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    I'VE SEEN FILMS - INTERNATIONAL FILM FESTIVAL (Milano, 30 settembre - 9 ottobre 2010) - LA TERZA GIORNATA

    Sabato 2 ottobre ha luogo la terza giornata di proiezioni del Festival internazionale I’ve Seen Films, con un programma che, oltre a numerose anteprime nazionali ed europee, offre l’opportunità di potersi confrontare con una cinemtografia che abbraccia tutti i continenti.

    01/10/2010 - La terza giornata del Festival (sabato 2 ottobre) inizia alle ore 15.00 presso il Cinema Gnomo (via Lanzone 30, Milano) con diversi bellissimi cortometraggi appartenenti al genere ‘Fiction’. Segnaliamo, per la sezione tematica ‘I bambini ci guardano’, l’attualissimo ‘Una vida mejor’ del regista spagnolo Luis Fernàndez Reneo, basato sulla storia vera di 3 bambini messicani che si perdono nel deserto di Sonora mentre tentano di passare illegalmente il confine con tra il Messico e gli Stati Uniti. Non possiamo non menzionare El segundo amanecer de la ceguera, una co-produzione Spagna/Perù diretta da Mauricio Franco, che ci narra la toccante storia di una coppia in cui l’incomunicabilità ha ormai preso il sopravvento; o il sud-coreano Ma’am’s Copy Shop del regista Zizak, il quale ci fa entrare con maestria nei panni di una donna che gestisce una cartoleria e che si trova ad affrontare un uomo sofferente di amnesie: come scoprirà in seguito, questi ha addirittura assassinato la propria moglie.

    Sempre nel filone della ‘Fiction', L’échapée belle, diretto dal regista francese François Tessier, ci presenta in anteprima una imperdibile love-story ‘sui-generis’, mentre ‘Arc-en-Ciel' del portoghese David Bonneville, autore di cortometraggi e vincitore di vari premi cinematografici, tratteggia l’amore sofferto di Quitterie, una donna che non riesce a rassegnarsi alla perdita del proprio giovane partner. ‘Jam Session', invece, l’ultimo lavoro di Federico Tinelli, è un cortometraggio muto che usa il bianco e nero per esprimere in modo surreale le trasformazioni di corpi umani rappresentati da strumenti musicali.

    Con un occhio sempre di riguardo alla produzione di documentari, in questa giornata I’ve Seen Films offre al suo pubblico alcune chicche, come ‘En cas de dépressurisation’ della belga Sarah Moon Howe: come si reagisce alla notizia che il proprio bambino ha un handicap? Dopo un primo attimo di smarrimento, la notizia colpisce come un fulmine, annientando in un attimo tutti i sogni; ma come avviene su un aereo, quando in caso di depressurizzazione la hostess consiglia agli adulti di applicarsi sul viso la maschera d’ossigeno, e poi procedere allo stesso modo con i bambini, anche nel mezzo di una tragedia quale la scoperta di un handicap nel proprio figlio, la reazione deve essere metaforicamente la stessa. E non scordiamoci di citare lo spagnolo ‘Dirty Martini’ di Iban del Campo che con il suo omaggio al Burlesque ci fa vedere uno scorcio di vita di ‘Dirty Martini’, la ballerina newyorkese che con la sua arte riporta in auge questo genere ormai dimenticato.

    Un genere particolare e ‘per appassionati’, ma non per questo meno importante, è quello ‘Sperimentale', che con ‘Petite anatomie de l’image’ di Olivier Smolders, uno dei più innovativi autori di film sperimentali del momento nato nell’ex Congo Belga e vincitore, con questo lavoro, del Grand Prix 2010 a Clermont-Ferrand, ci spinge ad un paragone: così come alla fine del 18° secolo, artisti fiorentini fabbricavano statue di cera usando come modelli corpi sezionati dai chirurghi, così questa sua ‘piccola anatomia’ - tramite tagli, dissezioni ed innesti - riesce a dar vita a strane e suggestive creature.

    Per la sezione ‘Salto in lungo' dedicata ai lungometraggi, verrà proiettato in anteprima, alle ore 21:00 ‘Gloss - Cambiare si può’, di Valentina Brandolini. E’ un film delicato e allo stesso tempo diretto su un tema attuale di cui si parla spesso, ma di cui si conoscono poco i risvolti interiori nonché pratici, il tutto frutto di una lunga riflessione e preparazione da parte della regista. La protagonista, Alex vive nell’apparente serenità la sua quotidiana routine in un negozio di profumi: vive con serenità il suo stato di transgender, con una clientela che la coccola, e la tratta con riguardo. Tutta apparenza, perché in realtà deve ancora trovare il coraggio di fare i conti con Alessandro, ovvero la sua identità maschile, che ha deciso di rimuovere violentemente dopo i 12 anni. Il percorso di Alex ci viene svelato man mano che il suo analista riesce a ricavarlo tramite sedute tradizionali e la pratica dell’ipnosi. Un mondo sommerso, quello dei transgender, che viene descritto senza alcun concessione al patetico e al ridicolo, ma semplicemente per quello che è: un mondo di persone alla ricerca di una propria identità.

    Presso il Centro Culturale Francese (Palazzo delle Stelline - Corso Magenta 63), alle ore 15:30, sempre per la sezione ‘Salto in lungo’, verrà proiettato il lungometraggio ‘Ramata’ del regista, scrittore ed attore Léandre-Alain Baker, nato a Bangui (Repubblica Centrafricana). Ramata è la moglie di un alto funzionario senegalese, e come tale, in un ambiente borghese, dovrebbe sottostare a una certa morigeratezza di costumi. Lei invece disubbidisce, e trascorre i suoi 30 anni di matrimonio tradendolo allegramente: una contemporanea Madame Bovary africana, quasi. Ma dal classico di Flaubert si discosta per le motivazioni dell’amante di lei, ragioni che scopriremo essere forse condivisibili, ma che Ramata scoprirà troppo tardi. Ramata è una film di grande poesia; il regista Léandre-Alain Baker descrive con una finezza psicologica encomiabile la storia di una ribellione. ‘Ramata’ è interpretata da Katoucha Niabte, una famosa modella africana promotrice della lotta contro l’infibulazione, morta in circostanze misteriose dopo le riprese del film, nei pressi della sua casa galleggiante sulla Senna.

    LA REDAZIONE

    Nota: Si ringraziano il Presidente Rutger Hauer, il direttore PierPaolo De Fina e Alessandra Izzo (Press Office)


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