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    Home Page > Movies & DVD > Grande Grosso e... Verdone

    LA SATIRA DI CARLO VERDONE COLPIRA' ANCORA GUARDANDO AD UN ITALIA PIU' CAFONA E VOLGARE CHE MAI

    "Carlo Verdone riporta al cinema i suoi più famosi personaggi, ma attualizzandoli agli anni 2000 e rendendoli rappresentativi e testimoni della società italiana di oggi".
    Il produttore Aurelio De Laurentiis

    "Il ritorno ad interpretare alcuni 'caratteri' storici della mia galleria lo devo all'entusiasmo di migliaia di mie fan che, con le loro e-mail sul mio sito, mi pregavano di poterli rivedere ancora una volta. E per la prima volta ho lasciato che fosse il mio pubblico a trovare il titolo e loro hanno optato per 'GRANDE GROSSO E... VERDONE', evocativo di quegli storici personaggi. Il Candido, l'Asfissiante Preciso e Logorroico e il Grande Volgare riprendono anima e si inseriscono, senza comune denominatore questa volta, in tre vicende molto diverse per stile l'una dall'altra...".
    Il regista e attore Carlo Verdone

    (Grande Grosso e... Verdone ITALIA 2008; commedia; 131'; Produz.: Aurelio e Luigi De Laurentiis; Distribuz.: Filmauro)

    Locandina italiana Grande Grosso e... Verdone

    Rating by
    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: Grande Grosso e... Verdone

    Titolo in lingua originale: Grande Grosso e... Verdone

    Anno di produzione: 2008

    Anno di uscita: 2008

    Regia: Carlo Verdone

    Sceneggiatura: Carlo Verdone, Piero De Bernardi e Pasquale Plastino

    Soggetto: Soggetto di Carlo Verdone (in collaborazione con Piero De Bernardi e Pasquale Plastino) concepito come sequel di Un sacco bello, Bianco, Rosso e Verdone e Viaggi di Nozze.

    Cast: Carlo Verdone (Leo, Callisto, Moreno, Politico)
    Claudia Gerini (Enza)
    Geppi Cucciari (Tecla)
    Eva Riccobono (Blanche)
    Andrea Miglio Risi (Severiano)
    Emanuele Propizio (Steven)
    Martina Pinto (Lucilla)
    Clizia Fornasier (Carmela)
    Vincenzo Fiorillo (Clemente)
    Alessandro Di Fede (Sisto)
    Stefano Natale (Guerrino)
    Anna Maria Torniai (Olga)
    Roberto Farnesi (Fabio Muso)
    Marco Minetti (Mirco Crestadoro)

    Costumi: Tatiana Romanoff

    Scenografia: Luigi Marchione

    Fotografia: Danilo Desideri

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    Primo Atto:

    La famiglia Nuvolone, composta da Leo, Tecla e i due figli Clemente e Sisto, si sveglia di buonora per partecipare ad un importante raduno nazionale di boy scout. L’atmosfera serena della giornata viene bruscamente interrotta dalla morte improvvisa dell’anziana madre di Leo che vive con loro. Dopo aver chiamato il medico, che constata l’avvenuto decesso, Leo e Tecla devono occuparsi del funerale, dalla scelta della bara alla sepoltura, ma un impresario di pompe funebri sbucato dal nulla fa precipitare la famiglia Nuvolone in una sorta di incubo surreale.
    Dopo la cerimonia funebre in chiesa, la povera bara e la famiglia Nuvolone attraversano una serie di “disgrazie” fino a quando, stremati, arrivano al piccolo cimitero fuori Roma. Ma anche lì, non è ancora finita! L’arrivo di Guerrino, il fratello di Leo che vive in Australia, crea ulteriore scompiglio. Nel piccolo deposito del cimitero ci sono due bare perfettamente identiche senza nessun segno di distinzione. Dopo una grande lite col fratello, Leo riesce a stabilire qual è la bara della povera mamma e a prendere una decisione importante per dare finalmente pace alla salma.

    Secondo Atto:

    Callisto Cagnato, grande e temuto professore universitario di Storia dell’Arte, ha un figlio, Severiano, che studia pianoforte al Conservatorio. Il carattere dispotico e severo di Callisto ha reso il figlio profondamente insicuro e timido. Callisto si rende conto che Severiano, ormai ventenne, non ha molti rapporti con l’esterno, tanto meno con le ragazze. Durante un esame universitario, rimane favorevolmente impressionato da Lucilla, una ragazza intelligente ma dai modi modesti ed educati. La invita a casa per farla conoscere al figlio. Inaspettatamente fra i due ragazzi nasce un sentimento piuttosto forte. Entrambi si sentono vittime delle circostanze della vita: Severiano per avere un padre così severo ed accentratore e Lucilla perché orfana di genitori e cresciuta fra le suore dove tuttora vive.
    Callisto è molto soddisfatto di come vanno le cose fra i due ragazzi perché vanno esattamente come aveva programmato lui. Ma non ha pensato che i due insieme si sentono più forti e cominciano a desiderare più libertà da quel regime dittatoriale che vige in casa. Durante una visita speciale alle catacombe, organizzata da Callisto in una zona vietata al pubblico, avviene il miracolo: Callisto si perde nei cunicoli labirintici e non riesce a trovare l’uscita. Diventa notizia da telegiornale. Dopo una settimana di ricerche, le speranze di trovarlo in vita diminuiscono nettamente. Severiano e Lucilla possono finalmente vivere il loro amore in piena libertà. Dormono insieme per la prima volta ma all’alba li attende un triste risveglio…

    Terzo atto:

    Moreno Vecchiarutti e sua moglie Enza, con il figlio quattordicenne Steven, sono in partenza per una vacanza a Taormina nell’albergo più prestigioso della località. Il loro nucleo familiare è attraversato da una profonda crisi e fanno anche ricorso alla terapia di coppia. Fra Moreno e Enza c’è il classico momento di stanchezza e di mancanza di desiderio aggravato da un figlio che sembra interessarsi solo al calcio. Non hanno problemi economici, anzi la loro attività di gestori di vari negozi di telefonia li ha resi piuttosto “benestanti”. Su consiglio dello psicologo che segue il figlio Steven, decidono di “ritrovarsi” compiendo una vacanza tutti e tre insieme, ma scelgono la località sbagliata e l’hotel sbagliato. La sobrietà, unita alla grande eleganza, dell’hotel San Domenico, insieme ad una località piena di storia della Magna Grecia, quale Taormina, sono estremamente lontani per un nucleo familiare targato villaggio turistico. La direzione dell’albergo si rende conto di avere accettato tre persone assolutamente impresentabili nell’abbigliamento e nel comportamento. Moreno pensa che possa essere un grado di “distinzione” elargire mance su mance, anche quando la situazione non lo richiede. La silenziosa piscina dell’hotel al loro arrivo diventa una piscina comunale, fatta schizzi d’acqua ovunque, grida, squilli di cellulari, tanto da spingere alcuni degli ospiti ad abbandonarla e altri ancora ad abbandonare lo stesso albergo.
    Durante la vacanza, i loro conflitti anziché svanire si acuiscono. Moreno è attratto da un ospite dell’albergo, Blanche, una donna bella e raffinata, molto lontana dai canoni a cui lui è abituato. Le attenzioni che Moreno le rivolge ingelosiscono Enza che, in un accesso d’ira, lo molla insieme al figlio per trasferirsi in un altro albergo da sola. Qui viene presa di mira da Fabio Muso, un attore diventato famoso solo per aver partecipato a un reality televisivo. Lusingata, Enza si lascia corteggiare da lui, mentre Moreno, parallelamente, fa lo stesso con Blanche che, nonostante tutto, trova le sue maniere cafone, molto divertenti. Steven si trova fra due fuochi e, come al solito, trascurato dai suoi genitori. L’unica persona che gli offre amicizia e comprensione è Carmela, la giovane ragazza che lavora alla reception dell’albergo. Sia Moreno che Enza si lasciano andare con entusiasmo al brivido di queste nuove situazioni ma andranno incontro ad un epilogo sorprendente che non avevano assolutamente previsto.

    Dal >Press-Book< di Grande Grosso e... Verdone.

    Nota: Si ringrazia Rosa Esposito (Ufficio Stampa Filmauro) per la gentile collaborazione.

    Commento critico (a cura di PATRIZIA FERRETTI)

    FLASH MOVIE:

    TRE ATTI DIVERSI TRA LORO PER UN UNICO REVIVAL: IL CARLO VERDONE CARATTERISTA DEGLI ESORDI DI CARRIERA, DEI PRIMI SUCCESSI. MA QUESTA VOLTA SI DIREBBE CHE LA FASE MATURA LO ABBIA IMPOVERITO IN FRESCHEZZA ED ENTUSIASMO. SI HA COME L’IMPRESSIONE DI TROVARCI DI FRONTE AD UNA ESERCITAZIONE TECNICA IN SENO AD UNA PARABOLA DI SINTESI, I CUI AGGIORNAMENTI REALISTICI CHE TENGONO CONTO DELLA NATURALE EVOLUZIONE TEMPORALE DEI PERSONAGGI, DENOTANO UNA CRESCITA IN PATETISMO PIU’ CHE IN ESTENSIONE DI COMICITA’. LO STILE DELL’INSIEME RISULTA DIFATTI BALZELLANTE TRA LE POCHE GAGS - ALCUNE ANCHE CARINE, ALTRE REIMPIEGATE DI SECONDA MANO COME QUELLA DI ESSERE SCAMBIATO PER IL CAMERIERE, ‘FUOCHI D’ARTIFICIO’ DI LEONARDO PIERACCIONI DOCET - E IL LANGUORE PALPABILE IN FATTI E SITUAZIONI, SMORZATI NEL RITMO E DUNQUE NELL’INTERESSE. UN CONTENITORE, PER COSI’ DIRE, UN PO’ANNACQUATO E SENZA TROPPO COLLANTE, CHE RISERVA QUALCHE MARCIA IN PIU’ ALL’INIZIO – LA’ DOVE VERDONE

    FA COPPIA CON GEPPI CUCCIARI AL SUO ESORDIO SUL GRANDE SCHERMO - E ALLA CONCLUSIONE DEL TRITTICO, LA’ DOVE TORNA IL TARGET CAFONE, QUESTA VOLTA AMPLIFICATO DI SEGNO, IN QUANTO A DIMENSIONE FAMILIARE (VECCHIARUTTI-SESSA). E’ QUI CHE SI IMPONE ALL’ATTENZIONE UNA PROROMPENTE, AUDACE E TENERA CLAUDIA GERINI CHE DA’ IL MEGLIO DI SE’ IN IMPROBABILI DANZE ARABE. MENTRE L’EPISODIO CENTRALE E’ TOTALMENTE ASSERVITO ALLA PERFORMANCE DI VERDONE NELLE VESTI DEL PROFESSORE DI STORIA DELL’ARTE, PADRE OSSESSIVO MANIACALE DISTRUTTIVO E IPOCRITA COME NON MAI, CORROTTO COME I TANTI AMICI POLITICI CON CUI E’ IN CONTATTO. UNO DEI PERSONAGGI DI PUNTA DEL CARNET CARATTERISTA DI VECCHIA DATA DI CARLO VERDONE CON CUI, D’ALTRA PARTE, SI NEGA L’OCCASIONE DI AFFONDARE LA MANO NELLA SATIRA POLITICA VERA E PROPRIA, LIMITANDOSI A LASCIARLA SULLO SFONDO MENTRE INTORNO A SE’ CREA ILVUOTO, AFFATTO COLMATO DA ATTORUCOLI DI MERO RIEMPIMENTO, ASSERVITI, APPUNTO, UNICAMENTE, AL SUO PERSONAGGIO. INSOMMA,

    NEL COMPLESSO, SI PUO’ AL MASSIMO SORRIDERE QUA E LA’ MA NIENTE PIU’. MEGLIO GUARDARE AVANTI CHE INDIETRO.

    Commenti del regista

    La nascita di questo film è avvenuta quasi “su commissione”. Per spiegarmi meglio, tra il 2006 e il 2007 sono giunte quasi 1400 mail al mio Fan Club dove la richiesta o il suggerimento era sempre lo stesso: “Facci vedere ancora una volta i tuoi personaggi…”. All’inizio non dico di esser rimasto sordo a questa valanga di richieste, ma certamente avevo un po’ di perplessità. Il pericolo maggiore era rappresentato dal combattere con il mio passato e l’allarme era quello di dover evitare assolutamente qualche patetismo nel trucco.

    Mi sono così preso, come richiesto dal mio produttore, un mese di tempo per valutare l’opportunità di rimettere in pista tre dei miei più riusciti personaggi: il Candido di Un sacco bello e Bianco, Rosso & Verdone, l’Asfissiante Preciso e Logorroico di Bianco, Rosso & Verdone e Viaggi di Nozze e il Grande Volgare di Viaggi di Nozze. Ma rifarli tali e quali sarebbe stato un grande errore. Ecco allora che, con gli sceneggiatori Piero De Bernardi e Pasquale Plastino, abbiamo pensato di estrarre il “dna” di questi tre caratteri ed immaginare una naturale loro evoluzione negli anni. Quindi li ritroveremo sposati, con figli e con l’età precisa che mi appartiene. Un trucco efficace ma nuovo e direi anche sobrio.

    Definire Grande grosso e… Verdone un film ad episodi è sbagliato. Parlerei invece di tre piccoli film, tre piccole storie completamente diverse tra loro nello stile e nei toni. Non esiste comun denominatore se non il tema de “il candore contrapposto alla grande, immensa volgarità dei nostri tempi”. Questo tema lega le tre storie. La prima, quella della cattolica Famiglia Nuvolone, è una fiaba tragicomica di un nucleo famigliare alle prese con l’impossibilità di dare pace alla bara della mamma del capofamiglia, Leo Nuvolone, scomparsa il giorno di un grande raduno scout al quale i Nuvolone avrebbero dovuto partecipare con i loro due figli.

    Il secondo episodio riguarda il professor Callisto Cagnato, docente di Storia dell’Arte alla Sapienza e di suo figlio Severiano. Vedovo di ben tre mogli, questo personaggio è di una cattiveria e diabolicità uniche. Il tema della doppia personalità di un uomo in apparenza serio, pieno di etica, stimato e temuto per la sua severità, si contrappone ad una vita assolutamente amorale, dissoluta, cinica e prepotente. Far ridere con questo personaggio era un’autentica scommessa. Ma credo di averla vinta con una delle mie migliori interpretazioni di sempre. Critica sociale e critica anche politica sono i punti di forza di questo “diavolo” che sembra uscito, anche per il suo rapporto con il candido e mite figlio, da un tetro racconto ottocentesco.

    Moreno Vecchiarutti, sua moglie Enza Sessa e il loro figlio Steven, sono l’emblema della cafoneria di oggi. Ignoranti ma ricchi, grazie alla proprietà di un’infinita catena di negozi di cellulari, decidono (per ritrovare un dialogo ed una passione svaniti negli anni) di andare in vacanza nel luogo meno adatto a loro: l’Hotel San Domenico di Taormina, di sobria eleganza ed antica tradizione. Il loro figlio, diffidato allo stadio ed in cura da uno psicologo per il suo difficile carattere, è impresentabile quanto loro. Questa vacanza, un errore in tutti i sensi, frantuma il loro stanco rapporto ed andranno incontro ad una lite furibonda che li porterà a corteggiare, separatamente, di nascosto, due personaggi assolutamente sbagliati per entrambi. Due personaggi ben più volgari della loro volgarità. Se ne accorgeranno alla fine… E forse, l’errore da loro commesso, porterà al tentativo di ricomporre la loro relazione e a comprendere quanto erano falsi i miti da loro inseguiti.

    La cura del direttore della fotografia, Danilo Desideri, è stata quella di dare un’impronta ben precisa a ciascuno dei tre piccoli film. Se il primo vive di colori favolistici, il secondo è un esercizio di stile fatto di luci ed ombre che ci riporta ad una letteratura cinematografica quasi nordica, molto lontana dai colori della commedia all’italiana. Ed il terzo si pone al servizio del tema: eleganza cromatica delle location e volgarità ben dettagliata nei volti e nelle acconciature estreme dei personaggi.

    Ho messo tanta cura nella direzione degli attori, volevo fossero perfetti. Perché questo è un film che vive anche di caratteri e coralità. Ognuno di loro mi ha dato il massimo, tanto da ritenere questo cast il migliore in assoluto della mia carriera. E devo ringraziare per questo i miei collaboratori che, con passione ed amore, mi hanno aiutato in questa ennesima fatica, dove l’affiatamento e la perfetta sintonia me la faranno ricordare come una delle più belle pagine del mio ormai lungo lavoro.

    Credo che molte battute ed atteggiamenti saranno destinati a rimanere nell’immaginario di gran parte del pubblico. Ma io non ho fatto altro che sottolineare, alla mia maniera, tutto ciò che ci circonda e che spesso ci passa ormai inosservato per assenza di stupore.

    Visto quindi che i miei fan mi hanno indirizzato verso questo film, del quale sono veramente fiero, ho pensato che dovessero essere proprio loro a trovare il titolo e a togliermi le castagne dal fuoco. E così la proposta di uno di loro, Gabriele Cosmelli, ha trovato subito la stragrande maggioranza nella scelta. Da qui: Grande grosso e… Verdone.

    A proposito del rapporto con gli attori:

    "... Con Claudia Gerini sapevamo che ci saremmo ritrovati sul set prima o poi: abbiamo la stessa ironia e non può che essere un piacere enorme tornare a far ridere insieme. Con Geppi Cucciari, star di Zelig, avrò stimoli nuovi per il candido Leo. ma l'esordio assoluto di Eva Riccobono e l'aver accanto attori giovanissimi come Andrea Miglio Risi, Emanuele Propizio, Martina Pinto e Clizia Fornasler non potrà che portare una bella coralità ed energia fresca. Sicuramente sarà tra i miei film più faticosi, ma il mio obiettivo è uno solo: far divertire attraverso una critica di costume e di linguaggio, contrapponendo questa volta al mondo degli adulti il mondo dei giovani. Se ci riuscirò sarà stata una dolce fatica".

    Commenti dei protagonisti:

    CLAUDIA GERINI:

    "Dopo oltre dieci anni provo la stessa emozione della prima volta che ho lavorato con Carlo. professionalmente, il nostro è stato un matrimonio felicissimi e tra noi c'è una grande intesa. Quando ho girato 'Viaggi di nozze' ero molto intimorita perché ero una sua grande fan e ora mi rendo conto di provare esattamente le stesse sensazioni. però sono anche piena di entusiasmo, mentre leggevo la sceneggiatura non smettevo più di ridere e sono certa che ci divertiremo tantissimo".

    Links:

    • Carlo Verdone (Regista)

    • Claudia Gerini

    • Carlo Verdone

    • Geppi Cucciari

    • Clizia Fornasier

    • Il regista CARLO VERDONE, interpreti e produttori presentano alla stampa 'GRANDE GROSSO e... VERDONE' (Interviste)

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    Galleria Video:

    Grande Grosso e Verdone.mp4

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