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    Il cinema di Stephen Frears

    Biografia

    (Leicester, INGHILTERRA 20 giugno 1941 - )

    Considerato uno dei registi inglesi più originali e stimolanti prima di approdare all'ambito cinematografico Stephen Frears inizia con gli studi di Giurisprudenza all'Università di Cambridge, ma ben presto cambia registro cominciando a lavorare in teatro, come assistente di Lindsay Anderson al London's Royal Court. L'esordio della sua carriera cinematografica avviene nelle vesti di aiuto regista di Karel Reisz. Nel 1971 Frears dirige il suo primo film Gumshoe, un poliziesco drammatico interpretato da Albert Finney. In seguito lavora soprattutto per la televisione fino al 1985, quando gira il film a basso costo My Beautiful Launderette-Lavanderia a gettone, un successo che segna una svolta nella sua carriera. Scritto e prodotto da Channel 4, il film racconta in modo ironico e pungente una relazione gay tra un giovane pachistano e un punk londinese (un allora sconosciuto Daniel day Lewis), affrontando temi controversi come l'omosessualità, il razzismo e la politica degli anni Ottanta. Originariamente concepito per il piccolo schermo, il film ha poi invece una distribuzione internazionale tale da assumere le dimensioni del grande successo di critica e pubblico.
    L'interesse di Frears per i personaggi che mettono in discussione stereotipi sessuali e sociali è al centro anche dei suoi due film successivi: L'importanza di essere Joe (1987), la fortunata pellicola sulla vita del celebre e controverso commediografo inglese Joe Orton, con Gary Oldman, Alfred Molina e Vanessa Redgrave, e (1987), sua seconda collaborazione con Kureishi, che affronta temi come i rapporti interculturali e i conflitti generazionali, in una Londra devastata dai disordini. Ma il debutto hollywoodiano di Stephen Frears avviene con Le relazioni pericolose (1989), film che gli vale una 'Nomination ai BAFTA' come 'Miglior Regista' e ulteriori consensi indiretti: tratta da un romanzo del 1782, la sceneggiatura di Christopher Hampton vince un Oscar e la straordinaria interprete protagonista Glenn Close, affianacata da John Malkovich, viene nominata agli Oscar per l'intrigante ritratto della Marchesa de Merteuil. Nel 1990 Frears dirige poi un altro film, prodotto da Martin Scorsese, caratterizzato da altrettanta eleganza e successo quale Rischiose abitudini, per il quale è nominato agli Oscar come 'Miglior Regista l'anno successivo. Interpretato da John Cusack, Anjelica Huston e Annette Bening nelle vetsi di tre artisti della truffa, il film conferma Frears come uno dei registi inglesi di maggiore talento della sua generazione.
    Successivamente Frears continua a lavorare sia in Inghilterra che in America. L'apologo satirico Eroe per caso (1992) vede tra i suoi interpreti Dustin Hoffman, Geena Davis e Andy Garcia mentre con Mary Reilly (1996), con Julia Roberts tra i protagonisti, Frears offre una personale rivisitazione della storia del Dottor Jeckyl e Mister Hyde. Nello stesso periodo realizza anche due intensi e divertenti adattamenti dai romanzi di Roddy Doyle The Snapper (1993) e Due sulla strada-The Van (1996).
    Dopo il moderno ed elegiaco western The Hi-Lo Country (1998), con Woody Harrelson, Billy Crudup, Penelope Cruz e Patricia Arquette, torna a calpestare terreni più familiari con Alta fedeltà, che esplora in chiave ironica la natura dell'impegno sentimentale. Tratto dall'omonimo best-seller di Nick Hornby, questo film sancisce il ritorno di John Cusack a lavorare con Frears, che peraltro in questo caso è anche co-autore della sceneggiatura.
    Nel 2000, in collaborazione con lo stimato sceneggiatore televisivo Jimmy McGovern, Frears dà vita a Liam, film tenero e struggente appuntato sulle drammatiche vicende di una famiglia operaia di Liverpool. Due anni più tardi dirige Piccoli affari sporchi (2002), presentato alla 59° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica - Lido di Venezia, un thriller drammatico sulla difficile sopravvivenza degli immigrati clandestini a Londra, confezionato in modo tale da non passare certo inosservato: tra i numerosi premi assegnatigli un 'British Indipendent Film Award' per la 'Migliore Regia' (2003), un 'Evening Standard Award' come 'Miglior Film Inglese' (2003) e una 'Nomination agli Oscar' per lo sceneggiatore Stephen Knught (2004).
    Nel 2003 Stephen Frears torna alla televisione inglese con il film The Deal, con cui mette a fuoco un momento cruciale nel rapporto tra Gordon Brown e Tony Blair, rappresentati per la prima volta in una fiction televisiva. Con Michael Sheen nel ruolo di Blair, il film vince un premio BAFTA come 'Miglior Film-TV' nel 2004. L'anno seguente è la volta di
    Lady Henderson presenta, mentre nel 2006 presenta 'In Concorso' alla 63a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica - Lido di Venezia il film The Queen, uno spaccato prettamente british, a seguito della tragica morte della principessa Diana, che vede il ritorno di Michael Sheen nei panni di Tony Blair, a fianco di Helen Mirren in quelli di Sua Altezza Reale la Regina Elisabetta II.

    Bibliografia: >Press-Book< di The Queen.

    Data di pubblicazione: (5 agosto 2006)





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