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    Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca nazionale, Roma - L’UOMO IN CONFLITTO al CINEMA TREVI di ROMA martedì 17 Novembre

    In occasione del ventennale della Rivoluzione di velluto la Cineteca Nazionale propone una rassegna cinematografica e un incontro con il regista MARTIN SULÍK

    16/11/2009 - Il 1989 è l’anno della caduta del muro di Berlino e della fine dei regimi comunisti nei paesi satelliti. E’anche l’anno della Rivoluzione di velluto che ha segnato la nascita della Repubblica Ceco-Slovacca democratica.

    L’obiettivo della rassegna è di far conoscere al pubblico italiano una produzione cinematografica a oggi assai poco conosciuta in Italia (con la sola eccezione di Juraj Jakubisko).
    I film scelti accompagnano lo spettatore in un percorso di doppia scoperta: da un lato il racconto di alcuni dei momenti storici più importanti della Slovacchia, anch’essi probabilmente poco noti per lo spettatore italiano, e dall’altro la scoperta di registi e correnti cinematografiche che per vari motivi non sono arrivati in Italia.

    Rassegna in collaborazione con Ambasciata della Repubblica Slovacca in Italia, Istituto slovacco a Roma e Istituto slovacco del film di Bratislava.

    PROGRAMMA a cura di Tiziana D’Amico e Lorenzo Pompeo

    Martedì 17 novembre ore 17.00
    Chodnik cez Dunaj (Passaggio sul Danubio, 1989)
    Regia: Miroslav Luther; soggetto: Vladimir Korner; sceneggiatura: V. Korner, M. Luther; fotografia: Vladimir Hollos; musica: Jiri Bulis; interpreti: Roman Luknar, Vladimir Hajdu, Gyorgyi Tarjan; origine: Cecoslovacchia; produzione: Slovenska Filmova Tvorba, Ceskoslovenska Televízia Bratislava; durata: 89’

    Il racconto tragico del destino di due giovani amici, Viktor Lesa e Frantisek Tichacek, durante la seconda guerra mondiale, quando la Cecoslovacchia viene divisa in Protettorato di Boemia e Moravia e Repubblica Slovacca. La fuga iniziale dal Protettorato per scappare alla Gestapo, a causa di uno scherzo considerato dai nazisti sabotaggio, si complica sempre più lungo il percorso verso la libertà. Per la qualità del film è stata decisiva la scelta di lavorare sul piano delle forze emotive e sulla tensione tra la difesa della propria vita e quella degli altri, senza alcuna filosofia esistenziale, ma solo attraverso una dimensione shakespeariana della tragicità della guerra. La pellicola ha vinto il premio Prix de la Croix Rouge Monegasque nel 1990.
    Versione originale con sottotitoli in italiano

    ore 18.45
    Slunecni stat aneb hrdinove delnicke tridy
    (La città del Sole o Gli eroi della classe operaia, 2005)
    Regia: Martin Sulík; soggetto e sceneggiatura: M. Sulík, Marek Lescak; fotografia: Martin Strba; musica: Vladimír Godar; interpreti; Oldrich Navratil, Ivan Martinka, Lubos Kostelny, Igor Bares, Anna Conova, Petra Spalkova; origine: Repubblica Ceca, Slovacchia; produzione: Titanic s.r.o, Ceska televize, Cinem-Art; durata: 95’

    La storia di quattro operai che si ritrovano senza lavoro, dopo l’acquisizione da parte di un nuovo proprietario della fabbrica dove lavoravano. Trovatisi in mezza alla strada, decidono di aprire un’attività loro. Comprano un camion per l’attività di trasloco, ma le cose non vanno come speravano. Alle difficoltà economiche si aggiungono quelle personali sotto l’ombra ingombrante della povertà (l’alcolismo, crisi matrimoniali e un figlio adolescente da recuperare). Ambientato a Ostrava (Repubblica ceca), Slnecny stat affronta il dopo 1989 e il dopo 1993, dalle speranze euforiche di cambiamento con la caduta del comunismo alla separazione “liquida” di Cechi e Slovacchi, raccontando la ricerca di una “città del sole“ campanelliana richiamata fin dal titolo.
    La figura di Sulík è cruciale per la cinematografia slovacca degli anni ’90, dove insieme a Miroslav Luther, è uno dei pochi registi che riesce a girare lungometraggi di qualità e di successo dopo la caduta del regime comunista. I film di Sulik si caratterizzano per una dimensione magica, a tratti fiabesca, con un ricco apparato di citazioni della cinematografia slovacca e mondiale.
    Versione originale con sottotitoli in italiano

    a seguire
    Incontro con MARTIN SULÍK

    ore 21.30
    Postav dom, zasaď strom
    (Costruisci una casa, pianta un albero, 1979)
    Regia: Juraj Jakubisko; soggetto e sceneggiatura: Mikulas Kovac, Lydia Ragacova; fotografia: Stanislav Dorsic, Vladimir Hollos; musica: Petr Hapka; interpreti: Pavel Novy, Jana Brezinova, Ondrej Pavelka, Róbert Surina, Gustav Opocensky, Zdenek Dusek; origine: Cecoslovacchia; produzione: Slovenska Filmova Tvorba Bratislava; durata: 93’

    Il protagonista Matús arriva da uno sperduto villaggio della Slovacchia orientale per potersi costruire una casa e trovare una donna, come ogni bravo ragazzo. Ma proprio questi nobili obiettivi divengono la sua religione, il suo status. Ed è capace per loro di mostrare il suo lato negativo, tradire gli amici, mentire e ingannare. Costruisci una casa, pianta un albero è il primo lungometraggio con il quale Juraj Jakubisko ritorna sulla scena cinematografica dopo un silenzio di nove anni impostogli dalla censura comunista. Jakubisko non evita la dura critica della società, fedele ai suoi strumenti espressivi basilari, quali il fattore musicale o creativo, e dopo un primo momento di accettazione anche questo film, come molti suoi altri lavori, verrà ritirato e censurato.
    Versione originale con sottotitoli in italiano - Ingresso gratuito

    LA REDAZIONE

    Nota: Si ringrazia Valentina Contessi (Ufficio Stampa Centro Sperimentale di Cinematografia, Roma)


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