia molto sofisticata e piena di umanità con grandi momenti di azione e molti temi che riguardano, credo, quello che sta succedendo nel mondo contemporaneo, perché la ricerca della gloria, del potere e della ricchezza, lo scontro senza tempo tra bene e male – tutto questo è attorno a noi e non è mai sparito".
    Il regista Robert Zemeckis

    Locandina italiana La leggenda di Beowulf

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    Trailer

    Titolo in italiano: La leggenda di Beowulf

    Titolo in lingua originale: Beowulf

    Anno di produzione: 2007

    Anno di uscita: 2007

    Regia: Robert Zemeckis

    Sceneggiatura: Neil Gaiman & Roger Avary

    Soggetto: Dal poema epico Beowulf di Anonimo.

    DETTAGLI:

    "Gli eventi narrati in Beowulf, che è un singolo poema lungo 3.000 righe, si svolgono nel VI secolo a.c., come emerge dal riferimento ad una battaglia per la quale esistono prove che ne confermano l’esistenza. Sebbene la maggior parte della storia abbia luogo in Danimarca, è stata raccontata dagli anglo-sassoni nell’Inghilterra del Nord duecento anni dopo l’avvenimento. Gli anglo-sassoni non si consideravano inglesi, bensì vichinghi e tutti i loro eroi erano scandinavi. Il vero autore di Beowulf è sconosciuto. Il poema originale è stato scritto su fogli sottili o pelle trattata. Più tardi è stato copiato più volte nei successivi duecento anni. Intorno al 900, è stato raccolto in un volume contenente anche la storia di San Cristoforo, una raccolta di aneddoti esotici sull’estremo oriente, una presunta lettera scritta da Alessandro Magno e un poema sull’eroina biblica Giuditta. Questo volume è stato parzialmente distrutto in un incendio alla Cotton Library, la più grande raccolta di testi letterari medioevali, il 23 ottobre 1731. Non solo il documento si è bruciato, ma anche la fama del poema è diminuita negli anni successivi. Scritto in inglese arcaico, veniva ritenuto confusionario per la sua mescolanza di temi pagani e cristiani. Strutturalmente era ritenuto difettoso perché presentava tre antagonisti anziché uno, l’ultimo dei quali lontano nel tempo dagli altri due di mezzo secolo. Inoltre Beowulf non è in rima e presenta invece delle allitterazioni. Non usa il pentametro giambico perché, secondo i narratori anglo-sassoni, non era importante quante sillabe vi fossero in una riga, se questa era breve e conteneva tre allitterazioni. Paragonato ad altri capolavori dell’antichità, come l’Odissea di Omero e l’Eneide di Virgilio, Beowulf sembrava solo una brutta poesia. E quel che è peggio è che il suo eroismo e la sua morale sono incentrati sulla figura di un uomo che si batte contro dei mostri. Gli studiosi non riuscivano a prendere molto sul serio un poema che trattava di giganti e di draghi. E’ stato solo nel XX secolo che Beowulf è stato riabilitato, niente meno che da J.R.R. Tolkien, l’autore de Lo Hobbit e de Il Signore degli Anelli. Nel suo saggio del 1936 dal titolo Beowulf: il mostro e i critici Tolkien scriveva che il problema che tutti avevano con Beowulf non aveva niente a che vedere con la sua qualità, ma piuttosto con il fatto che fosse stato ingiustamente paragonato a Omero e a Virgilio. Beowulf non si conforma alle regole della poesia epica creata dai greci e dai romani dell’antichità perché è un racconto scandinavo, con una sua propria metrica – né migliore, né peggiore, semplicemente diversa. E, contrariamente alla maggior parte degli studiosi prima di lui, Tolkien affermava che lo stacco di 50 anni tra la lotta contro la madre di Grendel e la battaglia contro il drago era esattamente ciò che dava al poema dignità di grandezza. Beowulf, scriveva, non era la storia di un giovane eroe che trionfa sui mostri, e neanche quella di un vecchio re che muore cercando di uccidere un drago, ma invece un racconto composito di un uomo che, un tempo giovane e irremovibile, va incontro coscientemente ad una tragica morte. Era proprio la suddivisione della storia in due parti a farla funzionare.
    Senza la rilettura di Tolkien, Beowulf sarebbe rimasto un oscuro testo letto solo dai candidati al dottorato in letteratura inglese medioevale. Oggi è molto letto nelle scuole superiori in tutto il paese. Tolkien non solo ha fatto rinascere la fama del poema, ma l’ha imitato nei suoi stessi lavori. Il capitolo de Le due torri, The King of the Golden Hall è tratto dall’inizio di Beowulf. Il drago sputafuoco di Beowulf, che si leva furioso dopo che un ladro ha rubato il suo tesoro, è invece ripreso alla lettera nel punto centrale di The Hobbit.
    Altri scrittori hanno attinto al poema per le proprie opere letterarie. Lo scrittore John Gardner ha scritto nel 1971 il popolare romanzo Grendel, un discorso filosofico fatto dal mostro sulla casualità della vita. Michael Crichton, famoso autore di Jurassic Park, ha preso tutti i mostri della storia per intessere un fantasy dal titolo Eaters of the Dead".

    (Tratto dal saggio di Jason Tondro, Ph.D., N. 3, Serie fumetti BEOWULF, IDW Publishing).

    Cast: Angelina Jolie (Madre di Grendel)
    Anthony Hopkins (Re Hrothgar)
    Robin Wright Penn (Regina Wealtthow)
    Ray Winstone (Beowulf)
    Crispin Glover (Grendel)
    John Malkovich (Unferth)
    Alison Lohman (Ursula)
    Brendan Gleeson (Wiglaf)
    Chris Coppola (Olaf)
    Aaron Stephens (Beowulf 'physique')

    Musica: Alan Silvestri

    Costumi: Gabriella Pescucci

    Scenografia: Doug Chiang

    Fotografia: Robert Presley

    Scheda film aggiornata al: 04 Febbraio 2015

    Sinossi:

    In un’epoca di eroi, appare il più potente tra tutti i guerrieri: Beowulf. Dopo aver annientato il potentissimo demone Grendel, si imbatte nella furia della madre spietata immortale e seducente, che userà qualsiasi mezzo per assicurarsi la vendetta. L’epica battaglia che ne consegue echeggia attraverso i secoli, rendendo immortale il nome di Beowulf...
    In una magica epoca velata dalle nebbie del tempo, piena di eroi e di mostri, di avventure e di valore, di ricchezza e di gloria, un uomo eccezionale, Beowulf, appare per salvare un antico regno danese dalla distruzione da parte di una creatura malvagia. In cambio, questo vichingo leggendario, alto un metro e novanta, spavaldo e ambizioso, succederà al trono. Il nome di Beowulf risuona in tutto il regno e vengono cantate canzoni che narrano la sua eccezionale prodezza e le sue gesta per soccorrere Re Hrothgar, il cui regno è stato devastato da Grendel, un mostro malvagio che ha torturato e divorato gli abitanti, lasciandoli in uno stato di perpetua paura e di terrore. Liberando il regno da questa bestia selvaggia, Beowulf ottiene fama e fortuna. Grandi ricchezze e straordinarie tentazioni si preparano per lui. La saggezza con la quale gestirà il suo nuovo potere definirà il suo destino come guerriero, campione, capo, marito e, cosa ancora più importante, come uomo.

    Dal >Press-Book< di Beowlf

    Nota: Si ringrazia Valerio Roselli (Warner Bros. Italia) per la cortese collaborazione.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    FLASH MOVIE:

    LA NUOVA SFIDA DI ROBERT ZEMECKIS GIUNGE DA UNA ‘FANTASILANDIA’ BARBARICA RUBATA AL PROFONDO NORD: IL LEGGENDARIO EROE VICHINGO BEOWLF - QUI RITRATTO VANAGLORIOSO E RUDE DA RAY WINSTONE, PROSSIMO A ‘INDIANA JONES IV’ - CHE AVRA’ L’ONORE E L’ONERE DI SALVARE IL REGNO DANESE DALLA DISTRUZIONE. LA MINACCIA SI ANNIDA IN UNA CREATURA MALVAGIA CONIATA A META’ STRADA TRA UNA SCULTURA CHE RITRAE UNA VIVISEZIONE UMANA FINALIZZATA A STUDI ANATOMICI PER STUDENTI IN MEDICINA E IL MODELLO FREDDY KRUEGER DELLA SERIE ‘NIGHTMARE’. FIGURA MALVAGIA QUANTO INFANTILE E MAMMONA QUESTO GRENDEL CUI DA’ VOCE, O, PER MEGLIO DIRE, URLA, IL CRISPIN GLOVER DI ‘RITORNO AL FUTURO’, PURE DI ZEMECKIS. MA LE CITAZIONI IN ‘BEOWLF’ SI SPRECANO. COSI’ LA PIU’ ANTICA EPOPEA VIVENTE IN LINGUA INGLESE, IN UN TRIONFO DI SIMBOLISMI DI MARCA PRE-GOTICA E SCHEGGE DI MITOLOGIA CELTICA, RINASCE VESTENDO I PANNI DI UN GLAMOUR AVVENIRISTICO, GRAZIE ALLA

    MAGIA DEL ‘LIVE-ACTION’ ARRICCHITO IN DIGITALE (3D), ALTRIMENTI DETTO ‘PERFORMANCE CAPTURE’, CONIATO DALLO STESSO ZEMECKIS: UN VERO E PROPRIO LEIT-MOTIV CHE DA ‘POLAR EXPRESS’, PASSANDO PER ‘BEOWLF’, AVRA’ UN SEGUITO CON IL SUO PROSSIMO PROGETTO ATTESO PER IL 2009: ‘A CHRISTMAS CAROL’, TRATTO DAL CELEBRE E GETTONATISSIMO ‘CANTO DI NATALE’ DI CHARLES DICKENS. MA ‘BEOWLF’ SI INCASTONA ANCHE COME UNA GEMMA IN UNO SCENARIO TEMATICO SENZA TEMPO, CON L’INTRAMONTABILE SCONTRO TRA BENE E MALE E UN’UMANITA’ ALLE PRESE CON L’ANNOSA RICERCA DI GLORIA, POTERE E RICCHEZZA, DA CUI NON SOLO NON RIESCE A SOTTRARSI, MA RIMARRA’ FATALMENTE INTRAPPOLATO, LO STESSO BEOWLF, PER LA VERITA’ EROE FALLIBILE DIVENUTO LEGGENDA CON UN FANTASIOSO PASSAPAROLA PIU’ CHE PER LE REALI GESTA. QUASI DA DIETRO LE QUINTE, IN ALCUNI CAMEO PARTICOLARMENTE INCISIVI, OCCHIEGGIA ANGELINA JOLIE, MAI COSI’ PERFIDA E MOSTRUOSAMENTE SENSUALE, NELLE VESTI DI DEMONIACA SEDUTTRICE ‘AUREA’ E VENDICATIVA MADRE DI GRENDEL. A SOSTENERE

    UNA STORIA A TRATTI DAVVERO NOIOSA, MALGRADO GLI EFFETTI SCENICI E L’INDISCUSSA MAESTRIA DELLA REGIA, UN CAST ‘PRIMORDIALE’ CHE DOPO IL PROTAGONISTA RAY WINSTONE, VEDE SULLA SCENA, PER LA VERITA’ QUASI IRRICONOSCIBILI, ANTHONY HOPKINS (RE HROTHGAR) E ROBIN WRIGHT PENN (MOGLIE DI HROTHGAR E REGINA INFELICE). C’E’ SOLO UN PICCOLO PARTICOLARE DA SOTTOLINEARE, E NON E’ DI POCO CONTO, PERCHE’ E’ A TUTTO SVANTAGGIO DEL FILM. QUESTA NUOVA TECNICA CHE AVREBBE DOVUTO INTENSIFICARE I TRATTI EMOTIVI DEI PERSONAGGI, DI FATTO SORTISCE NEL RISULTATO OPPOSTO, RELEGANDO LE PERFORMANCE DI STAR INDISCUSSE SE VISTE IN CARNE ED OSSA, ALLA STREGUA DI CARTOONS LEZIOSI E SPERSONALIZZANTI. MIGLIORE L’EFFETTO SUL PIANO SPETTACOLARE, DOVE NON MANCANO ALCUNE SEQUENZE CLIMAX, TRA CUI IL PASSAGGIO A CAVALLO SUL PONTE DI LEGNO INFUOCATO E I REITERATI TENTATIVI DI TRAFIGGERE IL CUORE DEL DEMONE SEDUTTORE QUANTO MALEFICO, PRIMA DI… ‘INDIANA JONES E IL TEMPIO MALEDETTO’ DOCET.

    Perle di sceneggiatura

    BEOWLF: “Se noi moriremo sarà per la gloria, non per l’oro”.
    (…)
    Sai perché non puoi uccidermi amico mio? Perché sono già morto molti anni fa…
    (…)
    Serba un ricordo di me, non come re, ma come uomo, fallibile e imperfetto”.

    Commenti del regista

    "Il nostro Beowulf è un po’ più vulnerabile, somiglia più ad un eroe umano che a un dio. Non è un personaggio alla Thor. E’ una persona reale con un sacco di debolezze, la presunzione prima fra tutte".

    A proposito di RAY WINSTONE nelle vesti di BEOWLF

    "... lui era molto potente e in grado di cogliere la parte animale della sua natura umana (guardandolo nell'adattamento dell'Enrico VIII). Questo è un tratto importante di 'Beowulf' che ha un tratto molto viscerale. Si preoccupa solo di quello che può uccidere, mangiare, di chi può dominare. Ray è un attore affascinante e straordinario che ha la capacità di cogliere questo aspetto primordiale".

    Effetto 'PERFORMANCE CAPTURE':

    "Quello che mi piace del 'performance capture' è che consente all’attore di dare al regista quei momenti magici, quelle cose che fa un attore che non ti aspettersti mai. Hai questa traccia blanda alla quale l’attore può aggiungere qualsiasi cosa voglia al personaggio perché non ha le stesse costrizioni che avrebbe in un film girato in 'live-action'. Gli attori vengono liberati dalla tirannia di un film ordinario –con i problemi delle luci, della posizione della cinepresa, dei capelli o dei costumi. E’ una performance allo stato puro e i grandi attori, come quelli di questo film, lo apprezzano. Non è necessario interrompere la scena per ottenere una copertura - abbiamo girato campi lunghi e primi piani nello stesso momento. Così gli attori hanno stabilito il ritmo delle scene, cosa che abbiamo fatto dall’inizio alla fine, per quanto possibile. Era come a teatro, eccetto che veniva catturato in 3D".

    A proposito di CRISPIN GLOVER nelle vesti di GRENDEL:

    "Ho lavorato con Crispin in ‘Ritorno al futuro’ e, per qualche ragione, immaginavo Crispin (Glover) nei panni di questo tipo. Lui ama interpretare creature e personaggi deformi, sia fisicamente che mentalmente. Sapevo semplicemente che Crispin avrebbe capito Grendel. Non ha interpretato Grendel come se fosse solo un mostro, ha creato un personaggio indifeso e tormentato che è anche fisicamente mostruoso, qualcuno di perseguitato e letteralmente demonizzato per come appare. Crispin ha infuso grande calore e umanità in questa creatura incredibile e ripugnante. La sola indicazione da regista che gli ho dato è stata sul fatto che tutto quello che Grendel fa gli causa dolore fisico. Crispin ha fatto tesoro di questa indicazione e l’ha messa in pratica. Ha usato tutto il suo corpo – ogni cellula, ogni ciocca di capelli – come un mezzo con il quale recitare".

    Riguardo ad ANGELINA JOLIE nelle vesti della madre di Grendel:

    "La madre di Grendel è un demone ed è una seduttrice all’ennesima potenza e nessuno avrebbe potuto interpretare un personaggio così appassionato meglio di Angelina Jolie. Quando è arrivata sul set e si è calata nel personaggio, è stato impressionante da vedere. Era semplicemente magnetica e ha ipnotizzato tutti sul set".

    Commenti dei protagonisti:

    RAY WINSTONE (Beowlf):

    "… non conoscevo nulla del poema originale. I miei figli mi dicono di conoscerlo. Ma (la sceneggiatura) è una storia fantastica e io ho sempre desiderato impersonare un vichingo. La cosa incredibile di questa tecnica ('performance capture') è che ha permesso ad uno come me, alto meno di un metro e settanta e un po’ paffuto, di interpretare un vichingo biondo, alto oltre un metro e novanta. Il procedimento sembrava all’inizio complicato e un po’ scomodo, ma io mi appassiono alle cose che penso di non poter fare, così ero molto eccitato all’idea di provare".

    ANTHONY HOPKINS (Re Hrothgar) sulla 'performance capture':

    "Quello che è interessante in questo modo di recitare, senza scene, costumi, con addosso solo quelle pazze tutine con i sensori su tutta la faccia, è che puoi fare tutta la scena per intero e si lavora velocemente perché non devi interrompere come succede nei film girati abitualmente. E Robert Zemeckis è un regista molto libero e semplice, nonostante abbia una visione precisa delle cose e sappia sempre quello che vuole. Potevamo recitare cinque o sei pagine del copione per intero e dopo forse cinque o sei ciak, non appena Bob si sentiva sicuro di aver ottenuto le performance volute, andavamo oltre. Perciò anche se il mio personaggio appare subito nel dramma, forse a pagina tre o quattro della sceneggiatura, e termina a pagina 76, ho lavorato al film solo per otto giorni circa, cosa impossibile per un set tradizionale. Il primo giorno ero un po’ preoccupato, ma il procedimento ti dà subito un grande senso di libertà e tutto funziona".

    E, sul suo personagio Re Hrothgar:

    "Pensavo: bene, Hrothgar è un uomo che somiglia al suo popolo e all’inizio del film lo interpreto come il tipo ingenuo del buffone ubriacone, ed è stato divertente. Ho anche trovato degli elementi oscuri in lui e li ho esplorati, interpretando così un suo strato più profondo".

    ROBIN WRIGHT PENN (Regina Wealtthow, moglie di Hrothgar) sulla scelta linguistica di recitare in accento gallese sulla scia della cadenza cantilenante di Hopkins:

    "Abbiamo tutti deciso di recitare con un accento un po’ gallese... La storia si svolge ovviamente in Danimarca ma è stata scritta in inglese arcaico e Tony (Anthony Hopkins) aveva uno straordinario accento gallese naturale. E’ sembrato un buon compromesso per noi, invece dell’inglese tradizionale, e certamente non avremmo potuto recitare in inglese arcaico perché nessuno lo avrebbe capito. I dialoghi richiedevano che fossimo in grado di dare fondo alla nostra capacità retorica e l’accento gallese ci ha permesso di farlo".

    E sul suo personaggio: la sventurata regina Wealthow:

    "Lei sposa giovanissima re Hrothgar, per un matrimonio combinato, e lui le è infedele. Più tardi Wealthow si innamora di Beowulf quando lui arriva per salvarli e, tristemente, lo schema si ripete. In un certo senso, lei si innamora dell’eroe ma non si rende conto di cosa sia il vero eroismo. Beowulf è un eroe ma, in fin dei conti, è un essere umano e quando la tradisce, proprio come il re, lei perde tutto l’amore e l’ammirazione che aveva per lui".

    E, sulla 'performance capture':

    "Avevamo un ritmo incredibilmente veloce e l’idea di poter recitare una scena per intero è stata una grande cosa. Non devi aspettare di trascorrere 12 ore su una scena perché venga ripresa da 4.000 angolature. Qualche volta siamo riusciti a ultimare una scena in 15 minuti, fare cinque pagine di copione in due ciak. E’ praticamente quello che desideri quando arrivi sul set, vorresti che fosse così. E’ come lavorare come una macina. Non ti va di essere all’opera per cinque minuti e poi stare seduta per 20, e poi devi tornare di nuovo al lavoro e ritrovare la stessa intensità. Per il modo in cui ha lavorato Bob, abbiamo avuto la possibilità di essere lì, girare le scene con la dovuta concentrazione e finire la giornata di lavoro alle 5 del pomeriggio. Tutto questo è molto civile. Specialmente quando si tratta di emozioni, le pause e le intermittenze sono un ostacolo".

    CRISPIN GLOVER (Grendel) sul suo personaggio, 'personificazione primaria del dolore e della rabbia':

    "Per Grendel c’erano un sacco di variazioni emotive all’interno di una limitata quantità di dialoghi relativamente compatta. Non avevo progettato di fare molte vocalizzazioni diverse negli urli, ma inizialmente ne ho fatta qualcuna: sembravano manifestare il suo terribile dolore. Bob (Robert Zemeckis) ha detto ‘Continua a urlare’. Sono contento che mi abbia incoraggiato. E’ stato un buon suggerimento perché l’urlo ha un sacco di elementi emotivi, si sente molto da un urlo e non mi ero mai accorto che potesse essere così espressivo".

    ANGELINA JOLIE (madre di Grendel) riguardo al suo personaggio:

    "Sì, lei è un mostro, ma è anche una madre e questa è la causa profonda di tutto quello che fa. Grendel è come un uomo grande e grosso ma c’è anche qualcosa di vulnerabile e di infantile in lui. Ho pensato a lei come ad una madre. Se qualcuno fa male a tuo figlio, andresti in fondo a tutto per vendicarlo. Così mi sono accostata al personaggio in questo modo".

    E, sulla 'performance capture':

    "Mi è piaciuto un sacco. All’inizio pensavo: oh sarà un po’ strano, tutti noi attori con quei sensori sulle facce, con quelle tutine, senza scenografie o fondali … ma quello che succede in realtà è che elimina tutto il superfluo per arrivare al cuore della recitazione, specialmente nelle scene tra Crispin (Glover) e me: erano solo un concentrato di emozioni pure. C’è talmente tanta libertà nel poter essere qualsiasi cosa, in un attimo, dare tutto, perché sarà coperto completamente e tu puoi sovrapporti agli altri attori e recitare e improvvisare. Si stabilisce anche un’amicizia istantanea tra gli attori. Quando entrambi si è coperti di sensori, ci si sente molto vicini e ci si fida uno dell’altro. Un’altra cosa interessante di questo procedimento è stata la sensazione che ogni singola componente della troupe facesse parte integrante dell’insieme in modo uguale agli attori. Non è come quando noi aspettiamo nelle nostre roulotte e poi arriviamo di tanto in tanto e facciamo una scena: c’erano sempre tutti, in ogni momento".

    Altre voci dal set:

    Il produttore STEVE STARKEY a proposito della tecnica 'PERFORMANCE CAPTURE':

    "Bob (Robert Zemeckis) ha visto la possibilità di raccontare questa storia con la tecnica che avevamo creato per ‘Polar Express’. Le qualità della 'performance capture' riguardano meno la tecnologia e più gli attori. Una miriade di sensori viene applicata ai loro volti e ai loro corpi, attraverso delle tutine aderenti in licra, così che le performance degli attori possano essere 'catturate' e inserite in un computer. Tutta l’azione si svolge in una scatola invisibile chiamata 'volume', suddivisa in quadranti che possono ospitare 40 cineprese. (Il volume è un termine di 'performance capture' per il set sonoro ed è chiamato così perché permette a diverse cineprese di fotografare le scene in uno spazio tridimensionale. La classica formula geometrica per il 'volume' è x, y e z, che rappresentano profondità, altezza e lunghezza). Più specificatamente il volume è l’area sulla quale sono puntate tutte le cineprese, all’interno della quale possono essere catturati i dati relativi ai volti e ai corpi. Le riprese o 'battute' derivanti dalle diverse sessioni di 'performance capture' possono essere montate e amalgamate, mescolate e combinate e, come ha dimostrato Zemeckis in 'Polar Express', il risultato può essere quello di una nuova e straordinaria forma espressiva, per niente 'cartoony', legata piuttosto alla effettiva creatività espressa dagli attori e dal regista. Ora, con 'Beowulf', Zemeckis era pronto a portare la tecnologia ad un livello superiore... Quando giri un film in 'performance capture' hai la possibilità di avere due tipi di cast, uno per la performance e uno per la somiglianza, il che significa che puoi effettivamente separare l’aspetto di un personaggio dall’attore che impersona quello stesso personaggio. E’ una delle ragioni per cui abbiamo deciso di fare il film con questa tecnica; per esempio, nessuno sul pianeta somigliava al personaggio che Bob aveva immaginato per 'Beowulf' o poteva recitare al livello desiderato da Bob per questo film. 'Beowulf' è una creatura enorme e non c’è nessun attore in carne e ossa che possa impersonare tutto ciò che Bob ha visto nel personaggio. Così, come si potevano amalgamare questi due aspetti inconciliabili? Scritturando il miglior attore possibile e creando l’immagine di un Cristo alto oltre un metro e novanta al computer. Lo stesso vale per Grendel. Se avessimo fatto Grendel in un film tradizionale, avremmo dovuto avere un pupazzo alto circa quattro metri sul set e avremmo dovuto lavorare molto anche con la computer grafica. In questo caso invece, possiamo avere l’attore migliore per interpretare tutta la pena e la sofferenza di Grendel, ma senza limitarlo con un make-up pesante o con un abbigliamento scomodo. Se avessimo girato questo film in modo tradizionale, non avremmo mai potuto fare tutto questo".

    Il produttore JACK RAPKE:

    "Dato che si tratta di una fiaba mitologica, l’esigenza di fotorealismo non era così essenziale. Inoltre realizzare il mondo visivo immaginato da Bob sarebbe stato praticamente impossibile in un mondo 2D. L’utilizzo di questo procedimento ci ha dato la possibilità di scritturare chiunque ritenessimo l’attore perfetto per ciascuna parte. Così, per noi, è stato il modo migliore per superare alcuni ostacoli e fare un sacco di cose che sarebbero state impossibili con il tradizionale 'live action'".

    Pressbook:

    PRESSBOOK Completo in ITALIANO de LA LEGGENDA DI BEOWLF

    Links:

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    Galleria Video:

    La leggenda di Beowulf (versione originale).mov

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