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    Home Page > Movies & DVD > Troy

    Solo un flash...per il momento : ANCHE I GRANDI EROI PIANGONO !

    Penso che alla fine abbiano tutti bisogno di eroi, di esempi da imitare e da seguire. E’ grazie a questi leader che la storia può insegnare qualcosa. L’Iliade è ancora un’opera sorprendente. Anche a leggerla oggi, gli stessi temi risuonano con molta forza nel periodo che stiamo vivendo. Quindi, sì, c’è ancora posto per gli eroi miticiBrad Pitt
    (“Trova Cinema by Radio Capital”: www.capital.it/trovacinema/…)

    (Troy 2004; Genere: romanzo epico; 165’; Distribuz.: e Produz.: WARNER BROS)

    Locandina italiana Troy

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    Celluloid Portraits:




    Titolo in italiano: Troy

    Titolo in lingua originale: Troy

    Anno di produzione: 2004

    Anno di uscita: 2004

    Regia: Wolfgang Petersen

    Sceneggiatura: David Benioff

    Soggetto: L'Iliade, epico poema di Omero.

    Cast: Julian Glover (Triopas)
    Brian Cox (Agamennone)
    Nathan Jones (Boagrius)
    Adoni Maropis (Ufficiale di Agamennone)
    Jacob Smith (ragazzo messaggero)
    Brad Pitt (Achille)
    John Shrapnel (Nestor)
    Brendan Gleeson (Menelaus)
    Diane Kruger (Helen)
    Eric Bana (Hector)
    Orlando Bloom (Paride)
    Ken Bones
    Garrett Hedlund (Patroclo)
    Peter O'Toole (Priamo)
    Rose Byrne (Briseide)

    Musica: James Horner

    Costumi: Bob Ringwood

    Scenografia: Anna Pinnock, Peter Young

    Fotografia: Roger Pratt

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    Commento critico (a cura di Patrizia Ferretti 'FLASH MOVIE')

    Come mai tante critiche su un film che a dispetto della durata (quasi tre ore, ma Petersen è un habituè del lungo-lungometraggio, U-Boot docet) sembra scivolare sulla liscivia, catturando l’attenzione dello spettatore dall’inizio alla fine senza cedimenti o tempi morti ? Non c’è nulla da fare. Quando si tratta di storia e di epica classica, quando ci sono in ballo precise fonti di riferimento, la storia si ripete, o meglio, si ribella. Ed è comprensibile. Se d’altra parte non si cade nel trabocchetto dello scambio di ruoli, se in altre parole si circoscrive il compito del cinema a quello che gli compete, l’intrattenimento, lo spettacolo conclamato da un’onesta dichiarazione d’intenti da parte di chi propone il suo prodotto artistico al pubblico e si cede il posto al testo scritto per quel che attiene alla didattica vera, quella autentica, da cui allora è doveroso esigere il rigore filologico che scarta dall’interpretazione,

    allora non si troverà nulla da eccepire nel Troy di Petersen. Del resto, se ci pensiamo bene, qui si tratta di creazione artistica: non è un caso che l’alter ego del cinema sia la settima arte e che molti oramai guardino al mondo della celluloide come alla sintesi di tutte le arti. Sarebbe un po’, io credo, come contestare a Picasso l’impropria collocazione o l’improbabile deformazione di attributi fisionomici nel volto di un suo ritratto.
    Riservandomi al momento il tempo di un flash sul film, voglio tralasciare i dettagli di una storia ben nota ai più, aspetti più o meno spettacolari delle scenografie per soffermarmi su annotazioni più intime, schegge di interiorizzazione che valgono l’intero film e che ne motivano, ne spiegano e valorizzano, ricollocandoli nella giusta luce, precedenti accadimenti e profondità caratteriali di alcuni personaggi protagonisti. Achille, per esempio. Tanto spietato, sprezzante e sanguinario ma… evidentemente, non solo questo, calato

    e aggiornato dalle cadenze attoriali di un Brad Pitt a metà strada tra le brutalità di un Fight Club e le profonde, luccicanti, vibrazioni emotive di un pentito di nome e non di fatto ad esempio in L’ombra del diavolo. E non può non commuovere allora, l’impavido e senz’altro sanguinario Achille che infine, ormai debellato, o per meglio dire - quasi volesse inconsciamente dare egli stesso un taglio ad una vita interamente votata alla guerra e a cruenti combattimenti e uccisioni - si vede consegnato alla morte da un destino che in cuor suo sapeva doversi compiere. Come predetto dalla madre, il prezzo di una gloria senza tempo, l’onore imperituro al valore delle sue vittorie militari e, secondo l’ottica di Achille, vittorie personali, giammai asservite ad un re, Agamennone, tutto da disprezzare. Non può non commuovere che a quel momento Achille venga illuminato nei sentimenti, già messi a tacere nelle

    sotterranee del suo io più profondo, riesumando una coscienza morale che sembrava dileguata in lui, proprio tramite la bella prigioniera troiana Briseide, cugina di Ettore. E per un momento epico ci voleva una frase epica, pronunciata dallo stesso Achille, ormai ferito a morte da Paride, fratello di Ettore, rivolta a Briseide salvata per l’ennesima volta dagli oltraggi dei guerrieri: “Tu mi hai dato la pace in un mondo di guerra”. Punta di diamante cui si prepara il terreno in precedenti sequenze, altrettanto memorabili, postume la vendetta messa in atto da Achille a seguito della morte inflitta da Ettore (convinto di aver ucciso Achille) al giovane cugino Patroclo. Achille, questa volta come da copione, ucciderà Ettore senza pietà, infangandone le spoglie trascinate indegnamente nella polvere, legate al suo carro da guerra. Eleva la pellicola di Petersen su un piano nobile il brano che vede l’incontro a sorpresa tra Achille nel suo

    accampamento e il vecchio Priamo, re di Troia, che trova il coraggio sovrumano di andare a baciare le mani di chi gli ha ucciso così malamente il figlio maggiore, implorandolo di riaverne le spoglie per le onorificenze funebri. Le parole grondanti dolore e pur espresse con una dignità quasi ultraterrena, malgrado l’apparente umiliazione e l’orgoglio ferito ricacciato nel profondo come le lacrime che volenti o nolenti irrorano le rughe del suo volto intensamente vissuto. Tutto questo va a toccare le corde più nascoste della coscienza di Achille e gli occhi di ghiaccio rilucono di un umore imprevisto e per una volta, quasi fuori controllo. Un’occasione imperdibile di riabilitazione e di sfogo liberatorio, si direbbe, come trattenuti fino a quel momento, ma inconsciamente persino implorati da Achille al suo destino : il valoroso e implacabile guerriero senza dei, fatto per la guerra e dunque per uccidere, esce dalla propria tenda lasciando

    in attesa il vecchio Priamo, prepara le spoglie di Ettore e su di esse rompe gli argini con un pianto liberatorio e insospettato fino a quel momento. Il primo passo verso la redenzione e l’abbraccio consapevole del suo tragico destino. Ne sono la riprova le parole di stima che trova per i regali troiani nel congedarsi da Priamo e dalle spoglie di suo figlio Ettore, appena riconsegnatogli.
    Questi, ed altri ingredienti di analoga impronta, ci fanno amare Troy, al di là del rigore filologico e della rispondente fedeltà all’epica storica. Il che, a seconda da che ottica si veda, non è detto sia un fattore negativo: la gloria imperitura nei secoli di Achille da leggenda è diventata realtà e giunta alle sue celebrazioni nel Terzo millennio perché Troy ripercorre motivi antichi tragicamente rivestiti di grande attualità: incarna una storia antica e attuale dove, al di là delle varianti di costume e

    d’epoca, rimangono costanti gli orrori della guerra e l’implacabile dolore di chi ne soffre le conseguenze. Il mito è allora tale da varcare i confini di origine ed esser fatto proprio dalla modernità hollywoodiana. E l’omaggio a tanta valorosa gloria e sentimento può anche dignitosamente elevarsi a romanzo senza offesa. E’ sufficiente dunque non giudicare il Troy di Petersen dall’unica ottica del rigore filologico, per il quale sembra sempre opportuno rimandare ai testi scolastici in grado di far passare un esame sull’argomento, cosa che il film non ci aiuterebbe di certo a fare. Occorre semplicemente dare a Cesare quel che è di Cesare e trovare la giusta collocazione per ogni prodotto. Come i testi scritti stanno alla vera, autentica didattica, così il Troy di Petersen sta al cinema come spettacolo nei termini di quello che deve esser visto come un toccante “romanzo epico”.

    Perle di sceneggiatura

    Incontro tra il pelide Achille e Priamo, re di Troia, sopraggiunto a sorpresa all’accampamento greco per supplicare le spoglie del figlio maggiore Ettore:

    Achille (alquanto sorpreso): “Chi sei tu” ?
    Priamo (in silenzio si inchina e bacia le mani di Achille e inizia a parlare con la voce malferma da vegliardo e rotta dal pianto): “Io mi sono sottomesso a fare quello che nessun altro ha mai fatto prima d’ora. Mi sono inchinato e ho baciato le mani di colui che ha ucciso mio figlio”.
    Achille (quasi sottovoce, incredulo): “Priamo!? Come sei arrivato qui?”.
    Priamo: “Conosco la mia terra molto meglio dei Greci, credo”.
    Achille: “Hai molto coraggio! La tua testa potrebbe finire in una picca in un baleno”.
    Priamo: “E tu credi che questo possa spaventarmi, ora? Ho visto morire il mio figlio maggiore, e ho visto te trascinare il suo corpo dietro la tua biga (un attimo di esitazione prima dell’implorazione). Ridammi quel corpo. Ha diritto all’onore di una sepoltura degna e tu lo sai questo. Consegnalo a me”.
    Achille: “Ha ucciso mio cugino.
    Priamo: “Credeva fossi tu! Quanti cugini hai ucciso tu!? Quanti figli, padri, fratelli e mariti, quanti, glorioso Achille!? Conoscevo tuo padre, se n’è andato prematuramente ma almeno lui non ha vissuto tanto a lungo da vedere la fine di suo figlio! Tu mi hai privato di ogni cosa: del mio figlio maggiore, l’erede al mio trono, il difensore del mio regno! Ciò che è accaduto io non posso cambiarlo, è il volere degli dei, ma tu concedimi questa piccola clemenza. Io ho amato quel mio ragazzo dal momento in cui ha aperto i suoi occhi e dal momento in cui tu glieli hai chiusi. Lasciami lavare il suo corpo, lasciami dire le preghiere e mettergli due monete sugli occhi per il traghettatore d’oltretomba”.
    Achille: “Se ti lascerò uscire da qui, se ti darò il suo corpo, tutto resterà lo stesso. Sarai ancora il mio nemico domattina”.
    Priamo: “E tu il mio nemico stanotte. Ma anche tra nemici può esserci rispetto”.
    Achille: “Ammiro il tuo coraggio (un attimo di esitazione) incontrami fuori tra un momento” (Achille esce dalla tenda per avvolgere il corpo di Ettore e prepararlo per la consegna al padre. E’ su quel corpo che non potrà più trattenersi da un pianto pieno tra singhiozzi e lacrime. E proprio rivolto alle spoglie di Ettore: “Ci rivedremo presto fratello”).
    Achille (alla consegna del corpo di Ettore a Priamo): “Tuo figlio era il migliore dei miei avversari. Nel mio paese i riti funebri durano dodici giorni”.
    Priamo: “Durano tanto anche qui da noi”.
    : “Ettore avrà questo onore. Nessun greco attaccherà Troia per dodici giorni”.
    Priamo (si accorge della presenza della nipote Briseide, creduta morta, in accampamento greco e dopo il loro abbraccio Achille deciderà di lasciarla libera di tornare a Troia con Priamo).
    Achille (rivolto a Briseide): “Sei libera. Se ti ho fatto del male, non era quello che volevo”.
    (…)
    Mentre Priamo e Briseide muovono i loro passi verso il ritorno, Achille rivolge a Priamo le ultime toccanti parole: “Sei un re molto migliore di quello che guida questo esercito”.

    "TU MI HAI DATO LA PACE IN UN MONDO DI GUERRA"
    (il pelide Achille alla principessa troiana Briseide)

    Commenti del regista

    Una guerra antica e conflitti dei nostri giorni:
    Wolfgang Petersen: “E’ evidente che il film può essere letto come una metafora di ciò che accade oggi perché ripropone l’eterna questione dell’orrore scatenato dai conflitti”.
    (“Avvenire on line”: www.db.avvenire.it).

    Commenti dei protagonisti:

    Brad Pitt: “… quello che affascina della guerra raccontata da Omero è l’umanità che pervade tutti i personaggi, il rispetto per il nemico, la pietà per gli sconfitti. Non esiste una netta distinzione tra i buoni e i cattivi, gli eroi si scambiano il proprio ruolo con grande senso dell’onore”.
    (“Avvenire on line”: www.db.avvenire.it)

    Brad Pitt: “Penso che alla fine abbiano tutti bisogno di eroi, di esempi da imitare e da seguire. E’ grazie a questi leader che la storia può insegnare qualcosa. L’Iliade è ancora un’opera sorprendente. Anche a leggerla oggi, gli stessi temi risuonano con molta forza nel periodo che stiamo vivendo. Quindi, sì, c’è ancora posto per gli eroi mitici” Brad Pitt
    (“Trova Cinema by Radio Capital”: www.capital.it/trovacinema/…)

    Links:

    • Wolfgang Petersen (Regista)

    • Eric Bana

    • Brad Pitt

    • Diane Kruger

    • Brian Cox

    • Brendan Gleeson

    • Orlando Bloom

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