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    Home Page > Movies & DVD > Il vento che accarezza l'erba

    PALMA D'ORO AL FESTIVAL DI CANNES 2006: IL VENTO CHE ACCAREZZA L'ERBA

    "Quello che ha rappresentato una sfida... è stato trovare l'equilibrio tra l'autenticità del periodo e il mantenere l'atmosfera del film contemporanea ed attuale... Non si potrà mai ricreare il passato con precisione, si tratta sempre di un'approssimazione ma il tentativo è quello di catturare lo spirito ed evitare ogni cliché... Non lo definirei un film anti-britannico ed incoraggerei le persone a vedere la propria lealtà in maniera orizzontale al di là dei confini nazionali, quindi non si tratta di un film sugli inglesi che maltrattano gli irlandesi. Le persone in una determinata posizione sociale hanno in comune con persone di un altro paese ma nella stessa posizione sociale molto più di quanto non abbiano in comune, diciamo, con quelli che sono al vertice della propria società... Gli inglesi hanno lasciato una terribile eredità in Irlanda e le forze progressiste hanno subito enormi battute d'arresto dopo il Trattato. Ma ciononostante, e nonostante la sofferenza che viene illustrata, rimane il fatto che gli inglesi se ne andarono a passo deciso. In questo c'è un elemento di speranza".
    Il regista Ken Loach

    (The Wind That Shakes the Barley GERMANIA, ITALIA, SPAGNA, FRANCIA IRLANDA, UK, 2006; Dramma di guerra; 124'; Produz.: (...); Distribuz.: BIM Distribuzione)

    Locandina italiana Il vento che accarezza l'erba

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    Titolo in italiano: Il vento che accarezza l'erba

    Titolo in lingua originale: The Wind That Shakes the Barley

    Anno di produzione: 2006

    Anno di uscita: 2006

    Regia: Ken Loach

    Sceneggiatura: Paul Laverty

    Cast: Cillian Murphy (Damien)
    Pádraic Delaney (Teddy)
    Liam Cunningham (Dan)
    Orla Fitzgerald (Sinead)
    Mary O'Riordan (Peggy la nonna)
    Mary Murphy (Bernadette la madre)
    Laurence Barry (Micheail)
    Damien Kearney (Finbar)
    Frank Bourke (Leo)
    Myles Horgan (Rory)
    Martin Lucey (Congo)
    Aidan O’Hare (Ragazzo)
    Shane Casey (Kevin)
    John Crean (Chris)
    Mairtin de Cogain (Sean)
    Cast completo

    Musica: George Fenton

    Costumi: Eimer Ní Mhaoldomhnaigh

    Scenografia: Fergus Clegg

    Fotografia: Barry Ackrod

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    "Irlanda 1920: i lavoratori della terra e della campagna si uniscono per formare degli eserciti di guerriglieri volontari per affrontare le spietate squadre dei 'Black and Tan' che vengono mandate dalla Gran Bretagna per fermare il tentativo dell’Irlanda di conquistare l’indipendenza.

    Spinto da un profondo senso del dovere e dall’amore per il proprio paese, Damien abbandona la carriera borghese di medico e si unisce al fratello, Teddy, in una pericolosa e violenta lotta per la libertà. Mentre l’audace tattica dei combattenti per la libertà porta gli inglesi al punto di rottura, entrambe le parti finalmente concordano un trattato che ponga fine al massacro. Ma, nonostante la vittoria apparente, esplode la guerra civile e le famiglie, che hanno combattuto fianco a fianco, si trovano a misurarsi gli uni contro gli altri da nemici giurati mettendo a durissima prova la loro fedeltà".

    Dal >Press-Book< di Il vento che accarezza l'erba

    Commento critico (a cura di Patrizia Ferretti)

    GUARDARE AL PASSATO PER IMPARARE A VIVERE MEGLIO IL PRESENTE.
    SEMBRA QUESTO UN IMPUT PRIORITARIO PER KEN LOACH, PALMA D’ORO A CANNES PER ‘IL VENTO CHE ACCAREZZA L’ERBA’, DOVE A UNDICI ANNI DI DISTANZA DA ‘TERRA E LIBERTA’’, APPUNTA UNO SGUARDO LUCIDO E NUDO, SENZA FRONZOLI O VELI INUTILI, SULLE LOTTE PER L’INDIPENDENZA IRLANDESE DEGLI ANNI VENTI. UN DRAMMA INIZIATO CON L’ESECUZIONE DI UN RAGAZZO APPENA DICIASSETTENNE, DIPANATO NEL CORSO DEL FILM COME UNA MATASSA QUASI IMPOSSIBILE DA SGROVIGLIARE, SFOCIATO POI NELLA GUERRA CIVILE CHE RAGGIUNGE IL SUO CLIMAX CON L’AGGHIACCIANTE SEQUENZA DEI DUE FRATELLI, UNO CONTRO L’ALTRO FINO ALL’INIMMAGINABILE. UN MOTIVO, QUELLO DI GUARDARSI INDIETRO PER METTERE IN GUARDIA SU ALTRE GUERRE E ALTRI GIOCHI DI POTERE DEL PRESENTE, CHE ACCOMUNA LOACH AL CLINT EASTWOOD DI ‘FLAGS OF OUR FATHERS’, (PERSINO NEL GIORNO DI USCITA AL CINEMA DEI RISPETTIVI FILM). STORIE ED EPOCHE DIVERSE PER PORGERE LO STESSO SOSTANZIALE MESSAGGIO,

    A RICORDARCI CHE LA STORIA DOVREBBE ESSERE ‘MAGISTRA VITAE’ NON SOLO SULLA CARTA, MA ANCHE NEI FATTI.

    Commenti dei protagonisti:

    CILLIAN MURPHY(Damien):

    "Damien è uno studente di medicina alla University College di Cork, dove si è appena laureato. Ha vinto un posto a Londra per fare il tirocinio medico – all’epoca andare a Londra sarebbe stata una cosa straordinaria, un’opportunità che non si presentava a molti dei suoi colleghi. L’idea di andare a Londra, di stare lontano da tutte quelle lotte, lo attrae enormemente. Questa possibilità rende ancora più difficile la sua scelta di restare. Ho pensato che fosse ciò di cui erano testimoni a il loro coinvolgimento personale a spingere questi uomini a fare ciò che facevano. Una cosa è avere un ideale, aspirare a qualcosa, e un altro conto è prepararsi a combattere... Il fatto che Damien sia un dottore che si ritrova ad ammazzare la gente è molto potente dal punto di vista drammatico – tuttavia vi sono precedenti storici. Ernie O’Malley, che ha scritto della sua esperienza come volontario, era un dottore. Sento che l’unica maniera che ha Damien per gestire questa situazione è di avere uno scopo, e quindi farsene assorbire. Molti uomini devono essersi comportati così, specialmente quelli simili a Damien, che avevano altre possibilità davanti a loro. Devono aver avuto bisogno di concentrarsi su un obiettivo, ed una enorme forza di volontà per perseguirlo. In qualche modo, Damien deve tentare di non considerarli omicidi, bensì scopi, obiettivi da perseguire per arrivare a qualcosa ancora più importante di se stesso. Si afferra ad un ideale, ma io credo che Damien senta anche che non potrebbe vivere se si arrendesse – gli resterebbe per sempre il “che sarebbe successo se”. Per questo deve perseverare. Si rende conto che tutt’intorno vi è una sensazione molto potente che “ci siamo quasi”, e che questa è l’opportunità, e che se ci fermiamo adesso la perderemo – che abbiamo qualcosa di significativo a portata di mano".
    PÁDRAIC DELANEY (Teddy):

    "Teddy è il genere di persona che diventa un leader dando l’esempio. Si è trovato in molte più imboscate di Finbar, per esempio. Sebbene Finbar possa essere il leader del gruppo, io credo che la gente sia attratta da Teddy. Egli impara il giusto modo di esprimersi quando la situazione diventa più complicata, ma all’inizio è un uomo di poche parole. Vi è una grande forza nel silenzio, ed ancora una volta ciò è qualcosa che attira la gente.
    Sin dall’inizio ha già visto tantissima azione, e questo lo ha indurito – probabilmente condizionandolo ad essere così com’è. Possiede le qualità della gente che è stata costretta a crescere in fretta, e che non si è potuta permettere il lusso di scegliere, oltre ad aver vissuto tantissime esperienze... credo che i ruoli di Damien e Teddy si invertano verso la fine del film. Damien diventa quello testardo, coi paraocchi, questo è quello in cui credo e basta, quel che era Teddy all’inizio. Quando la situazione si complica, loro semplicemente non si fermano per concedersi il tempo di ascoltarsi reciprocamente. Questo è un qualcosa che accade spessissimo, soprattutto tra fratelli: l’incapacità di ascoltarsi a vicenda, e tuttavia Teddy non vuole realmente che esista tra loro un conflitto del genere
    ".

    Altre voci dal set:

    Lo sceneggiatore PAUL LAVERTY:

    "Dopo mesi di lettura, è stato il personaggio di Peggy (la Nonna proprietaria della fattoria, interpretata da Mary O’Riordan), che ha cominciato a svilupparsi per prima nella mia testa. In Irlanda mi ha colpito quanto fosse intenso il senso del ricordo, ho immaginato una persona come Peggy da bambina, che aveva vissuto l’esperienza dello sfratto durante la carestia e poi di nuovo trentenne, magari con dei figli, durante la depressione che aveva colpito il settore agricolo negli anni ’70 dell’800. La carestia ebbe delle conseguenze così catastrofiche e per molti aspetti fu la conseguenza del fatto che l’Irlanda era una colonia; anche mentre gli irlandesi morivano di fame gli inglesi continuavano ad esportare cibo. Peggy ha subito così tante ingiustizie e sofferenze da essere una ribelle fino al midollo. E’ assolutamente contro il dominio inglese e in nessun caso si lascerà scacciare una terza volta. Con il trasferimento dei ricordi da una generazione all’altra, Peggy è stata la chiave per trovare gli altri personaggi".

    E, a proposito della 'radice della storia':

    "Da lei (Peggy), sua figlia Bernadette (interpretata da Mary Murphy) e la nipote Sinead (interpretata da Orla Fitzgerald), potevamo avere un’idea del ruolo svolto dalla popolazione locale nella guerra, in particolare le donne, idea che doveva essere parte integrante della sceneggiatura. Era importante sottolineare che si trattava di guerriglia e che i volontari riuscirono a sfidare il potere dell’Impero Britannico perché godevano dell’appoggio della popolazione locale che mise loro a disposizione case sicure, nascondeva le pistole (reato punibile con la morte) e svolse un ruolo chiave nella rete di intelligence dell’IRA. Quindi la casa colonica, e tre generazioni di donne che ci vivono, sono diventati la radice della storia".

    Il punto di vista della storia

    "Poiché la Guerra d’Indipendenza era una situazione alla Davide e Golia è facile cadere in una visione romantica della lotta... Non c’è nulla di romantico in quella vita: era terrificante e devastante. Sebbene in ogni resistenza ci sia cameratismo che provoca una senso di eccitazione c’è anche una tremenda paura. Vedersi sparare contro o essere ucciso è un’esperienza molto traumatica e danneggia la psiche delle persone. Non è una sorpresa il fatto che chi ha vissuto la guerra semplicemente non vuole parlarne. Pertanto, ero determinato a non trasformare in qualcosa di romantico l’inevitabile violenza che si verifica. Quello che mi ha veramente colpito è stato il coraggio dimostrato dalla gente del posto, nonostante le avversità. La capacità di resistenza della gente comune è sempre un qualcosa che le forze di occupazione sottovalutano e presumono di poterla schiacciare. La maggior parte dei volontari era costituita da giovanissimi e doveva essere così perché nascondersi in campagna per mesi richiedeva tantissima resistenza fisica... (questa storia) è dinamica e drammatica, parla di giovani che fanno delle scelte molto radicali nella propria vita; parla di coraggio, paura, tradimento; l’eccitazione della lotta per l’indipendenza e anche il terrore della guerra".

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    • Cillian Murphy

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