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    Home Page > Cinespigolature > MARY POPPINS: IL RITORNO, TRA MERAVIGLIA E CONDIZIONE SOCIALE (A cura di FRANCESCO ADAMI)

    MARY POPPINS: IL RITORNO, TRA MERAVIGLIA E CONDIZIONE SOCIALE (A cura di FRANCESCO ADAMI)

    Anteprima romana de Il ritorno di Mary Poppins di Rob Marshall con Emily Blunt, Colin Firth, Meryl Streep, Lin-Manuel Miranda, Ben Whishaw ed Emily Mortimer

    17/12/2018 - A proposito de Il RITORNO DI MARY POPPINS di ROB MARSHALL:

    La Londra dei Banks: tra pulsante energia e debiti

    Si vive in un periodo storico in cui è presente l’insicurezza e la precarietà nel mondo del lavoro, nella politica, nelle relazioni sociali, nell’ambiente naturale e cittadino. A causa di questa instabilità emotiva che porta a sentimenti per lo più negativi, ritorna nelle sale cinematografiche Mary Poppins. Mary è la metafora del senso della meraviglia, di ritrovare la gioia sopita dentro le persone, risvegliare l’innocenza e la fantasia fanciullesca. Le atmosfere cupe di una cittadina fredda come quella londinese degli anni Trenta si tingono di brillante energia grazie al colorato stravolgimento che l'autorevole ma sensibile Mary Poppins dona all’ambiente che la circonda. La figura della nota magica bambinaia è strettamente connessa alla storia della famiglia Banks, in cui ora i piccoli fratelli Michael e Jane sono ormai cresciuti. Michael sfortunatamente è rimasto vedovo e vive assieme ai suoi tre figli Anabel, Georgie e John. Jane lavora come sindacalista e si schiera per i diritti alle donne, ma le sue relazioni sentimentali sono rimaste radicate alla famiglia e non si sono estese ad un eventuale rapporto amoroso coniugale. Michael ha conservato il suo spirito artistico ma per essere di aiuto alla sua famiglia ha accettato un impiego presso la Banca di Credito, Risparmio e Sicurtà, la stessa istituzione in cui lavoravano il padre ed il nonno. Nonostante Michael riesca a sopravvivere e a mantenere la sua famiglia senza la moglie accanto, non può facilmente occuparsi di tutte le esigenze, compresa la corretta gestione economica e finanziaria, pertanto un giorno riceve lo sfratto a causa di un debito accumulato. Il direttore della banca, il signor Wilkins, viene a conoscenza della situazione dei Banks, vecchi amici del padre e in un primo momento sembra un mentore affidabile ed altruista, ma dietro la maschera della cortesia si cela un uomo sleale e profondamente interessato a possedere beni ed immobili. Tra l’imminente periodo scuro, la decadenza economica, lo sfaldamento dell’apparente stabilità della famiglia Banks, fa la sua apparizione Mary Poppins, il cui scopo in primo luogo è quello di occuparsi di Anabel, Georgie e John e, in parte, quello di alleviare ed indirizzare sulla giusta strada Michael e Jane. Numerosi sono i richiami alla prima mitica avventura cinematografica di Mary Poppins: dalla sequenza dell’incontro con Michael e Jane fino al personaggio del lampionaio Jack che rievoca lo spazzacamino e pittore Bert. L’interpretazione del personaggio di Mary Poppins è affidata ad Emily Blunt che, attraverso un accurato lavoro sul personaggio, è riuscita perfettamente a riportare sullo schermo la straordinaria magica tata senza suscitare nello spettatore quella nota di nostalgia per l'assenza dell'indimenticabile Julie Andrews.

    L’origine del carattere

    Come narrato nel film Disney Saving Mr Banks, l’autrice dei libri Pamela Lyndon Travers, ha impiegato quasi 20 anni per cedere i diritti a Walt Disney, stravolgendo e/o addolcendo man mano la figura di Poppins: il risultato finale è stata la trasformazione del personaggio in un’icona di positività canora e danzante che entra in mondi fantastici dalle atmosfere animate. Ed è per l'appunto questa stessa ricetta di grande successo cui hanno guardato Walt Disney Studios ed il noto regista di musical Rob Marshall per Il ritorno di Mary Poppins. Lo sceneggiatore David Magee ed il regista Rob Marshall hanno elaborato la trama del nuovo lungometraggio basandosi non solamente sul secondo libro scritto dalla Travers ma anche sugli altri sette libri, al fine di estrarre le parti più divertenti e i viaggi più intriganti per fornire una visione innovativa e coinvolgente. D'altra parte, Mary Poppins dimostra di non essere cambiata né invecchiata: il suo carattere denso di empatia è sincero in qualunque occasione anche con la cugina Topsy, gestore di un negozio di fai-da-te che si ribalta a testa in giù ogni secondo mercoledì del mese.

    Le canzoni tra tradizione ed innovazione

    Un elemento importante del film è la presenza dei brani musicali: in questa nuova trasposizione, la partitura è stata affidata a March Shaiman e Scott Wittman, i quali si sono dedicati a mantenere una determinata linea musicale per rievocare lo stile della precedente pellicola e fornire al contempo una innovativa e moderna ritmica. Le canzoni però non hanno una melodia che si riesce a cantare facilmente, come per le note Supercalifragilistichespiralidoso o Basta un poco di zucchero e la pillola va giù: la maggior parte delle composizioni sono regolate da una forte componente relativa al contenuto testuale. La canzone eseguita da Mary Poppins e Jack L’abito non fa il monaco il cui titolo inglese è A Cover is not the book, che tradotto letteralmente suonerebbe come 'non si giudica un libro dalla copertina', è una metafora della condizione attuale, dove la lettura di un libro cartaceo è diventata ormai rara, pertanto si invita alla lettura ed andare oltre le apparenze. Uno dei brani più sensibili, tale da suscitare commozione, è la composizione Dove Sei? (A Conversation), nella quale Michael cerca di adattarsi al lutto della moglie, interpretando il brano in una calda ed racchiusa atmosfera all’interno della soffitta della sua abitazione, mentre rispolvera alcuni ricordi.

    Il costume tra realtà ed animazione

    Un ruolo importante è affidato alla costumista Sandy Powell che ha elaborato gli abiti di tutti i personaggi, in particolare quelli ammirabili nella sequenza che mescola live action e cartoon ambientata all’interno della ciotola Royal Doulton. La Powell ha deciso di dipingere i costumi in modo da far somigliare i personaggi reali al mondo animato in due dimensioni. Il rinnovato look della Poppins è perfettamente adatto al personaggio, non indossa mai anelli, orecchini o gioielli di alcun tipo, ma una 'mise' classica composta da una camicetta di cotone bianca a pois, un cravattino rosso, una gonna ed un cappotto di lana blu, in perfetto mix tra lo stile del primo film e gli anni Trenta del secondo.

    Gli effetti visivi analogici in un mondo digitale

    La realizzazione tecnica del film è stata ben curata dal team di creativi della Disney: un grande lavoro è stato svolto dalla squadra di animatori che ha dovuto realizzare tutte le sequenze attenendosi alla vecchia forma di animazione in 2d, adottando tecniche altamente artigianali. Per far questo la Disney ha chiamato alcuni esperti che, pur essendo in pensione, sono tornati al lavoro allo scopo di contribuire, supervisionare e consigliare la nuova generazione di animatori. Tuttavia il film non è completamente sviluppato con le passate tecniche del cinema classico, ovvero, non vi è un ritorno alla vecchia celluloide: è invece la stessa innovazione digitale a rievocare lo stile dei film classici, mediante l’utilizzo della moderna macchina da presa digitale Arri Alexa XT ed Alexa Mini, con le ottiche Panavision Anamorphic della serie G.

    Un impegnativo lavoro è stato svolto anche dallo scenografo John Myre: in otto teatri di posa degli Shepperton Studios ha ricostruito le ambientazioni della Londra del primo film, incluso il celebre la Viale dei Ciliegi, oltre ad elaborarne di nuove tra cui Il Laboratorio di Topsy, la torre del Big Ben, gli interni di casa Banks e l’enorme parco abbandonato. Solo per il set del Viale dei Ciliegi, il team di Myre ha impiegato 18 settimane: le abitazioni sono state costruite in una scala minore, l’altezza dei soffitti è stata abbassata per permettere alle case di essere inquadrate nella loro totalità e rendere possibile una visione spettacolare e sontuosa. Una delle sfide creative più grandi è stata la costruzione del laboratorio di Topsy: la produzione ha impiegato sette mesi per completarla, il set decorator Gordon Sim e la sua squadra hanno acquistato più di 538 oggetti retrò e realizzato duplicati in plastica degli oggetti più fragili. Tutti gli oggetti sono stati infine inchiodati e assicurati al soffitto di un set alla rovescia costruito all’interno nel Teatro di posa C, che è stato poi capovolto grazie all’ausilio degli effetti visivi e del supervisore Matt Johnson.

    Il ritorno di Mary Poppins è un film che rievoca le atmosfere narrate nel primo, connettendovisi perfettamente attraverso una struttura ben delineata, una elaborata coreografia, un cast adeguato e una perfetta sincronia stilistica e musicale. Da vedere.

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