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    Home Page > Cinespigolature > OMAGGIO ‘NOIR’ a Via col vento: VIA DELL'INFERNO di PAOLA ALBERTI

    OMAGGIO ‘NOIR’ a Via col vento: VIA DELL'INFERNO di PAOLA ALBERTI

    Tratto dal libro Lezioni di cattiveria di PAOLA ALBERTI (Laurum Editrice, giugno 2006)

    18/10/2006 - ”Posso avere un caffè?
    Alto, moro, tutto vestito di nero, riuscì a catalizzare la
    sua attenzione per un po'.
    Staccò gli occhi dal video proprio nel momento in cui
    Mammy diceva: “Quello che i giovanotti dire e quello che
    pensare essere due cose
    ”.
    Quello che aveva tutta l'aria di essere un vero e proprio
    ammonimento, che l'aveva fatta sorridere, rimase inascoltato.
    Via col vento segnava le sue ore alla tavola calda
    dove lavorava. Il proprietario chiudeva un occhio e lei,
    ogni mattina, si portava da casa la cassetta del film e la
    inseriva nel videoregistratore. “Per dindirindina”, disse fra
    sé, senza riuscire a trattenere un sorriso al pensiero che
    usava proprio le espressioni più care a Rossella O'Hara,
    dopotutto una ragazza deve pur far qualcosa per ovviare al
    fatto che lavora in via dell'Inferno.
    Il nuovo arrivato si sedette ad un tavolo d'angolo e cominciò
    a leggere il giornale locale - una copia era sempre
    sul bancone.
    Sandro, il proprietario, entrò un po' trafelato. “Hai
    visto il tg? Che porcherie! Fai bene a guardare ‘Via col
    vento’. Un prete ha ucciso cento donne con la scusa dell'eutanasia
    ”.
    Parlava scotendo la testa e intanto si allacciava
    il grembiule bianco alla vita. “L'ultima aveva poco
    più di trent'anni, pare che fosse depressa - le donne oggi
    sono tutte depresse. Voleva suicidarsi e, via Internet, si è
    messa in contatto con questo prete, l'unico, pare, disposto
    ad aiutarla ad uccidersi, dietro un lauto compenso naturalmente
    ”.
    Ha ucciso cento donne? Sei sicuro che è un prete?
    Come le ha uccise?
    ”. Mentre faceva tutte quelle domande
    sentiva la sua voce, appena appena un po' incrinata. Accadeva
    ogni volta che si spaventava.
    Come le ha uccise tutte e cento non lo so, il tg non
    l'ha detto. L'ultima l'ha convinta ad inghiottire una forte
    dose di tranquillanti e a infi lare la testa in un sacchetto di plastica che aveva, per l'occasione, riempito di gas. Lui dice che siamo tutti nel peccato, che non è un serial killer,
    ma che interviene per carità cristiana, perché la sua Chiesa
    vede l'eutanasia come una missione. Roba da pazzi!
    ”.
    Sandro puliva il bancone con forza e continuava a scuotere
    la testa.
    Vorrei un altro caffè”. L'uomo vestito di nero e seduto
    al tavolo d'angolo richiamò la sua attenzione. Era un tipo
    affascinante, pensò, mentre metteva le bustine di zucchero
    sul piattino della tazza di caffè.
    Si sistemò con le mani i capelli, prese un vassoio, ci
    mise sopra la tazza del caffè e si diresse verso il tavolo
    d'angolo, non dimenticando, certo, di ancheggiare, giusto
    quel tanto che bastava a mettere in risalto i suoi fi anchi
    torniti e la vita stretta.
    Si chinò verso l'uomo vestito di nero e, con un fare che
    voleva essere confi denziale, gli chiese cosa ne pensasse
    del prete che si diceva avesse ucciso cento donne.
    «Non saprei». Il viso dell'uomo per un attimo si illuminò
    di un sorriso che a lei sembrò del tutto fuori luogo, ma
    che le regalò come un fremito.
    Tutto lì. L'uomo bevve il suo caffè, pagò e si alzò per
    uscire. Senza dire una parola, niente, nemmeno un commento
    a quello sconcertante fatto di cronaca.
    E non credere che lo abbiano incarcerato quel farabutto
    di prete
    . Le parole di Sandro le arrivarono un po'
    attutite dallo scampanellio che fece la porta nel chiudersi
    dietro le spalle dell'uomo vestito di nero. “È americano, di
    uno degli stati del Sud, credo, e, per il momento, è libero.
    Dovrebbero farlo tornare in America
    ”.
    Lei si affrettò a tornare al tavolo d'angolo per dare una
    pulita, così sarebbe potuta tornare a vedere ‘Via col vento’.
    La storia del prete assassino l'aveva già annoiata. Strano,
    sul tavolo d'angolo c'era un piccolo libro. Lo aveva
    certamente dimenticato l'uomo vestito di nero. Gli dette
    uno sguardo, aveva tutta l'aria di essere un libro di preghiere
    ed era scritto in inglese. Se lo infi lò, svelta, nella
    tasca del grembiule e si diresse dietro il bancone. La giornata
    proseguì senza niente di nuovo, solito tran tran. Uscì,
    come ogni sera, alle otto in punto. Si fermò un attimo a
    guardare il piccolo crocifi sso di Galeazzo Auzzi, proprio
    sotto la targa con la scritta ‘Via dell'Inferno’ e si diresse
    a casa.

    LA NAZIONE - CRONACA DI FIRENZE:
    "Una giovane donna, che lavorava in una tavola calda
    del centro storico, è stata trovata morta nel suo appartamento
    in San Frediano. Dai primi accertamenti pare che
    abbia ingoiato una forte dose di tranquillanti e che abbia
    infi lato la testa in un sacchetto riempito di gas. Un particolare
    curioso: era vestita come Rossella O'Hara in Via col
    vento
    . Il proprietario della tavola calda dove lavorava ha
    detto che guardava ogni giorno la cassetta del film e che, a
    parer suo, era depressa, come tutte le donne oggi.".



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