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    Lucca - Film e Video-installazioni in una mostra dedicata a JONAS MEKAS, film-maker critico statunitense di origine lituana, uno degli autori di maggior rilievo del cinema sperimentale mondiale.

    Alla Fondazione Ragghianti, in collaborazione con il ‘Lucca Film Festival 2008’, dal 10 ottobre al 2 novembre 2008

    07/10/2008 - JONAS MEKAS, esponente di spicco del rinnovamento del linguaggio cinematografico e sperimentatore delle risorse artistiche dei nuovi media visuali elettronici è il protagonista, dal 10 ottobre al 2 novembre prossimi, della mostra curata dalla Fondazione Centro Studi sull’Arte ‘Licia e Carlo Ludovico Ragghianti’ in collaborazione con il ’Lucca Film Festival 2008’ che all’artista dedica, in concomitanza con l’esposizione, un’ampia retrospettiva filmica.
    Considerato uno degli autori di maggior rilievo del cinema sperimentale mondiale, JONAS MEKAS, film-maker e critico statunitense di origine lituana, si inserisce all’interno di quel cinema definito "underground” per la sua precaria esistenza sotterranea che, lontano dalla produzione e dalla distribuzione ufficiale dello star system hollywoodiano, ha cercato di tenere viva una politica d’indipendenza che desse l’opportunità ad opere cinematografiche eversive e inconsuete di poter essere viste ed apprezzate dal pubblico.
    Oltre ad essere uno dei principali rappresentanti del movimento, JONAS MEKAS si è impegnato in prima linea nella divulgazione e nella propaganda della produzione filmica underground attraverso saggi critici, la fondazione della rivista «Film Culture», facendosi portavoce e principale organizzatore del “New American Cinema Group” e dirigendo dal 1970 l’”Anthology Film Archive” di New York, il centro internazionale per la conservazione e lo studio del cinema indipendente e d’avanguardia.
    Le prime opere di MEKAS furono realizzate a partire dagli anni Sessanta quando l’artista iniziò a documentare con la leggendaria 16mm. Bolex (la camera adottata, identica, anche da Warhol) la propria vita e quella degli amici tra i quali spiccano i principali protagonisti della ‘Beat Generation’: Stan Brakhage, Andy Warhol, Allen Ginsberg
    MEKAS afferma che “…In realtà tutto il mio lavoro non è che un unico, lunghissimo film che ancora si sta sviluppando…” e la mostra allestita alla Fondazione Ragghianti ne propone significativi frammenti presentando alcune tra le più importanti proiezioni e video-installazioni della vastissima produzione dell’artista.

    La mostra lucchese vuole proporre i fondamentali e profondamente innovativi film che, a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta, Mekas ha realizzato.
    Va sottolineato come nel cinema sperimentale di Jonas Mekas si realizza un’inedita prospettiva teorizzata insieme a Dominique Noguez negli anni Sessanta e Settanta in molte occasioni espositive in Francia e in Italia di un “cinema differente” che non si cura delle regole e delle funzioni dominanti della comunicazione, meno preoccupato del destinatario che dell’autore, del referente che del messaggio stesso, del principio di realtà che del principio del piacere, del simbolico che dell’iconico, in breve, meno preoccupato del senso che della forma e ancora più radicalmente un film largamente personale, che si rapporta principalmente, nella sua concezione, nella sua realizzazione e nella sua diffusione, all’arte e all’artigianato (non al commercio e all’industria).
    L’esposizione dell’opera cinematografica di JONAS MEKAS qui presentata è anche particolarmente significativa di un’inedita e produttiva possibilità di utilizzare in senso creativo le risorse comunicative sulle quali il mezzo elettronico opera con maggiore costanza, la nozione del tempo, memoria e simultaneità. Conseguenti sono l’istantaneità che consente di presentare un’immagine ripresa non convenzionalmente senza sottoporla a nessun tipo di trattamento, il ritardo del tempo di proiezione, la condizione di utilizzare contemporaneamente più camere o più monitor per una scomposizione o ricomposizione della visione, elementi che nella loro complessità contribuiscono a una creativa dilatazione, o più esattamente a una innovativa temporalizzazione dell’immagine.

    Program 1:
    Birth of a Nation (85 min)

    Program 2: SIXTIES QUARTET: c.2h
    - Scenes from the Life of Andy Warhol (36 mins)
    - Happy Birthday to John (18 mins)
    - This Side of Paradise (25 mins)
    - Zefiro Torna (35 mins)

    Program 3:
    - Report from Millbrook (12 min)
    - Notes on the Circus (12 min)
    - Cassis (4 min)
    - Travel Songs (28 min)
    - Cup/Saucer/Two Dancers/Radio (23 min)

    Program 4: (video program)
    - Cinema is Not 100 Years Old (5 mins)
    - Ein Maerchen (?)
    - Silence, Please! (?)
    - Remedies For Melancholy (?)
    - Autobiography of a Man Who (?)
    Carried his Memories in his Eyes (53 min)

    Program 5: (video)
    - Notes on Utopia (60 min)
    Program 6:
    - As I was Moving Ahead, Occasionally I saw Brief Glimpses of Beauty
    (4h50min)

    La mostra, allestita nei locali della Fondazione Ragghianti presso il Complesso
    monumentale di San Micheletto (Via San Micheletto, 3 – LUCCA), sarà inaugurata il 10 ottobre alle 17.30 e sarà visitabile fino al 2 novembre 2008 con il seguente orario:10-13; 16-19; lunedì chiuso (ingresso gratuito).
    Tel. 0583/467205 – fax 0583/490325; Sito web: www.fondazioneragghianti.it

    LA REDAZIONE

    Nota: Si ringrazia Elena Fiori (Ufficio Stampa - Fondazione Ragghianti - Lucca)


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