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    Home Page > Movies & DVD > Orgoglio e pregiudizio

    QUESTIONI DI CUORE NELL'INGHILTERRA DI FINE 18° SECOLO: ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

    "Quello che ho imparato dirigendo 'Charles', il mio primo lavoro storico, è che se usi i particolari di un periodo in modo molto preciso insieme alle verità emotive, tutto diventa attuale anche per un pubblico moderno... L'establishment dell'Inghilterra guardava al di là della Manica alla Rivoluzione francese chiedendosi come questa li avrebbe toccati. I ceti alti erano terrorizzati e avevano deciso di mischiarsi di più con le classi più modeste. Persone del ceto di Darcy e Bingley partecipano ai balli organizzati nelle sale dei piccoli villaggi. Qui si mescolano con gente che precedentemente non avrebbero mai avuto occasione di incontrare in società. Era un tempo assolutamente nuovo per la società. Per le giovani donne tutto questo era molto emozionante; come se oggi, per esempio, il re William apparisse in una discoteca della High Street. Improvvisamente si aprivano più ampie prospettive di matrimonio. Bingley riesce a entrare bene nella situazione mentre sua sorella Caroline è terrorizzata dall'idea di mischiarsi con quel tipo di gente"
    Il regista Joe Wright

    (Pride & Prejudice, Gran Bretagna 2005; commedia; 127’; Produz.: Universal Pictures/Studio Canal/Working Title; Distribuz.: UIP)

    Locandina italiana Orgoglio e pregiudizio

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    Celluloid Portraits:




    Trailer

    Titolo in italiano: Orgoglio e pregiudizio

    Titolo in lingua originale: Pride & Prejudice

    Anno di produzione: 2005

    Anno di uscita: 2005

    Regia: Joe Wright

    Sceneggiatura: Deborah Moggach

    Soggetto: Dal romanzo omonimo di Jane Austen la prima versione cinematografica dopo 65 anni.

    Cast: Brenda Blethyn (signora Bennet)
    Donald Sutherland (signor Bennet)
    Keira Knightley (Elizabeth/Lizzie Bennet)
    Rosamund Pike (Jane Bennet)
    Jena Malone (Lydia Bennet)
    Talulah Riley (Mary Bennet)
    Carey Mulligan (Kitty Bennet)
    Simon Woods (Charles Bingley)
    Kelly Reilly (Caroline Bingley)
    Matthew Macfadyen (signor Darcy )
    Tom Hollander (signor Collins)
    Claudie Blakley (Charlotte Lucas)
    Sylvester Morand (Sir William Lucas)
    Judi Dench (Lady Catherine de Bourg)

    Musica: Dario Marianelli

    Costumi: Jacqueline Durran

    Scenografia: Sarah Greenwood

    Fotografia: Roman Osin

    Scheda film aggiornata al: 25 Novembre 2012

    Sinossi:

    In breve:

    "La classica storia di amore e equivoci si svolge nell'Inghilterra rigidamente divisa in classi verso la fine del 18mo secolo. Le cinque sorelle Bennet - Elizabeth, o Lizzie (Keira Knightley), Jane (Rosamund Pike), Lydia (Jena Malone), Mary (Talulah Riley), e Kitty (Carey Mullighan) - sono cresciute assolutamente consapevoli della fissazione della loro madre (Brenda Blethyn) di trovar loro un marito e assicurare loro un futuro sicuro. La vivace e intelligente Elizabeth, invece, si sforza di vivere la sua vita con una prospettiva più ampia, incoraggiata in questo da suo padre (Donald Sutherland) che la adora.
    Quando il ricco scapolo Charles Bingley (Simon Woods) si trasferisce a vivere in una casa vicina, i Bennet non stanno più nella pelle. Tra la sofisticata cerchia di amici londinesi e l'affluenza dei giovani ufficiali della milizia, non ci sarà sicuramente penuria di pretendenti per le sorelle Bennet. La figlia più grande Jane, placida e bellissima, sembra destinata a vincere il cuore del signor Bingley. Dalla sua, Lizzie incontra il bello e, sembrerebbe, snob Signor Darcy (Matthew Macfadyen) e così comincia la battaglia tra i sessi.
    I loro incontri sono frequenti e vivaci ma lontani dal far presagire qualcosa di più. Lizzie si scopre ancora meno incline ad accettare una proposta di matrimonio di un cugino lontano, il signor Collins (Tom Hollander) e, supportata da suo padre, sosrprende sua madre e il signor Collins rifiutando. Quando il finora amabile signor Bingley riparte improvvisamente per Londra distruggendo di dolore Jane, Lizzie incolpa il signor Darcy di aver contribuito a questa separazione. Ma una crisi che coinvolge la sorella più piccola Lydia apre presto gli occhi di Lizzie sulla vera natura del suo rapporto con il signor Darcy.
    Il successivo impeto di sentimenti non lascia nessuno immutato e ispira i Bennet e tutti intorno a loro a riaffermare quello che è più importante nella vita".

    In dettaglio:

    "In un angolo rurale dell'Inghilterra della fine del 18mo secolo, alla signora Bennet arrivano notizie eccitanti. Un giovane uuomo, ricco e single, si è trasferito a Netherfield Park, una tenuta non molto lontana da casa sua. Con cinque figli e pochi soldi decide che il nuovo arrivato deve sposare una di loro e trasforma il suo intento in una vera e propria missione.
    Compiacentemente il nuovo arrivato, Charles Bingley, viene immediatamente attratto, durante un ballo, dalla figlia più grande, Jane, la più bella e gentile della famiglia. Sfortunatamente il suo amico, ancora più appetibile, il bello ma distante Fitzwilliam Darcy, non ha nessuna voglia di abbassarsi tra la gente di provincia. Rifiuta di ballare con Elizabeth Benneth senza accorgersi che lei per caso sente il suo commento offensivo.
    Un invito della altezzosa sorella di Bingley ispira la signora Bennet a spedire Jane a cavallo sotto la pioggia così da fare in modo che lei debba trascorrere lì la notte. Superando le aspettative della madre Jane si ammala e Elizabeth la raggiunge. Conoscendola più da vicino Darcy inizia ad ammirare la vivace e intelligente Lizzy mentre lei si diverte ad alimentare la misera impressione che ha di lui.
    L'arrivo della milizia in città porta l'aitante sSignor Wickham all'attenzione di Elizabeth e in un loro veloce incontro a tu per tu, lui le rivela che ha subito delle ingiustizie da Darcy in una faccenda che li ha riguardati. I Bennet ricevono anche un visitatore sgradito, l'ampolloso signor Collins, il parente che, alla morte del Signor Bennet, erediterà la loro casa ma che si offre di sposare una delle ragazze. Dissuaso dallo scegliere Jane dalla confidenza della Signora Bennet che gli rivela che la ragazza sta per fidanzarsi, il Signor Collins fissa la propria scelta su Elizabeth.
    I destini romantici delle due ragazze dipendono da un ballo a Netherfield, dove Lizzie, delusa dall'assenza del Signor Whickam, incolpa Darcy mentre il resto della famiglia Bennet si espone in pubblico con allegra volgarità. Immediatamente dopo i Bingley partono improvvisamente, lasciando Jane con il cuore spezzato e Elizabeth indignata. Elizabeth rifiuta, causando tumulti in famiglia, la proposta del Signor Collins. Sgomentandola, la sua amica Charlotte Lucas accetta sorprendentemente di sposare il signor Collins.
    Qualche tempo dopo Elizabeth va a far visita ai neo-sposini e conosce la benefattrice del Signor Collins, l'arrogante Lady Catherine de Bourg. Lady Catherine sta intrattenendo due giovani uomini, uno dei quali è il signor Darcy che sorprende Elizabeth con una dichiarazione d'amore passionale ma goffa. Lei lo rifiuta accusandolo di aver distrutto la felicità di Jane e i progetti del Signor Wickham. Si separano furiosamente ma lui le scrive una lettera che la obbliga a guardare gli eventi sotto una luce diversa, ed in particolare la perfidia del Signor Wickham.
    Al suo ritorno a casa Elizabeth cerca di intervenire quando la sorella minore, la testa matta Lydia, viene invitata a Brighton al seguito della milizia partente, ma suo padre ride delle sue preoccupazioni per la ragazza. Lizzie accetta con gioia la possibilità di una fuga e accompagna i suoi rispettabili zii in un giro del Peak District. Quando questi insistono nel visitare Pemberley, la magnifica tenuta di Darcy nel Derbyshire, Lizzie, che è mortificata di dover incontrare ilmsignor Darcy, viene gettata in grande agitazione dal caldo benvenuto di lui. Proprio quando i due sembrano iniziare a comprendersi, scoppia uno scandalo. Lydia è scappata con Wickham. La suspense angosciosa si tramuta in sollievo quando tra i due viene arrangiato un matrimonio. Lydia e Wickham ritornano trionfanti e Lizzie lascia scivolare il fatto che il signor Darcy è stato responsabile della loro buona sorte e del matrimonio. Ora, quando sembra ormai troppo tardi, Elizabeth si rende conto di quanto in realtà ami Darcy. L'improvviso ritorno di Bingley, accompagnato da Darcy, accende la speranza che Elizabeth e Darcy possano superare il loro orgoglio e i loro pregiudizi per vivere un futuro felice insieme".

    Dal >Press-Book< di Orgoglio e Pregiudizio

    Commento critico (a cura di Patrizia Ferretti)

    QUESTA NUOVA VERSIONE CINEMATOGRAFICA DI ‘ORGOGLIO E PREGIUDIZIO’, DELIBERATAMENTE FEDELE AL CLASSICO ROMANZO DI JANE AUSTEN, SCARTA DAL MELODRAMMA LASCIANDO GALLEGGIARE LE QUESTIONI SERIE IN UN MARE DI GUSTOSA COMICITA’ ED IRONIA: SPICCANO IN TAL SENSO LE PERFORMANCES DI BRENDA BLETHYN (SIGNORA BENNET) E TOM HOLLANDER (IL CUGINO COLLINS), MENTRE DOTANO LA PELLICOLA DI SOFISTICATO SPESSORE LE INTERPRETAZIONI DI DONALD SUTHERLAND (SIGNOR BENNET) E DI KEIRA KNIGHTLEY (ELIZABETH/LIZZIE BENNET). TRA LE RIGHE, SULLA SCIA DELLA CORAGGIOSA PROTAGONISTA, SCHEGGE DI MODERNITA’ RIGUARDO ALLA CONDIZIONE FEMMINILE, E QUESTO MALGRADO IL XVIII SECOLO.

    E’ di scena la festaiola mondanità dei balli in società così come dovevano essere vissuti nell’atmosfera di fine 18° secolo, dal tocco particolarmente lezioso e soprattutto tutt’altro che disinteressato: è l’epoca in cui per le giovani fanciulle la precipua preoccupazione è quella di trovare marito. Ma è questa anche la più grande ambizione delle loro famiglie. Il che spiega la frizzante

    ed esilarante atmosfera tutta fremiti, i febbricitanti entusiasmi giovanili malgrado le distanze sociali, il cocktail di illusioni e disillusioni che talvolta fa scambiare un invito a colazione per un invito a nozze. Un’atmosfera ben ricreata nella versione in celluloide di Orgoglio e pregiudizio diretta da Joe Wright (Charles II: The Power & the Passion). Questo sfondo è importante perchè è evidentemente il respiro del racconto cui la pellicola si ispira (il romanzo omonimo di Jane Austen, un classico letterario ormai). A distanza di 65 anni dall’unica versione cinematografica di Orgoglio e pregiudizio diretta nel 1940 da Robert Z. Leonard, Wright e produzione hanno convenuto che la cosa migliore era quella di restare aderenti al testo di riferimento senza stravolgerlo, dunque evitando deliberatamente di apportare modifiche significative. La versione cinematografica che ne è derivata oggi, d’altra parte, sembra calcare la mano, con un risultato delizioso, proprio sugli elementi perno di questo

    sfondo. Domina pertanto la scena l’ossessione di una madre, la signora Bennet, di ‘accasare’, e bene, le proprie cinque figlie, manifestata, ahimè, spudoratamente e in maniera smodatamente comica. Il personaggio è interpretato con tocco eccellente da Brenda Blethyn (Segreti e bugie, Little Voice-E’ nata una stella, L’erba di Grace, In mezzo scorre il fiume), forse appena superata da un impareggiabile Donald Sutherland (Quella sporca dozzina, M.A.S.H., Una squillo per l’ispettore Klute, Il giorno della locusta, Novecento, Il Casanova, Gente comune, GFK-Un caso ancora aperto, Terrore dallo spazio profondo, Ritorno a Cold Mountain…) nelle vesti del signor Bennet. Figura questa un po’ in bilico tra il condizionamento soffocante e risibile della moglie, che pure sembra tollerare con silenziosa ironia e sufficiente distacco, e la sentita partecipazione alle reali aspirazioni delle figlie, di una in particolare, Elizabeth (Lizzie), ruolo che ha valso a Keira Knightley (Guerre stellari: Episodio I–La minaccia fantasma, Sognando

    Beckham, Love Actually, La maledizione della prima luna, King Arthur, The Jacket) la ‘Nomination all’Oscar’ come ‘Migliore Attrice protagonista’. Partecipazione emotiva che questo padre manifesterà appieno solo alla fine, commuovendosi fino alle lacrime, quando Lizzie lo sorprende rivelando i suoi veri sentimenti per Darcy (Matthew Macfadyen), il giovane nobile triste e criptico, di cui Lizzie all’inizio aveva frainteso la vera natura . Un personaggio dunque, questo signor Bennet, apparentemente più in ombra degli altri che riesce invece ad imporsi catturando l’attenzione del pubblico proprio grazie alla sofisticatamente sottesa e pur intensa performance di Sutherland. Questa nuova versione di Orgoglio e Pregiudizio sembra così rivisitare un classico letterario sul filo dell’ironia melodrammatico-romantica che sfocia in una divertente comicità. Comicità che rasenta l’ilarità e di cui oltre alla signora Bennet si rende protagonista anche il cugino Collins (Tom Hollander), erede naturale della tenuta Bennet perchè nessuna delle figlie, essendo femmine, ha diritto

    ad ereditare. In un’epoca come questa in cui le donne di alto lignaggio devono essere dotate di una natura piuttosto eclettica, dimostrandosi capaci di dipingere, fare musica, ricamare ecc. ecc. - “ma ben poche leggono”- la figura di Lizzie, cuore aperto e sincero e piuttosto decisa nei suoi principi e nelle decisioni da prendere, risulta quasi eroina protagonista per eccellenza: vedi il rifiuto della proposta di matrimonio del cugino Collins, in questo caso appoggiata dal padre, e vedi anche la risposta, malgrado sia questa l’epoca tipica dei matrimoni combinati, che riserva a Lady Catherine de Bourg riguardo alla sua pretesa promessa di tirarsi fuori da ogni eventuale legame con il nipote Darcy. Un classico in cui si rileva la contraddittoria posizione della donna nella società dell’epoca, fra tradizionale convenzione e schegge di coraggiose rivalse personali che potrebbero leggersi quali anteprima di modernità e di avanguardia riguardo alla condizione femminile. Modernità

    che trionfa nel finale abbattimento delle barriere pregiudiziali delle differenze di grado sociale a tutto vantaggio dell’amore, mentre c’è sempre chi, probabilmente la maggior parte, sceglie di buon grado il matrimonio di convenienza, accondiscendendo persino, all’apparenza, la canonica predominanza della figura maschile: vedi il comportamento di Lizzie nei confronti di Collins e quello antitetico dell’amica che poi lo sposerà, appunto, sulla base di un rassegnato ragionamento calcolato. Ma la forza di questa versione di Orgoglio e pregiudizio, pur avendo in sé numerosi elementi di riflessione su questioni serie, sta proprio nel rifuggire dal melodramma per aderire ad una simpatica e deliziosa confezione tipica di una gustosa commedia, che corre fluida e divertente verso un assunto: anche nel 18° secolo, malgrado tutto, ci si poteva permettere di essere romantici. Bastava solo volerlo veramente!

    Commenti del regista

    "Nel romanzo, i personaggi della Austen sono tutti beneducati, aspettano che l'altro finisca di parlare prima di prendere la parola. Ma io so che, specialmente nelle famiglie in cui ci sono molte donne, tutti tendono a parlare sopra agli altri, a finire le frasi l'uno dell'altro, ecc. Così ho pensato che anche le conversazioni familiari dei Bennet dovessero sovrapporsi".

    Commenti dei protagonisti:

    Keira Knightley (Elizabeth/Lizzie Bennet): "Accettare questa parte non è stato facile; è uno dei ruoli femminili più belli della letteratura. Se sei un'attrice e hai la possibilità di interpretare Elizabeth Bennet non puoi assolutamente rifiutare. Ma fa un pò paura, perchè quando leggi 'Orgoglio e pregiudizio' senti di immedesimarti completamente in lei. So che l'ho fatto e sono sicura che tutti sentano la stessa cosa e che abbiano una chiara idea di chi sia Elizabeth Bennet. Proprio per questo è stata una sfida emozionante".

    Matthew Macfadyen (Darcy): "(Il mio personaggio è) molto abbottonato; è molto orgoglioso e altezzoso. Qualcuno direbbe che è arrogante, io direi che non viene compreso... La comunicazione tra i sessi è probabilmente difficile oggi come lo era al tempo di Jane Austen. A parte l'attrazione fisica, darcy è incantato dalla vitalità della mente di Lizzie e dalle sue qualità mercuriali. La prima volta che si vedono, Lui dice a Bingley che lei non è abbastanza bella da spingerlo a ballare. Lei lo sente per caso e rilancia con un'intelligenza così acuta che lui non può far altro che rimanere incantato. Lui è un giovane uomo serio, con grandi responsabilità verso il suo patrimonio e non ha mai incontrato una donna come lei. Quando le si dichiara, spiegandole all'inizio quanto lei sia inappropriata come partito, fa questa promessa a causa della sua integrità e non della sua arroganza".

    Brenda Blethyn (signora Bennet): "Le preoccupazioni della signora Bennet si accordano al fatto che le donne al tempo non avevano status. Le leggi sulla successione decretavano che la proprietà di suo marito, la casa della sua famiglia, alla morte del signor Bennet, sarebbe stata ereditata da un lontano cugino. Questo significava che lei e le sue figlie avrebbero potuto essere cacciate e avrebbero dovuto badare a sé stesse da sole - o addirittura avrebbero potuto essere mandate in una casa di lavoro. La soluzione è che almeno una delle sue figlie sposi un uomo abbastanza ricco da potersi far carico di tutta la famiglia. Tenta di risolvere il problema meglio che può. Penso che la signora Bennet sia arrivata al proprio matrimonio con una ben piccola dote e che si siano sposati per amore, cosa questa che, come dimostra la storia, non era molto comune. Si vede che provano qualcosa uno per l'altra. Lui è tollerante e gentile anche se coltiva interessi al di fuori dei drammi della sua famiglia: libri, piante, animali selvatici... Lei è talvolta molto imbarazzante per la sua famiglia, ma tutti i genitori possono essere imbarazzanti".

    Altre voci dal set:

    La sceneggiatrice Deborah Moggach: "Ho dato rilievo alla storia di Lizzie. A differenza del romanzo, Lizzie tiene i suoi segreti per sé e questi sono per lei un grande peso. Ci sono cose che non può confidare né ai suoi genitori, né alla sua migliore amica Charlotte e nemmeno alla sua amata sorella Jane. Lizzie soffre da sola. Vede suo padre che trascura le sue sorelle - ignora le follie di Lydia e questo rende più facile la sua fuga - e vede il matrimonio dei suoi genitori come una tragicommedia. Lizzie vede Charlotte che, per assicurarsi un futuro agiato, sposa l'odioso Signor Collins e vede la sua amatissima sorella maggiore Jane consumarsi per amore. Si chiede se anche la sua possibilità di felicità stia scomparendo. Il fatto di tenere tutto questo per sé fa sì che noi le vogliamo sempre più bene. La commedia più vera, credo, nasce dal dolore".

    Links:

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